Nella menopausa le donne soffrono di fastidiose vampate di calore indice dello squilibrio ormonale. Per alleviare questi sintomi si rivolgono a terapie ormonali. Gli effetti collaterali e l’ aumento del rischio di tumore al seno e malattie cardiovascolari, ha spinto la ricerca verso nuove forme di cura tratte dalla medicina complementare per gestire i sintomi della menopausa.  Stiamo parlando dei fitoestrogeni ricavati dagli isoflavoni della soia e del trifoglio.

Ora ci concentriamo nello specifico sui rimedi di derivazione naturale utili per ridurre la spiacevole sintomatologia legata al periodo della menopausa.  Queste molecole sono gli isoflavoni

I rimedi naturali per eccellenza: gli isoflavoni

Nei paesi occidentali le donne che soffrono di vampate di calore nella fase della menopausa sono circa l’80%. Invece nei paesi asiatici l’incidenza delle donne che soffrono di questo disturbo sono solo il 10-20%. Un’attenta analisi sul consumo alimentare delle popolazioni dell’Asia ha permesso di rilevare nella dieta la presenza di isoflavoni. D

a qui sono partiti gli studi per isolare queste molecole e fornire tramite integrazione, un adeguato supporto quotidiano di isoflavoni, non solo per ridurre la sintomatologia tipica della menopausa, ma anche per ridurre i rischi associati a questa fase della vita ( osteoporosi, rischio cardiovascolare e perdita di elasticità della pelle)  Gli isoflavoni sono sostanze vegetali naturali che appartengono alla classe degli estrogeni vegetali chiamati fito-estrogeni fenolici. Queste molecole hanno attività biologica estrogeno-simile.

I rischi associati alla menopausa: rischi cardiovascolare ed osteoporosi

Dopo la menopausa, si incrementa nella donna il rischio di andare incontro a patologie cardiovascolari (ipertensione) e ossee (osteoporosi). Le vampate di calore e la sudorazione sono legate al fatto che l’alterarsi del delicato equilibrio ormonale estro – progestinico “sballa” il nostro termostato interno – l’ipotalamo – facendogli leggere come elevata una temperatura corporea in realtà modificata solo di pochi centesimi di gradi. Per questo motivo l’ organismo reagisce con sudorazione e vampate per eliminare calore in eccesso.

Il rischio cardiovascolare è legato al mancato utilizzo di colesterolo per sintetizzare gli ormoni estrogeni e progestinici: così il colesterolo in eccesso può depositarsi a livello dei vasi, danneggiandoli. L’osteoporosi si manifesta per la ridotta attivazione degli osteoblasti, le cellule dell’osso deputate alla sua ricostruzione, stimolate proprio dagli estrogeni; per contro gli osteoclasti, cellule che eliminano l’osso usurato, sono attivissimi e continuano a togliere i sali di calcio dall’ osso diminuendone la resistenza.

I quattro fitoestrogeni degli isoflavoni: soia vs trifoglio

Sia la Soia che il Trifoglio Rosso sono state oggetto di moltissimi studi che hanno decretato alcune importanti differenze:

Sono quattro i principali estrogeni vegetali degli isoflavoni che hanno dimostrato un’azione efficace come fitoestrogeno: genisteina, Biochanina A, Dadzeina, Formononetina

  1.  La Soia apporta solo due isoflavoni (Genisteina e Daidzeina), il Trifoglio rosso li possiede tutti e quattro gli isoflavoni (Genisteina, Daidzeina, Biochanina A e Formononetina).
  2.   I  due isoflavoni in più del trifoglio hanno effetti benefici dimostrati: la Biochanina A ha effetti protettivi sui vasi sanguigni e sul sistema cardiovascolare;
  3. La Formononetina favorisce la proliferazione degli osteoblasti (cellule deputate alla sintesi di tessuto osseo).
  4.  Gli isoflavoni del trifoglio sono maggiormente bio disponibili e non vengono dispersi.

Gli isoflavoni del Trifoglio rosso sono presenti in forma “non zuccherina”, per questo motivo entrano direttamente  in circolo dopo soli 15 minuti dall’assunzione. Gli isoflavoni della Soia, invece, sono presenti sotto forma “zuccherina” devono essere scissi a livello intestinale e sono biodisponibili dopo 3-4 ore. i processi digestivi ed assimilativi comportano una dispersione, nelle feci, di buona parte degli isoflavoni della soia.

Integratori a base di trifoglio rosso

Menoflavon è un’ integratore nutrizionale a base di estratti di trifoglio rosso. Questa pianta è una ricca fonte di tutti quattro principali isoflavoni attivi. L’estrazione avviene dalle foglie che hanno il più alto contenuto di molecole attive. Il processo di estrazione viene standardizzato al fine di contenere 40 mg di isoflavoni attivi a compressa. Agli isoflavoni si affianca calcio e vitamina D3. Questo valore di 40 mg per compressa al giorno di isoflavoni, è sufficiente a  garantire livelli plasmatici simili a quelli riscontrati nelle popolazioni col regime dietetico ad alto contenuto di soia e legumi tipico delle popolazioni asiatiche.

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Gli isoflavoni nella dieta

Le popolazioni asiatiche hanno un apporto ottimale di isoflavoni in quanto consumano soia e altri legumi in abbondanza. Tuttavia per la nostra popolazione occidentale il cambio di dieta non è facile e spesso neppure gradito, soprattutto in ragione dei quantitativi non indifferenti necessarie a garantire l’ adeguato apporto degli isoflavoni ed il rischio di un aumento del peso corporeo connesso al consumo di grandi quantità di soia e derivati.( latte di soia )In questi casi, per chi non ha la possibilità di modificare cosi radicalmente il proprio stile di vita l’ unica via è rappresentata dagli integratori nutrizionali derivano o dalla soia e dal trifoglio rosso. Vediamo ora di capirne la differenza.

Naturopata Alessandro Di Coste
Autore

Fondatore del portale Naturopataonline. Naturopata, Posturologo, Consulente nutrizionale.