La parafenilendiammina è una sostanza chimica usata come colorante nelle tinture per capelli. E’ uno dei più potenti allergeni da contatto e può causare dermatiti e reazioni allergiche e di ipersensibilità. Ma il pericolo è solo allergia da contatto

Che cos’è la Para-fenilendiammina o PPD:

 La prima cosa da capire è che siamo di fronte ad un composto chimico, per la precisione una diammina aromatica, Cito wiki per la corretta definizione biochimica

“La 1,4-fenilendiammina, o p-fenilendiammina (letto para-fenilendiammina), è una diammina aromatica.A temperatura ambiente si presenta come un solido bianco-grigio dall’odore ammoniacale. È una sostanza tossica e irritante, si scioglie bene nei solventi organici e parzialmente in acqua, a cui impartisce una reazione basica, il pH di una sua soluzione satura in acqua è circa 9. Nella sintesi organica, è un intermedio per la produzione di numerosi composti. Trova impiego come monomero nella produzione del kevlar e come agente scurente delle tinture per capelli.”

La para-fenilendiammina (PPD o PFD) e le tinture per capelli permanenti: i pericoli

1 Tinture Permanenti e Tumore: esiste veramente una relazione?

Diversi studi hanno dimostrato una correlazione tra lo sviluppo tumorale e l’ utilizzo di tinte per capelli permanenti contenenti anche PPD. Ne cito un breve estratto dall’ International Journal of Cancer:

“Nel 2001, l’International Journal of Cancer pubblicò uno studio condotto a Los Angeles dal titolo “Use of Permanent Hair Dyes and Bladder Cancer Risk” che partiva dall’esame di 1514 casi di donne colpite da tumore alla vescica per scoprire che ben 897 casi riguardavano donne che avevano fatto uso di tinture coloranti permanenti per i capelli. Una seconda ricerca fu pubblicata nel gennaio del 2004 sull’American Journal of Epidemiology a seguito di una indagine compiuta da un gruppo di ricercatori della Università di Yale tra il 1996 e il 2002. Tale ricerca ha preso in esame un campione di 1300 donne residente nello Stato del Connecticut, mostrando come coloro che avevano cominciato a tingersi i capelli prima del 1980 hanno corso un rischio di contrarre il linfoma non Hodgkin del 40% superiore.“ 

Di diverso avviso la BFR tedesca sull’ utilizzo delle tinte

“Dopo le osservazioni preoccupante epidemiologica su un possibile legame tra l’insorgenza del cancro della vescica e l’uso di tinture per capelli negli Stati Uniti, l’UE ha avviato un programma di larga base, da un lato, la promozione di studi epidemiologici in Europa per l’obiettivo. In secondo luogo, l’industria è stata invitata a contribuire attraverso la ricerca di chiarire i processi chimici coinvolti nella ossidazione per capelli colorazione al fine di trarre implicazioni per l’analisi della sicurezza. Per sviluppare un positivo materiali tossici delle tinture per capelli, è stato necessario per creare l’industria fascicoli scientificamente significative sulla valutazione della sicurezza delle tinture per capelli in commercio in Europa. E saranno valutate da un comitato scientifico indipendente. Inoltre, in questo caso è stato il numero di sostanze utilizzate notevolmente ridotto.”

La valutazione del corpo di evidenze epidemiologiche di un possibile legame tra cancro e Haarfärbemittelgebrauch non è uniforme. Molti esperti pensano che i dati non sono sufficienti a trarre un chiaro rapporto statistico. Per i consumatori non c’è il rischio di cancro da tinture per capelli, perché le sostanze incriminata sono già vietate da tempo.” Fonte

2 Le reazioni allergiche alla  para-fenilendiammina

Sono stati effettuati numerosi studi anche sulla sola para-fenilendiammina.  Ecco un breve estratto dal sito della Faramacovigilanza:

“Il reagente comune più attivo, contenuto nelle tinture per capelli, è la para-fenilendiammina (PPD), che si ritiene sia anche uno dei più potenti allergeni da contatto, sia in base a quanto valutato in studi sperimentali eseguiti su animali da laboratorio sia in base all’esperienza clinica (1, 2). La reazione più comune ad una tintura, contenente PPD, è l’ipersensibilità ritardata, ma sono state osservate anche reazioni di ipersensibilità immediata ed anafilassi sistemica, che può risultare mortale (3–6). I soggetti sensibili a questo tipo di allergene sono principalmente parrucchieri e donne (raramente uomini), in quanto vengono più facilmente a contatto con tinture per capelli (7, 8). Un altro gruppo di pazienti a rischio è rappresentato da arabi che sono soliti tingere la barba con questi prodotti (9). Recentemente, un numero crescente di casi di allergia da contatto a tatuaggi all’Hennè, contraffatti con la PPD, che hanno colpito anche molti bambini, ha permesso di porre l’attenzione su questo allergene come già più volte riportato nel sito (10-14).” Fonte Farmacovigilanza

Cosa prevede la Legge sul contenuto di PPD nelle Tinte

La para-fenilendiammina (PPD) rappresenta il componente allergenico più importante. Per legge questo colorante non può superare il 6 % del prodotto.  Più PPD viene utilizzata e maggiori sono i rischi di una qualche reazione.

E se non possiamo  rinunciare a colorarci i capelli?

  1. Utilizzare il colorante Hennè, non è una tinta ma un colore che copre quello originale, con il limite che i lavaggi lo rimuovono.
  2. Non utilizzare le tinte con la PPD, come per la Sanotint Light che non solo non contiene para-fenilendiammina, ma rinuncia anche ad altre sostanze meno note ma certamente pericolose:  ammoniaca, metalli aggiunti, parabeni, paraffine, siliconi, formaldeide.
  3. Se proprio vogliamo usare tinture permanenti classiche, assicuriamoci che contengano meno PPD possibile. ( la Sanotint Classic ne contiene un decimo ripoetto al consentito, ossia lo 0.6 € 0.6 %. qui maggiori info)
  4. Fare il test cutaneo per l’ allergia. se negativo è da ritenersi più tollerata a livello personale.
  5. Accettarci per quello che siamo e ammirare il nostro colore naturale!