Il Significato dell’amore per il gatto e come conoscerlo

gatto-dorme

Recentemente ho letto, navigando, un’indagine svolta sui possessori di gatti e di cani che cercava di comprovare una diversità caratteriale, due tipologie diverse di “padroni”….mah! Nello specifico affermava che i gattofili sono più rispettosi dell’indipendenza altrui e della propria, al contrario dei cinofili che necessitano di una fedeltà assoluta, quasi dipendente.

 

Il Comportamento dei gatti: Come trattare il vostro gatto e come manifesta il suo affetto

Amate i gatti? Amate essere indipendenti!

Personalmente, amo tutto l’universo animale e ho coabitato, dall’età di 10 anni fino ad ora, con cani e gatti. L’ultima arrivata in casa è  Pallina, una gatta, ex-randagia, di colore bianco, con “pallini” grigi qua e là sul manto. Ha circa 5 anni e …un  bel caratterino. Da bambina amavo appoggiare l’orecchio sulla pancia dei  miei gatti e sentire il “ron…ron…” delle fusa, mi rilassava e non nascondo che lo faccio anche ora con  estrema soddisfazione.
Il gatto crea un rapporto con il proprietario nel tempo e come fra gli umani, si imparano via via, con la conoscenza reciproca, le abitudini di entrambi.
Ad esempio: il gatto ama essere preso in braccio o accarezzato ma solo quando ne ha voglia e per un periodo breve. Il gatto domestico è molto intelligente e curioso, ha ottima memoria e l’istinto predatore (la mia gatta mi ha già regalato: due serpentelli, 3 topi e…..).
Non c’è da stupirsi se il vostro gatto apre sportelli, beve dal rubinetto, fa pipì nel water perchè impara dall’osservazione dei comportamenti altrui. Ma se pensate di riuscire ad evitare le sue unghie sugli angoli del divano…..SCORDATEVELO!
Lo potete trovare raggomitolato nella borsa della spesa oppure, a me capita spesso,  nell’armadio.
Fondamentalmente è INDIVIDUALISTA e se questa è una caratteristica che non amate, prendetevi cura di un cane. Anche se recentemente un’indagine di NEW SCENTIST  ha rivelato i risultati di alcuni esperimenti e, pensate un po’…..hanno un cervello con il doppio dei neuroni rispetto ai colleghi cani sebbene di dimensioni inferiori.
Ricordo ancora, col sorriso sulle labbra quando osservavo, divertita, mia mamma che correva dietro al mio gatto. Pantera (il nome evocava), con le zampe allargate, scappava con una bistecca fra le fauci, una volta un pollo intero, appena rubato in cucina.

Un po’ di storia?

Il gatto domestico ha radici lontanissime nel tempo, si parla di circa 10 milioni di anni fa ed ha conosciuto alti e bassi nel passaggio da un’epoca all’altra. Infatti nell’antichità non era un animale domestico ed era ricercato per la sua pelliccia (sigh!).
Non sappiamo con certezza l’inizio del processo di addomesticamento, ma nell’antico Egitto era adorato e la convivenza, pacifica.  Il Medioevo rappresentò invece, un periodo buio per il felino che era considerato “demoniaco” e per questo torturato e ucciso (doppio sigh!). E’ solo nell’Ottocento che viene di nuovo considerato animale da compagnia per l’uomo e ad oggi, è il più diffuso in tutto il mondo e in particolare in Italia.

Cosa MANGIANO e cosa non dovrebbero mangiare.

Partiamo col dire, ed è risaputo, che il gatto è un carnivoro.
Quindi la sua dieta giornaliera dovrebbe comprendere le proteine per un 70%, carboidrati per un 15%, verdure per un 10% e la restante parte, 5% olio di oliva.
Metto subito i puntini sulle i, sfatando il mito del “micio-latte”. Dopo lo svezzamento, i gatti perdono l’enzima per la digestione del lattosio (succede anche agli umani) e la conseguenza all’ingestione è la diarrea. Poi, per carità, esistono anche gatti che digeriscono benissimo il latte, ma non sono così frequenti.
I gatti hanno anche qualche problemino di digestione rispetto  all’amido contenuto nella pasta o nel riso, quindi moderazione (ho indicato sopra un modesto 15%) e soprattutto pasta e riso assolutamente STRACOTTI.
CIOCCOLATO e CIPOLLE sono veleni per il gatto.
L’alimentazione casalinga, più genuina, comporta quindi dei rischi, per la salute dei nostri amici felini (a lungo andare) perchè non equilibrata, ma nei prodotti industriali si annidano comunque dei disequilibri. In breve, i prodotti a basso prezzo contengono basse percentuali di proteine (circa il 4%) che naturalmente sfamano di meno e con un’alta frequenza, contengono appetizzanti (sostanze che li rendono irresistibili) e difficilmente il gatto acconsente poi a cambiare marca.
In definitiva, l’umido o il secco di qualità premia in termini di sazietà e di salute.

CURIOSITA’ e altro….

IL SIGNIFICATO DELLE FUSA. Appena nati già fanno le fusa. Cosa rappresentano? E’ il loro modo per esprimere contentezza e benessere.
IMPASTARE. Su di noi non è molto piacevole ma è il loro modo per stimolare il latte dai seni della mamma, infatti è un gesto che imparano alla nascita. Probabilmente è una ricerca di conforto materno.
L’ODIO PER L’ACQUA. I più, ne stanno lontani. Varie ipotesi prevedono anche quella dell’associazione con i predatori, infatti in questo modo, le tigri, evitano i coccodrilli.
L’ADDESTRAMENTO è inutile.
VIVERE CON UN ANIMALE, gatto o cane che sia, è conforto e compagnia (soprattutto per le persone sole o per gli anziani). Per quanto riguarda i bambini, non troppo piccoli, ci sono pediatri che lo considerano un fattore di crescita a 360° e personalmente non riuscirei a farne a meno.

L’assenza di qualunque rimorso e la totale assenza di finzione da parte loro (sì, i gatti non fingono, lo dice Lorenz. Quando ci conviene noi gattari abbiamo sempre la citazione pronta), fa sì che incarnino un esempio di edonismo irragiungibile,

 

Autore: Naturopata Angela Ballarati

 

0 / 5 (0 votes)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.