Ogni giorno in Italia si stima che  circa a mille persone viene diagnosticato un tumore. Esistono  protocolli precisi e studiati su misura che  sono proprio inevitabili, ma gli effetti collaterali possono essere minimizzati ed ecco cosa sapere e quali strategie adottare per ridurli al mimino.

Chemioterapia e medicina naturale è un connubio sempre più frequente.

La malattia Oncologica e le sostanze naturali

Molte persone che si trovano nella necessità di fare una chemioterapia spesso si rivolgono anche alla medicina naturale. Questa ricerca nasce dall’esigenza di attenuare appunto gli effetti collaterali di certe terapie.

Altri invece cercano soluzione del problema oncologico con le terapie non convenzionali, ma purtroppo non esiste ad oggi nessuna sostanza naturale in alternativa al farmaco chemioterapico. Spesso si ritiene che un prodotto non chimico faccia bene a prescindere.

Al contrario le sostanze di origine vegetale possono essere tossiche, causare gravi interazioni con farmaci di sintesi o reazioni allergiche.

In ogni caso esistono in letteratura scientifica molti studi che dimostrano che in alcuni casi chemioterapia e fitoterapia insieme possono migliorare la guarigione.

Nel mondo scientifico è in aumento la terapia oncologica integrata. Ci sono associazioni di medici che si occupano proprio di questo la pratica medica integrata, ma sono medici non operatori del settore naturopatia e benessere. Questo perché è molto rischioso associare qualsiasi tipo di sostanza estranea al farmaco e di seguito ne spiegherò il perché.

Comunque vengono utilizzate varie forme di medicina naturale: omeopatia, medicina antroposofica, agopuntura, fitoterapia, nutraceutica ecc. in accompagnamento alla chemioterapia. Lo scopo è quello di renderla più efficace e con meno effetti dannosi.

Le piante comunque non sono prive di effetti collaterali. Inoltre alcune sostanze hanno interferenza con i farmaci chemioterapici. Quindi, quando si fa chemioterapia, è assolutamente necessario rivolgersi al proprio oncologo e ad un medico esperto prima di assumere qualunque fitoterapico o integratore. Come avvengono le interazioni tra chemioterapia, fitoterapia  e cibo?

Tutte le sostanze che entrano nel nostro corpo per poter essere eliminate devono passare dal fegato. Qui vengono modificate da enzimi che sono una sorta di laboratori chimici e che le preparano per l’espulsione. I farmaci chemioterapici hanno molti effetti collaterali quindi per ognuno di essi viene calcolata esattamente la dose da somministrare. Infatti in questi casi deve essere assunta la più piccola dose che dia però il massimo effetto.

Alcune sostanze sono dette induttori enzimatici. Queste sostanze stimolano questi enzimi a lavorare più velocemente. Quindi si capisce bene che se i farmaci vengono eliminati troppo velocemente non sono efficaci e il cancro ha tutto il tempo per espandersi. Facciamo un esempio: somministro un farmaco che per essere efficace deve stare nel corpo sei ore.

Ma se contemporaneamente assumo una sostanza che fa da induttore enzimatico lo eliminerò molto più velocemente. Quindi potrei avere una cura non efficace ma con quasi tutti gli effetti collaterali.

Altre sostanze naturali  invece sono degli inibitori enzimatici e  diminuiscono la velocità di lavoro degli enzimi del fegato. Un sistema di eliminazione meno efficiente lascia a spasso nell’organismo per più tempo la chemioterapia e quindi diventa molto più tossica.

Altre sostanze vegetali invece hanno un’azione che contrasta con quella del farmaco somministrato. Quindi abbiamo l’effetto “tela di Penelope”: un farmaco costruisce una cosa e l’altro la disfa.

Le principali sostanze vegetali rischiose

Come abbiamo detto le sostanze vegetali rischiose quando si fa chemioterapia sono quelle che interferiscono con l’effetto o con l’eliminazione del farmaco.

Di seguito le principali nel dettaglio:

  1. Echinacea

    L’echinacea è una pianta erbacea che ha una grandissima azione per aumentare le difese immunitarie dell’organismo. se viene presa insieme alla maggior parte dei chemioterapici può diminuirne gli effetti.Attenzione all’uso di echinacea come fitoterapico anche quando si fanno cure con immunosoppressori. Queste terapie vengono fatte per malattie autoimmuni tipo artrite reumatoide. infatti l’echinacea interferisce con farmaci come il metotressato.Evitarne anche l’associazione con molti farmaci chemioterapici quali Camptotecina,Ciclofosfamide, inibitori del recettore EGFR-TK, pipodofillotossine, taxani ed alcaloidi della vinca ed anche farmaci calcio-antagonisti.

  2. Iperico

    Iperico o erba di San Giovanni come fitoterapico viene usato per i disturbi dell’umore.
    Ed è facile aver bisogno di un supporto quando si affrontano certi percorsi come la chemioterapia!L’iperico è un induttore enzimatico, quindi la chemioterapia potrebbe non avere il tempo di fare effetto.
    Anche alcuni farmaci di sintesi per la depressione possono dare questo problema ma in questo caso è competenza del medico che li prescrive aggiustare il dosaggio.Evitare l’associazione con qualsiasi chemioterapico, specie Inirotecano, Methotrexate e con il Glivec

  3. Ginseng

    Il Ginseng è una pianta orientale di cui viene utilizzata la radice. Viene usata da moltissime persone come energizzante. Naturalmente durante la chemioterapia è facile sentirsi stanchi e quindi può sembrare utile assumere questo fitoterapico.Però questo può interagire con i farmaci poichè è un inibitore enzimatico.Quindi alcuni farmaci chemioterapici possono restare più a lungo nell’organismo e provocare danni.Mai associato se si assumono i seguenti chemioterapici:  Camptotecina, Ciclofosfamide, inibitori del recettore EGFR-TK, epipodofillotossine, tassani ed alcaloidi della vinca.Sconsigliato nei pazienti con neoplasia mammariao endometriale e recettori estrogenici positivi (stimola la crescita tumorale).

  4. Aloe

    L’Aloe  è una pianta con foglie grandi e grosse dalle quali si ricava il gel che viene poi utilizzato. Non è bene utilizzarla con alcuni tipi di chemioterapici che contengono platino. Infatti una sostanza presente nel succo di aloe, aloemodina, potrebbe rendere i farmaci meno efficaci.Ha un  effetto lassativo perciò  può ridurre l’efficacia di terapie assunte assorbite a livello intestinale.

  5. Succo di pompelmo

    Il succo di pompelmo è una bevanda dissetante gradita a molte persone. Però è un forte inibitore enzimatico. Quindi aumenta la concentrazione del farmaco nel corpo quindi anche gli effetti tossici.Un bicchiere da 250ml mostra questa azione per 24 ore. Questo succo andrebbe evitato anche quando si fa la terapia con la compressa per 5 anni dopo l’intervento di tumore al seno.

  6. Soia

    La soia è un legume che viene usato anche a scopo alimentare. Sarebbe bene non assumerla se si fa una chemioterapia che utilizza una classe di farmaci chiamati taxoli.In questo caso la soia fa da inibitore enzimatico e quindi aumenta la concentrazione di farmaco nel sangue.

  7. Camomilla e olio essenziale di menta

    Camomilla e olio essenziale di menta assunto per bocca possono interferire con il farmaco anastrazolo.Questo farmaco viene prescritto come compressa da assumere tutti i giorni per 5 anni dopo alcune forme di tumore al seno. In questo caso la camomilla riduce la concentrazione del farmaco.Mentre l’olio essenziale di menta assunto per bocca aumenta la concentrazione del farmaco.Evitare l’assunzione della menta  in caso di preesistenti malattie epatiche e/o in associazione con chemioterapici potenzialmente epatotossici.Cautela nell’associazione con Camptotecina, Ciclofosfamide, inibitori del recettore EGFR-TK, epipodofillotossine, taxani ed alcaloidi della vinca.

  8. Aglio

    Possibili interazioni: da usare con cautela in caso di ogni chemioterapia concomitante e da evitare l’associazione con la dac Può interferire anche con gli anticoagulanti e con i farmaci antirigetto.

  9. Curcuma

    La Curcuma provoca disturbi digestivi e  può inibire la ciclofosfamide.

  10. Ginkgo biloba

    Aumenta il rischio di emorragie; da sospendere almeno due giorni prima di un intervento chirurgico.Molta cautela con quasi tutti i chemioterapici fra i quali Camptotecina, Ciclofosfamide, inibitori del recettore Epidermal Growth Factor Receptor-Tyrosin Kinase (EGFR-TK), epipodofillotossine, taxani ed alcaloidi della vinca.Sconsigliato con agenti alchilanti, antibiotici antitumoralie analoghi del platino. Interferisce inoltre con anticoagulanti e inibitori dell’aggregazione piastrinica.

  11. Guar

    Effetto lassativo. Da evitare in associazione a chemioterapie che possono provocare diarrea.. Può interferire anche con i contraccettivi orali, alcuni antidepressivi, antiepilettici e digitale.

  12. Kava kava

    Danneggia il fegato. Produce sedazione: evitare l’uso quando bisogna essere attenti nelle attività (es. la guida dell’auto). Possibili interazioni con anestetici (non assumere vicino agli interventi in anestesia generale). Potenzia gli effetti dell’alcol, degli antipsicotici e dei sedativi.

  13. Liquirizia

    Può provocare ipertensione arteriosa interagisce con corticosteroidi e diuretici

  14. Pompelmo

    Possibili interazioni: con Glivec, chemioterapici, Ciclosporina, calcio-antagonisti, statine e antidepressivi.

  15. Senna

    Effetto lassativo, da evitare in associazione a chemioterapie che possono provocare diarrea.

  16. Serenoa repens

    Non assumere con terapie ormonali sostitutive o con contraccettivi.

  17. Tè verde

    Può aumentare l’effetto dei farmaci anticoagulanti e antiaggreganti.

  18. Valeriana

    Non assumere con i chemioterapici Tamoxifene e con Ciclofosfamide e Teniposide.

  19. Vitis vinifera

    Molta cautela nell’associazione con Camptotecina, Ciclofosfamide, inibitori del recettore EGFR-TK, epipodofillotossine, tassani ed alcaloidi della vinca e con agenti alchilanti, antibiotici antitumorali ed analoghi del Platino.

Autrice: Sara Villa

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