Metabolismo ed allenamento: dieta, integrazione e riposo

allenamento

Tutte le persone sportive dedicano moltissimo tempo all’allenamento. In molti curano anche l’ alimentazione, preoccupandosi di apportare i nutrienti fondamentali per l’ accrescimento muscolare. In pochi invece, conoscono e prestano attenzione ai processi metabolici che stanno alla base di tutto, compresa l’attività sportiva. Come capiremo a breve, trascurare quest’ aspetto può essere un grave errore per la salute e può anche compromettere direttamente la nostra performance.

Metabolismo e allenamento

Tutti i processi vitali, tra cui anche la produzione di energia, hanno una caratteristica comune: la produzione di scorie metaboliche. Chi fa sport sperimenta sempre gli effetti di queste scorie, e di una in particolar modo: l’acido lattico.

Una sostanza di scarto prodotta dall’ attività muscolare che può arrivare anche a produrre dolorosi crampi e far terminare qualsiasi attività.  In realtà i crampi rappresentano solo la punta dell’ iceberg: il nostro metabolismo è in lotta continua con questi metaboliti che hanno in comune una cosa: sono acidi e devono essere tamponati ed eliminati. Tutte le reazioni biochimiche all’ interno dell’ organismo avvengono in un range molto ristretto di Ph. Alterazioni anche marginali compromettono l’efficienza stessa delle reazioni e delle nostre capacità atletiche. Alterazioni importanti non sono compatibili con la vita.

Acidosi e Sport

Chi pratica attività sportiva, produce molte più scorie acide rispetto ad una persona sedentaria. L’acidosi metabolica è una condizione in cui vengono introdotte o prodotte più sostanze acide della norma. Lo stile di vita moderno è tendenzialmente acidificante. Chi pratica sport può incorrere facilmente in stato di acidosi, essenzialmente per due motivi:

  1. L’ intensa attività muscolare è la prima fonte di acido lattico.
  2. La dieta specifica dello sportivo è mediamente iperproteica e quindi direttamente acidificante.

I sintomi a breve termine, sono facilmente riconoscibili: calo della prestazione fisica, tempi di recupero più lunghi, crampi muscolari e sonnolenza.

Le problematiche a lungo termine sono anche ben più gravi e ampiamente sottovalutate: l’ invecchiamento precoce ed una maggiore predisposizione a patologie degenerative (moltissimi cancro si sviluppa in ambienti acidi e in assenza di ossigeno)

Lo sportivo come può difendersi dall’ acidosi?

Chi pratica molto sport ha maggiori difficoltà a contrastare l’ eccesso di acidi prodotti dall’ organismo. Come visto anche la dieta che conduce non favorisce certo l’ equilibrio metabolico in virtù dell’ alto contenuto di proteine animali nella dieta. Le sostanze acide per essere neutralizzate e eliminate devono essere prima tamponate. Il sistema tampone utilizza minerali basici. In termini teorici per contrastare l’ effetto di 100 gr di alimenti acidi, ne servono circa 400 di basici. Ossia, considerando sommariamente che gli unici alimenti che apportano minerali alcalini e quindi utilizzabili per tamponare gli acidi, sono frutta e verdura, si capisce la difficoltà di chiunque a restare in equilibrio.

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