A causa della pandemia da COVID-19 il 21 marzo 2020 è stato proclamato il lockdown per il nostro Paese. Il governo ora si sta preparando alla cosiddetta fase 2, fase in cui le misure di sicurezza saranno meno stringenti e avverrà la riapertura di alcune attività. Dopo 23 giorni di lockdown in cui sono stati vietati gli spostamenti non necessari ci si appresta ora a ritornare ad una diversa quotidianità che, purtroppo per noi, dovrà essere a stretto contatto con il virus. Il 14 aprile ci sarà la riapertura di alcune attività, ma per la fase 2 bisognerà aspettare il 4 maggio. Nonostante i provvedimenti meno stringenti dei prossimi giorni, di fatto, non sarà possibile abbassare la guardia poiché la fine dell’emergenza sanitaria sembra ancora essere lontana.

Dopo il lockdown. Impossibile il ritorno alla normalità in tempi brevi

Il ritorno alla normalità purtroppo sembra ancora molto lontano. Il numero delle persone colpite dal virus, come quello dei decessi, continua ad essere altissimo, soprattutto al nord e nelle zone più interessate da numero dei contagi. L’allerta continua ad essere alta anche nelle zone meno interessate dal contagio dove molteplici focolai continuano a mietere vittime, soprattutto negli istituti per anziani e disabili.

Per questo il governo ha dichiarato la necessità di una pianificazione prudente di tutte le fasi della ripresa delle attività e della vita sociale. Il governo sta lavorando alla cosiddetta fase 2, ovvero a quella fase in cui pur non potendo abbassare la guardia, si tornerà con prudenza allo svolgimento di alcune attività, in una possibile convivenza con il virus. Per questo, pur parlando di fase successiva al lockdown, in realtà ancora non è possibile parlare di un ritorno alla normalità.

Il 14 aprile riapriranno alcune aziende, quelle meccaniche e quelle che supportano la filiera agroalimentare. Al vaglio del governo c’è anche la riapertura di librerie, delle cartolerie e dell’abbigliamento per bambini, mentre i bar, i ristoranti e le pizzerie potranno ricominciare la loro attività con la concessione tassativa della sola consegna a domicilio.

Ci saranno ovviamente ordinanze diverse per alcune regioni. Ad esempio, la Lombardia continuerà ad avere misure stringenti vista la situazione drammatica in cui versano alcune città del nord. Molti librai indipendenti della Lombardia hanno deciso di non aprire i loro locali nonostante la concessione da parte degli organi preposti.

La data del 4 maggio non è stata individuata a caso. Il governo ha scelto di prorogare le misure del lockdown per superare i ponti delle vacanze di Pasqua e del 1 maggio proprio per l’alta probabilità di diffusione dei contagi. Se è vero che il 4 maggio avrà inizio la vera fase 2, non sarà possibile considerare questa data come la fine dell’emergenza sanitaria, ma solo l’inizio di un tentativo di convivenza con il coronavirus.

Comportamenti sconsiderati: sintomo della difficoltà nella percezione del pericolo reale

Purtroppo persistono ancora atteggiamenti sconsiderati da parte di alcune persone che rivelano di non aver capito la gravità della situazione. Questa pandemia mostra come sia difficile per alcuni il rispetto delle regole e come siano profondamente radicate le abitudini, tanto da generare comportamenti imprudenti ed estremamente pericolosi. Alcuni faticano ancora ad entrare nella nuova routine, fatta di distanza e meticolosa attenzione. Tante altre persone invece stanno dimostrando grande senso di responsabilità ed abnegazione, attitudine necessaria in questo momento per evitare che la situazione precipiti rovinosamente.

Contenere il contagio da coronavirus SARS-CoV-2. L’importanza del rispetto delle regole di sicurezza

Per il buon andamento della situazione e per far sì che l’epidemia si arresti sarà essenziale che tutti rispettino le misure di sicurezza, tra cui il distanziamento sociale, le norme igieniche – come il lavarsi spesso le mani – oltre all’utilizzo di dispositivi di contenimento della diffusione del virus come guanti e mascherine. Sarà inoltre d’obbligo la presenza del gel disinfettante all’ingresso dei locali pubblici.

8 Misure utili per evitare la diffusione del coronavirus:

  1. Evitare di toccarsi la bocca, il naso e gli occhi
  2. Indossare la mascherina e i guanti
  3. Mantenere la distanza di sicurezza sociale, e non mettersi in scia di runner e persone che camminano
  4. Evitare occasioni di assembramento in cui il virus possa espandersi e provocare nuovi focolai epidemici
  5. Non sostare per lunghi tempi nei locali pubblici
  6. Lavarsi spesso le mani
  7. Disinfettare le superfici e areare i locali
  8. Velocizzare le attività svolte all’esterno, come fare la spesa o acquisti, ed evitare di creare file se non si deve fare qualcosa di assolutamente necessario

Medici, infermieri e tutto il personale para-sanitario. La loro utilità non deve essere dimenticata

I medici, gli infermieri e tutto il personale sanitario e parasanitario continua a sostenere il grande impegno con costanza ed abnegazione. Continua purtroppo ad essere molto alto il numero dei decessi del personale dedito alla tutela della salute durante questa pandemia. Oggi riconosciamo loro un grande merito. Se non ci fossero loro sarebbe difficile soltanto pensare alla parola domani. Attualmente notiamo quanto sia importante che il personale sia preparato e che gli sia conferito il giusto merito, in termini di giusta considerazione ma anche in termini di stipendio ed orari. Speriamo che questa consapevolezza, da adesso in avanti, modifichi il giudizio rispetto alle categorie che tutelano la nostra salute e guidino le nostre scelte future in maniera più sensata.

Abbiamo bisogno di far appello al senso dal forte senso civico

Le persone sono impaurite e non sanno come sarà il futuro, cosa bisogna aspettarsi, e come fare per contenere la pericolosità imminente. Sicuramente bisognerà dimenticare le vecchie abitudini e costruire nuove routine e nuove consuetudini.

Bisogna far appello al senso civico, al rispetto per la vita e per l’essere umano, soprattutto in considerazione delle categorie più fragili. L’altruismo e la conservazione di sé devono essere guida e accompagnare i nostri comportamenti. Fino a quando l’indice R non sarà prossimo allo 0 bisognerà orientarci in maniera seria e giudiziosa.

I dati purtroppo parlano chiaro: siamo in piena emergenza sanitaria

Il virus SARS-CoV-2 non molto tempo fa era stato considerato meno pericoloso. Oggi invece sappiamo che possiede un’elevata capacità di espandersi velocemente, e che può provocare un immediato peggioramento dello stato di salute. I meccanismi che provocano un aggravamento della condizione di salute dei pazienti colpiti sono ancora in studio.

L’arresto della diffusione del virus al momento è possibile soltanto attraverso le misure di sicurezza emanate dall’OMS, almeno fino a quando non sarà messo a disposizione il vaccino oppure i farmaci preventivi, per la qual cosa dovremo attendere ancora un po’ di tempo.

Nel frattempo, bisogna continuare a seguire le indicazioni del governo, senza mettere a rischio la propria incolumità e quella degli altri, soprattutto dei più deboli.

La priorità deve essere data alla sicurezza, sia personale che collettiva

Per far sì che la popolazione continui ad essere prudente, nelle trasmissioni televisive si continua a far proclami sul bisogno di mantenere alta l’attenzione nei confronti delle misure di sicurezza e dei comportamenti adeguati a fronteggiare l’epidemia. Anche le persone dello spettacolo hanno deciso di attivarsi, mandando messaggi al popolo italiano. Lo fanno con iniziative artistiche o personali, dalle loro case; lo fanno per tenere compagnia, per esortare alla speranza e potenziare la coscienza nei confronti della pericolosità di questo virus. Le pubblicità mostrano città deserte e le voci in sottofondo invitano alla pazienza e alla speranza sul ritorno alla normalità.

Continua ad essere importante che i media, così come i gesti individuali, continuino a rafforzare il convincimento della popolazione nell’attuare ciò che è giusto e che deve essere effettuato in questo momento di terribile bisogno.

L’appello è quello di far fronte alla diligenza personale. Bisogna rammentare che abbiamo a disposizione una sola difesa, almeno per ora: il nostro buonsenso, unico mezzo per contrastare questa grave pandemia prodotta dal nemico occulto SARS-CoV-2.

L’obiettivo per tutti è limitare il più possibile la sua circolazione nella popolazione.

Dott.ssa Loredana Di Adamo Filosofo
Autore

Dott. re in Psicologia Clinica e della Riabilitazione. Master Universitario in Estetica medica e medicina del benessere. Progettista e consulente per l’autismo lieve, la sindrome di Asperger e la neurodiversità. Scrittrice e copywriter. Per consulenze riceve nello studio CuoreMenteLab di Roma e ha attivo anche un servizio in modalità telematica. Email: loredana.diadamo@cuorementelab.it