Taiji Quan: cos’è, esercizi e benefici

Taiji Quan

Sul Taiji Quan si potrebbero scrivere (e in effetti sono stati scritti) interi manuali. In questo articolo cercherò di essere sintetica e semplice: il mio intento è quello di divulgare e far conoscere a un largo pubblico un’Arte meravigliosa, purtroppo, ancora di nicchia nel nostro paese, iniziando a rispondere alle domande che più frequentemente mi vengono poste come Istruttore:

  • -Che cos’è il Taiji Quan (o Tai Chi Chuan)?
  • -A cosa serve il Taiji Quan?

Per parlare di Taiji Quan bisogna “sfiorare” alcuni argomenti indispensabili, per me è come immaginare un “mondo parallelo”, si, simile al nostro in quanto viviamo nello stesso sistema cosmico, ma lontano per filosofia e cultura, principalmente se parliamo della ricerca del benessere psico-fisico dell’uomo.

Spesso, noi occidentali siamo più attenti all’estetica del corpo, ci affidiamo alla “magia” della chirurgia estetica e alle novità del make-up, piuttosto che al nostro benessere interiore.

La filosofia millenaria cinese, innescò i principi per un vero e proprio stile di vita, mirando principalmente alla longevità dell’uomo e a quale sia il modo migliore in cui l’uomo può condurre la sua esistenza.

Medici e luminari cinesi hanno testimoniato ed ampliato il pensiero dei grandi filosofi, Confucio e Lao Tzu, che già da molti secoli avanti Cristo avevano posto l’uomo al centro della natura.

Ogni persona ed ogni cosa nell’universo, ogni elemento o fenomeno si compone, di due aspetti opposti (Yin e Yang) generati dall’energia universale (Qi).

Tutto, in questo mondo, fisico, animale e vegetale, ruota sul principio di Yin e Yang: “l’eterna alleanza degli opposti”, due forze che devono coesistere in equilibrio ed armonia, tra corpo, mente, spirito e mondo esterno.

Tutto l’universo è un’interminabile trasformazione, così come l’uomo tra le forze e gli eventi che lo circondano.

Esiste una relazione importantissima dell’uomo con i 5 elementi della natura: legno, fuoco, terra, metallo ed acqua, con i 5 organi vitali più importanti: fegato, cuore, milza, polmoni e reni, i 5 colori, i 5 animali i 5… catena lunghissima ed ancora, la relazione con le sue emozioni interne (la gioia, la rabbia, l’ansia, il rimuginare, il dispiacere, la paura e il terrore) con le sue emozioni esterne, dovute ai cambiamenti degli agenti atmosferici (il vento, il freddo, il caldo, l’umido, il secco e il bollente).

Il Taiji Quan insieme al Qi Gong e ad altre tecniche naturali quali: l’Agopuntura, il massaggio Tui Na, la Moxa e un’adeguata alimentazione, ad oggi, sono parte inscindibile della Medicina Tradizionale Cinese, tutti elementi fondamentali che devono essere in equilibrio ed armonia tra loro, per la qualità della nostra vita.

Spesso questa disciplina orientale appare ingannevolmente semplice e viene paragonata erroneamente, ad una danza coreografica, molti, poi sono convinti che il Taiji Quan è una ginnastica solo per anziani, lenta e forse, anche, noiosa! Invece…

Che cos’è il Taiji Quan?

Il Taiji Quan è un’Arte Marziale di Autodifesa, Stile Interno. Una forma di Meditazione in Movimento, una Filosofia, un Metodo Completo di Ginnastica Preventiva, una sorta di “fusione” di due Arti.

Contiene l’intenzione e la consapevolezza del combattimento marziale del Kung Fu, mentre il Qi Gong, lo rende Stile Interno lavorando sulla parte più profonda, spirituale e meditativa.

– Il Kung Fu, la regina delle Arti Marziali Cinesi che tutti conosciamo, soprattutto, tramite i film del famosissimo Bruce Lee, nei suoi instancabili e bellissimi combattimenti acrobatici, è una disciplina che richiede un’imponente preparazione atletica: forza, velocità, buona muscolatura e padronanza di tecniche e movimenti; un percorso lungo e costante di studio, ma, come in tutte le Arti da combattimento la resistenza fisica del lottatore è limitata.

Le Arti Marziali della Cina sono le più antiche ed originali, da queste sono state generate tutte le altre, in particolari quelle giapponesi.

– Il Qi Gong è un sistema di esercizi medio-statici, permette di potenziare il corpo, la mente e lo spirito, tramite movimenti e tecniche sincronizzate di respirazione e Meditazione, di radice Taoista, da documenti ritrovati, risulta che si pratica da “appena” 400 anni avanti Cristo!

Qi Gong si traduce in Qi “Energia” e Gong “Lavoro”.

Il termine Qi (Energia) è la Forza Vitale, Suprema. È l’origine delle cose, che anima ogni forma di vita, è ciò che èsempre esistito! …Scorre in ognuno di noi dalla nascita, tramite dei canali energetici, chiamati Meridiani. L’Energia deve nutrire ogni parte dell’organismo e soprattutto deve essere coltivata e accudita da noi stessi per fluire in modo corretto, senza sprechi ed interruzioni, onde evitare squilibri che causano malattie.

Il Taiji Quan, dove “Tai” significa il supremo, il grande, “Ji” simboleggia l’estremo, il punto più alto di ogni cosa, “Quan” significa pugno (simbolo del combattimento); il significato complessivo è “Arte Marziale del Principio Superiore Yin e Yang“.

In questa disciplina si combatte con un avversario immaginario, con la preparazione e la consapevolezza di un vero lottatore, motivo per cui si richiede agilità fisica, equilibrio ed altissima concentrazione.

Ogni movimento (o figura) è una tecnica precisa di cui è necessario conoscere l’applicazione. Non si attacca mai l’avversario, si aspetta, si assorbe il colpo, si sfrutta il peso e la forza dell’opponente per agire, si passa con leggerezza da una tecnica all’altra mantenendo il controllo continuo del corpo, con precisione e consapevolezza, senza mostrare mai affanno fisico.

La pratica è basata sul concetto Yin e Yang, sia nei movimenti che nella respirazione, dove lo stato Yin (vuoto di forza) è una sincronia tra inspirazione e posizione di difesa(ad es. indietreggiare), mentre lo stato Yang (pieno di forza) è una sincronia opposta (ad es. avanzare) espirazione e posizione di attacco.

Il principio del Taiji Quan indica, dunque, che ad un comportamento Yang dell’avversario, come avanzare, dobbiamo rispondere con un comportamento Yin indietreggiare. I nostri mutamenti devono essere sincroni con quelli dell’avversario e ad essi complementari.

Èimportante sottolineare che il vuoto e il pieno non sono mai assoluto, infatti il movimento fisico non raggiunge mai l’estremo grado articolare.

La posizione classica, utilizzata come base per tutti i movimenti, è la seguente: bacino leggermente in avanti, ginocchia semi-piegate, spalle rilassate e collo allungato.

L’ origine del Taiji Quan si divulga di generazione in generazioni trasformandosi nel corso degli anni in 5 diversi Stili, oggi i più conosciuti e praticati sono lo Stile della famiglia Chen e lo Stile della famiglia Yang.

Lo Stile Chen del Taiji Quan è il più antico, è caratterizzato dalla posizione del baricentro molto bassa e dal continuo passaggio da movimenti lenti ad esplosivi.

In questo stile l’energia si manifesta, attraverso la forza a spirali chiamata Chan Si Jin, mentre la tecnica per emettere la forza in modo più esplosivo si chiama Fa Jing.

Tra i Maestri il più famoso è stato Chen Wang Ting che lo trasformò in un vero e proprio metodo di combattimento organizzato e codificato, combinò movimenti marziali con tecniche di respirazioni.

Nello Stile Yang del Taiji, la posizione del baricentro è più alta e la forza si esprime con movimenti ampi e circolari, paragonabile ad un bozzolo di seta che si srotola.Tra i maestri, il più famoso è stato Yang Lu Chan.

In tutti gli stili il comune denominatore è la forza, che parte dai piedi e fuoriesce dalle mani, è importante il radicamento dei piedi al suolo, la flessibilità dei fianchi e la leggerezza della parte alta del corpo.

Ad oggi, solo un Grande Maestro può modificare la sequenza e le caratteristiche dei movimenti originari.

Durante gli studi, s’imparano vari passi e tecniche, si inizia con la conoscenza delle le varie posizioni, delle forze fondamentali che comprendono le energie e le direzioni. Nel tempo lo studio dei vari passi singoli, uniti tra loro, prendono il nome di “forma”. Esistono tantissime forme codificate che si praticano sia a mani nude che con l’uso di armi, come la spada, il bastone, il ventaglio e la sciabola.

Nel Taiji Quan esistono esercizi che vengono eseguiti in coppia e che prendono il nome di Tui Shou (spinta con le mani).

Anche il Tui Shou insegna a trasformare la forza lavorando sul “pieno” e “vuoto”, in continua trasformazione e mutamento, l’uno nell’altro, principio fondamentale dello Yin e Yang!

Si può praticare con spinta  ad una mano o spinta a due mani, a piedi fermi, oppure in movimento, con passi incrociati o lineari, in posizioni basse o alte. Le azioni chiave del Tui Shou sono: incollare, aderire, connettere e seguire l’avversario, rispondere ai movimenti con la stessa intensità di forza che si riceve, avvertire il suo punto di debole (di vuoto) per metterlo al suolo.

Questa, invece è la mia risposta alla seconda domanda che apre l’articolo:

A cosa serve il TAIJI QUAN ?

La pratica corretta e costante del Taiji Quan migliora l’allineamento posturale, attraverso la respirazione e le tecniche di movimento, migliora la funzione degli organi interni, diminuisce la tensione nei muscoli, accumulata per stress o cattive abitudini, aumenta le difese del sistema immunitario, migliora la capacità di concentrazione eritarda l’invecchiamento. Dona un senso di benessere naturale, aumenta tutte le funzionalità del corpo, potenzia e sincronizza il fisico e la mente, rende flessibili le articolazioni, i muscoli, i tendini, aiuta la circolazione sanguigna.

Si può praticare da giovane e da adulto e scegliere di intraprendere o menoun percorso agonistico oppure l’insegnamento.

  • Da agonista, per la partecipazione a gare, occorre l’acquisizione di “Cinture” e la conoscenza di varie forme sia a mani nude che con l’uso di armi. Gli atleti si esibiscono singolarmente, a coppia o in gruppo.
  • Per insegnare, in Italia secondo le normative Coni, occorre fare un percorso di formazione molto lungo, che prevede dopo gli esami della prima Cintura Nera, l’acquisizione di 9 Duan (Gradi) e di 9 Livelli di formazione.

– Si diventa Allenatore con il 1° Duan ed il 1° Livello.

– Si acquisisce il titolo di Istruttore con 3° Duan ed il Livello; si prosegue per Istruttore avanzato fino al 9° Duan. Gli esami di passaggio possono essere sostenuti ogni 2/3 anni.

– Il percorso per diventare Maestro prevede l’acquisizione del 4° Livello; si prosegue per diventare Maestro avanzato fino all’8° Livello. Solo al raggiungimento del 9° Livello, si acquisisce il titolo di “Grande Maestro.”

  • Poiché nel tempo si è trasformato anche in un preziosissimo “sistema di ginnastica preventiva” è possibile praticarlo esclusivamente con la finalità di preservare il benessere e la salute della persona.

È un approccio terapeutico non convenzionale, che tuttavia, ha effetti positivi sulla sfera fisica, psicologica e relazionale.

Il vantaggio del Taiji Quan consiste nel fatto che, le caratteristiche e l’intensità dei movimenti marziali, abbinati all’altissima concentrazione mentale lo rendono un sistema di eccellenza rispetto ad altre attività esistenti!

Con il Taiji Quan la persona impara ad ascoltare le sensazioni date dalle diverse fasi e dai diversi tipi di respirazione, questo porta a una migliore funzionalità respiratoria, che si traduce in maggiore apporto di ossigeno al cervello e all’apparato muscolare. Seguire il proprio ritmo respiratorio, sentire questa alternanza lenta e continua, aiuta a rilassare sia la mente che il corpo, soprattutto la muscolatura del collo e delle spalle, che di solito è tesissima.

Il Taiji Quan è adatto a persone di tutte le età. È adatto ai giovani perché oltre a portare benefici fisici, può promuovere competenze trasversali utili nella vita e nelle relazioni umane. È una disciplina che aiuta a gestire emozioni, tensioni, aggressività e socialità. Negli adulti, migliora la consapevolezza di sé, del corpo, del respiro e dello spazio.

Motivo per cui, in Cina si pratica fin da piccoli e per tutta la vita e questo per noi deve essere di grande esempio, che è bene iniziare da giovani ma è altrettanto salutare avvicinarsi da adulti.

La pratica può diventare un vero e proprio stile di vita, con maggiore padronanza di movimenti e consapevolezza del proprio corpo nello spazio. Dai risultati di recenti sperimentazioni, riserva risvolti positivi anche per le persone che soffrono di malattie degenerative ed altre disabilità.

Secondo la filosofia cinese e la Medicina Tradizionale Cinese, una buona postura e una buona andatura hanno un ruolo importante per mantenere il vigore fisico, spirituale e di salute della persona, considerati indice del proprio carattere morale.

L’obiettivo di un buon Insegnante è avvicinare le persone a se stessi, gestire lo spazio che li circonda con “profondo” e “consapevole” impegno, tramite la sequenza precisa ed originale dei movimenti; migliorare la concentrazione, raggiungere la serenità mentale, muoversi ed agire con fluidità, gentilezza ed eleganza, mentre si usa la forza nascosta, quella che parte dai fianchi e spinge in tutte le direzioni!

Se siete napoletani sarà facile incontrarmi, se siete abitanti di altri luoghi della terra e volete contattarmi, sulla mia pagina Facebook troverete tutte le informazioni.

Grazie, a presto!

Autrice: Daniela Monetti – Istruttore 3° Duan di WUSHU KUNG FU TAIJI QUAN  (IWKA Napoli – MSP Italia / CONI Italia).

 

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