Il gonfiore addominale è un disturbo frequente, infatti statisticamente una persona su dieci ne soffre in maniera “cronica”.

Il “gonfiore addominale” può riguardare sia lo stomaco sia l’intestino; si verifica ad esempio quando c’è un’aumentata produzione di gas intestinale, ma anche a causa di un rallentato svuotamento gastrico.

Con un’azione sinergica di varie soluzioni naturali è possibile contrastarlo con successo. A tele proposito lo stile di vita è bene che divenga più regolare e naturale, e, l’approccio al cibo deve essere più ponderato. Per eliminare questo sintomo così fastidioso, esistono rimedi naturali e piante officinali capaci di aiutare l’apparato gastro intestinale, nella sua complessità, a ripristinare una corretta funzionalità, così da far scomparire, finalmente il gonfiore e quei gas tanto imbarazzanti e fastidiosi.

Perché il gongiore addominale accade?

La presenza di gas nell’addome è dovuta principalmente a dei microrganismi che hanno colonizzato parti dell’intestino, e che dimorano in un logo cui non dovrebbero. Questi microrganismi quando vengono a contatto con il cibo avviano processi fermentativi incontrollati. Il gonfiore però può dipendere anche da un’irregolare motilità gastrica con conseguente senso di pienezza post prandiale, eruttazione, o, nausea.

Già a livello dello stomaco si possono quindi creare le condizioni che favoriscono il gonfiore ed è bene sapere che lo squilibrio della flora batterica è spesso di origine alimentare e dipende da un regime troppo ricco di proteine animali, o, carboidrati. È bene anche ricordare che ci sono alcuni fattori psicosomatici, o, alcune condizioni fisiche (come le intolleranze alimentari) che, tra i vari sintomi, possono determinare un rigonfiamento dell’addome, con dolori e crampi.

Pancia vuota e Pancia piena

È bene riconsiderare le proprie abitudini alimentari quando dopo i pasti si ha la sensazione di avere la pancia troppo vuota o troppo pine. Per esempio quando:

  • Alla mattina si ha la sensazione di avere la pancia vuota può indicare che la colazione non è stata adeguata, si è in breve digerito quanto mangiato a colazione, e, alla sola vista del cibo si ha la cosiddetta “acquolina in bocca” (questa fase è detta cefalica, alla vista del cibo il cervello che invia i tipici segnali che fan nasce quel languorino che “invita’’ a mangiare qualcosa).
  • Già di prima mattina si ha la sensazione di avere la panciapiena, che spesso porta a rifiutare il cibo, prima del pasto più importante della giornata. Questo capita spesso quando la sera prima si è bevuto, e, mangiato molto, o, a tarda ora; è bene infatti ricordare che nel corso della notte la digestione non funziona come di giorno, e, se si va a letto subito dopo una cena molto abbondante, è probabile che si faccia fatica a digerire bene, e, che al risveglio ci si senta pesanti, e, che emerga anche il mal di testa.

Tali sensazioni spiacevoli, a carico di stomaco e intestino, sono più comuni nell’universo femminile, “probabilmente” perché è più emotivo, e, sensibile.

È bene tener presente che queste sensazioni son spesso legate a un’ipersensibilità dei visceri per cui basta un minimo sgarro dalle proprie abitudini a creare disagio, ma possono anche essere causate da un’intolleranza, oppure, da un’alimentazione scorretta, o, ricca di cibi che fermentano nell’apparto digerente.

Come ricorda un antico detto popolare:“È bene mangiare da re a colazione, da principi a pranzo e da poveri la sera”.

L’intestino è anatomicamente situato in basso nel corpo, e, simbolicamente preposto alle funzioni più sporche e volgari.

Nell’intestino si gioca, sul piano somatico come suquello analogico, il grande tema del trattenere-rilasciare.

La prima immagine a cui rimanda l’intestino è il labirinto, luogo oscuro, dove ciòche accade sfugge totalmente al controllo della coscienza (il ventre come luogod’origine dell’istintualità, della pulsione).

L’evidente l’analogia tra le volute dell’intestino e le circonvoluzioni cerebrali dellacorteccia encefalica rimanda all’analogia tra le funzioni: entrambi gli organi con la loro attività creano un prodotto che dovrà essere esternato/eliminato, quasi del tutto.
Il concetto di pensiero quale materiale da eliminare e comunque da portare allaluce, è legato al fatto che l’inconscio è in grado di percepire e contenere tutto ciòche accade intorno a noi, mentre la coscienza svolge una funzione integrativa, sipuò quindi supporre che lungo i canali della corteccia venga spinta solo una parte di quanto si pensa (o gli introiettiamo).

Qui “abita” la parte-Ombra della persona, gliistinti e le pulsioni arcaiche. Così l’intestino diventa l’organo escretore non solodelle feci corporee, ma anche delle parti mentali vissute come parti impure e pericolose, perciò da rifiutare. L’idea di impurità è legata a quel che si pensa della colpa, del peccato, e, in particolare della sessualità. Accanto a questi pensieri con la lussuria esiste anche un legame con l’avarizia, che considera le feci come un prodotto autonomo, una proprietà.
Un altro importante aspetto da rilevare sarà il valore di perdita della defecazione,dove le feci rappresentano la prima perdita per il bambino dopo il taglio del cordone ombelicale. Il materiale fecale è una parte del corpo che si stacca e ciò comporta un dispiacere, un lutto.
Così la stitichezza rappresenta spesso la resistenza a separarsi da parti preziose:evitando di eliminare le feci, lo stitico si illude di evitare la depressione che seguirebbe la loro perdita. E rivela una depressione mascherata che non viene elaborata psichicamente né manifestata apertamente.

Mentre la diarrea rappresenta un rifiuto massiccio di queste stesse parti, tanto davolersene in fretta liberare. In questo senso la regolarità della funzione intestinalesarebbe indice di equilibrio tra la capacità di ricevere e quella di dare, tanto sulpiano emotivo affettivo che sul piano sessuale.

Il gonfiore/stitichezza – Cosa simboleggiano?

Lo stomaco, o, l’intestino dilatati dall’aria inconsapevolmente ingerita (aerofagia), o, dalla sovra produzione di gas generati da iper-fermento intestinale sono alla base di alcuni fastidiosi disturbi, come l’addome gonfio e dolente, le eruttazioni, e, il senso di oppressione al torace.

Quando ci si riempie di qualcosa che occupa spazio, ma non nutre, spesso è il simbolo del bisogno di un nutrimento emotivo, o, affettivo continuamente insoddisfatto… il nutrimento emotivo, o, affettivo disponibile è avvertito come carente, e viene sostituito da un’apparenza di questo, cioè l’aria (del tutto priva di sostanza), e, che nello stomaco, o, nell’intestino non è di certo nutrimento. Il gonfiore può quindi parlare di rapporti affettivi mezzi “vuoti”, o, semi-freddi, e, della necessità di chi soffre di gonfiore di apparire invece pieno/a, e, soddisfatto/a così da farsi accettare. Ben inteso che la presenza di aria, o, gas ostacola un ulteriore riempimento (di stomaco o intestino), da parte di alimenti veri e propri (e di tutto ciò che “nutre” in senso affettivo) che quindi se non si fa scomparire il gonfiore, non si sarà in grado di garantirsi un nutrimento ottimale. La presenza di gas o aria serve comunque a salvaguardare l’apparato digerente sul piano fisico, e, le capacità di accoglimento, e, di contenimento degli affetti su quello psichico.

La personalità di chi ne soffre

Una persona “malnutrita” sul piano affettivo ed emozionale, che sente tra l’altro impedita la possibilità di richiedere affetto e considerazione, dal momento che l’atmosfera intorno a sé probabilmente è piuttosto formale, o, rarefatta… la persona che soffre di gonfiore spesso bada molto più all’apparenza dei rapporti, piuttosto che alla sostanziale armonia, e, alla comunicazione empatica tra le persone.

Il fatto che il più delle volte la presenza di aria o gas sia accompagnata anche da eruttazioni, o, flatulenza ha poi il senso di un estremo tentativo di segnalare questo disagio di fondo: l’organismo mette cioè in atto la sua sonora protesta, ributtando contro l’ambiente sentito come ostile, la sua aggressività incontrollabile. Non a caso, infatti, questo ‘disturbo’ compare di solito proprio nei momenti in cui è meno opportuno, di fronte alle persone, o, negli ambienti che richiedono la maggior discrezione e inappuntabilità. Nel caso contrario, che ci sia gonfiore, ma che nelle suddette situazioni non emerga eruttazione o flatulenza, probabilmente si sta vivendo un trattenimento totale, e, quindi non si desidera neanche inconsciamente segnalare il disagio e la carenza che invece si vive.

Autore

Naturopata Riza in continua formazione (Inscritto alla F.I.N.R.) - Professional Thai Therapist (certificato n° CM 01-002/2558 - Rilasciato dal Ministero dell’Istruzione e Salute Tailandese) - AyurvedicTherapistCertified (ultimo Certificato di Gabriella Cella nel 2018) - Consulente Informatico da più di 20 anni. Ho scelto di essere un Naturopata una professione, non medica, che utilizza strumenti di prevenzione, soluzioni, e, rimedi naturali per migliorare lo stato di salute, e, la qualità della vita delle persone; non formulo diagnosi, e, m’affianco a eventuali prescrizioni mediche. Mi avvalgo di tecniche come la Riflessologia, la kinesiologia, l’iridologia, la fisiognomica, la posturologia, e, il colloquio conoscitivo per comprendere la tipologia di persona che mi si presenta, e, capirne tendenze, predisposizioni costituzionali, e, i eventuali squilibri energetici