Meditazione contro ansia, depressione e pensieri ricorrenti

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La meditazione contro ansia, stress, depressione e pensieri osessivi

Alcuni pensieri ossessivi tendono a ripetersi nelle nostre vite come nastri incantati. Traumi irrisolti, impegni mai portati a termine, situazioni che ci hanno fatto soffrire e che, insistentemente, ritornano alla nostra attenzione. Questi pensieri, spesso invasivi, ci impediscono di raggiungere o mantenere il nostro equilibrio, rubando la nostra attenzione dal momento presente. La mente è uno strumento molto potente, ma allo stesso tempo, se non viene gestita in modo ottimale, può procurarci non poche difficoltà. Rimanere continuamente focalizzati su ciò che avremmo voluto fosse o su ciò che non ci va bene del presente o ancora su ciò che vorremmo nel futuro, ci impedisce di vivere il presente.

Di accedere ad uno stato di presenza consapevole, in cui la vita scorre da sé. Ti ricordi di quando eri bambino? Di quando semplicemente vivevi il momento? Ridere era naturale. Giocare sulla spiaggia e scoprire il mare, un’avventura meravigliosa. Incontrare nuove persone e subito stringere amicizie durature, naturale.

Quando si è piccoli, si hanno molte meno sovrastrutture cognitive ed è quindi più semplice vivere il momento per quello che è. Crescendo, tendiamo a perdere quest’attitudine, in genere a causa di molteplici esperienze di sofferenza che ci fanno perdere la nostra innata fiducia in noi stessi, spingendoci a chiuderci. La razionalità è molto importante, ci permette di comprendere meglio le situazioni che viviamo, oltre che produrre moltissimi effetti benefici in diversi campi, tuttavia è limitata.

Per vivere veramente l’istante presente non si può pensare. Se stai provando gioia e ci pensi, allora non la stai più provando, stai pensando. E’ intervenuta la mente stessa a classificare ciò che ti stava accadendo. Se la mente è continuamente afflitta da pensieri ricorrenti, diventa difficile riuscire a vivere il presente e attingere così a quella fonte inesauribile di gioia e soddisfazione, che ciascuno di noi possiede in dote naturale. Il rischio è quello invece di seguire questi pensieri, lasciando che stati interni sempre più pressanti si impossessino di noi, ansia e depressione per primi. Riuscire a controllare la mente è molto importante. Ciò che serve è uno sforzo mirato e continuativo, che ci permetta di trasformare sempre più le nostre tendenze mentali, come ad esempio quella di rimuginare continuamente su ciò che è stato o che sarà. Esistono diverse tecniche utilizzate a questo scopo. La più diffusa e studiata oggi a livello accademico è la Mindfulness o “Pienezza della Consapevolezza Mentale”.

Se ti trovi a dover lottare con continui pensieri fissi, prova a iniziare con un po’ di pratica di consapevolezza.

Inizia anche in quest’istante. Trova un posto tranquillo dove non verrai disturbato. Spegni il telefonino ed elimina qualsiasi altra fonte di disturbo. Siediti in una posizione che esprima il tuo intento di essere presente. Chiudi gli occhi. Porta ora la tua attenzione al respiro. Tienila li. Ogni volta che la tua attenzione va altrove, tu riportala sul respiro. Ogni volta che te ne accorgi, riportala li. Non seguire i pensieri o gli stati che affiorano, siine consapevole ma scegli di rimanere focalizzato solo sul tuo respiro. Pratica quanto più riesci. A molti è capitato di riuscire all’inizio anche solo per pochi secondi. Se anche tu fai fatica, non demordere, vai avanti. Praticare la Mindfulness con regolarità ha degli effetti oggi confermati da migliaia di ricerche. La mente si rasserena, diminuisce l’ansia, si attenua la depressione, il sistema immunitario si rinforza, la concentrazione di neuroni di alcune regioni del cervello cambia. Una pratica costante educa la nostra mente a mantenere l’attenzione su ciò che accade, sul presente, sul respiro che ci lega alla vita. Ci permette di riprendere il controllo e di poter così decidere quali pensieri o stati interni alimentare e quali no. Ma l’obiettivo più grande è quello di sviluppare un’attitudine non giudicante verso ciò che accade, dentro e fuori di noi, riuscendo così a lasciar andare. In fin dei conti, prova a pensarci, a cosa ti è servito continuare a pensare così tanto?

 

Autore: Psicologo Enrico Gamba

photo credit: Meditation via photopin (license)
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