Spesso siamo troppo presi dalle occupazioni della giornata che ci dimentichiamo di prendere dei momenti per noi stessi. Ecco, allora, che non è difficile sentirci spesso fuori posto o troppo stressati per rilassarci ed avere un sonno ristoratore.

In realtà, ritrovare noi stessi è più semplice di quanto si pensi, perché basta ritagliarsi anche solo qualche piccolo momento nell’arco della giornata, preferibilmente appena svegli o poco prima di dormire.

È, inoltre, possibile fare delle semplici attività, le quali ci aiutano a ritrovare dei piccoli ma preziosi momenti di benessere. Tali attività o pratiche, infatti, prendono il nome di Radicamento (dall’inglese Grounding) e possono essere molteplici.

Nel presente articolo illustrerò le principali e più semplici modalità con le quali fare un eccellente Radicamento, che ci permetta di essere più centrati e focalizzati su noi stessi, donandoci maggiore consapevolezza e determinazione.

  1. Riprendere il contatto con la Madre Terra: è possibile fare delle piccole ma semplici attività che ci permettano di ritrovare la connessione con l’elemento Terra, le quali ci permettano, in particolare, di ritrovare il contatto con la natura e, quindi con l’elemento terra; tra queste ricordiamo, ad esempio, il sedere a contatto con la terra, l’accarezzare le foglie di una pianta, il camminare a piedi nudi sull’erba, fare giardinaggio, ma anche abbracciare un albero, oppure coltivare un piccolo orto o fare un piccolo giardino.
  2. Stare nel Qui ed Ora: questo significa che è necessario rimanere focalizzati nel momento presente, senza essere dispersi in una miriade di attività che finiscono per esaurire le nostre energie. Mettetevi, quindi, nella condizione di percepire il ritmo della vostra respirazione durante la giornata: sedete in una posizione comoda (ma senza stendervi in un letto) quindi chiudete gli occhi ed iniziate a respirare profondamente (e cioè a livello addominale) ma allo stesso tempo impegnandovi a non farvi distrarre da nessun tipo di pensiero ricorrente. Anche porre attenzione all’ambiente che ci circonda è un ottimo aiuto, che ci permette di vivere il presente con intensità.
  3. Fare esercizio fisico: può sembrare banale, ma è proprio l’esercizio fisico che aiuta a radicarci. Ma quali sono le pratiche maggiormente indicate? Sicuramente tutte quelle discipline che uniscono l’esercizio fisico alla meditazione come lo Yoga o le arti marziali. Tra le arti marziali è meritevole di nota il Qi Gong, che con i suoi lenti ma delicati movimenti favorisce un maggiore contatto sia con il nostro respiro che con il nostro corpo, permettendoci un eccellente radicamento.
  4. Usare oli essenziali per favorire il radicamento: gli oli essenziali con note di base sono perfetti da inalare durante la giornata ed hanno un effetto benefico e rilassante, soprattutto se vengono massaggiati in zone del nostro corpo quali piedi ed arti inferiori, i quali sono direttamente collegati con il Primo Chakra (noto, appunto, come “Chakra della Radice”). Tra questi, ricordiamo Patchouli, Vetiver, Sandalo, Zenzero, Achillea, Ginepro, Cipresso, Legno di Cedro.
  5. Portare o indossare pietre ideali per il radicamento: sono tutte pietre collegate a Muladhara, ovvero il Primo Chakra. Spesso sono pietre di origine vulcanica, le quali provengono proprio dalle viscere della nostra adorata Madre Terra. Esse sono, quindi, caratterizzate da colori intensi quali il nero, il marrone ed il rosso.

    Tra queste, ricordiamo: Ossidiana nera, Onice nero, Quarzo fumé, Ossidiana mogano, Diaspro rosso, Legno fossile (noto anche come Legno silicizzato), Ematite, Magnetite, Diaspro brecciato, Occhio di falco, Tormalina nera, Corniola, Antimonite, Silice, Biotite, Boji Stones, Chiastolite, Ferro tigrato, Moookaite, Ossidiana fiocco di neve, Occhio di tigre, Ossidiana arcobaleno, Granato, Diaspro sanguigno.

  6. Indossare colori di radicamento: indossando colori scuri che richiamano l’Elemento Terra, quali il nero, il rosso ed il marrone. Spesso il nero è un colore che molti considerano come negativo, ma questo è ingiusto. Non a caso, alcune civiltà come gli antichi egizi consideravano il nero come colore sacro alle divinità. In Cromoterapia, il nero simboleggia la parte più profonda dell’essere umano, ovvero quella sconosciuta, nota anche come “lato ombra”. Tale colore rappresenta, inoltre, il magma dal quale tutto ha origine. E non a caso, il nero viene rappresentato con immagini quali la grotta o il pozzo del quale non si riesce intravedere il fondo, ma da cui possiamo attingere per dissetarci. E tuttavia il nero è anche il mistero, la notte, la morte e tutto ciò che è sconosciuto. Non bisogna, in fondo, dimenticarci che nel nero possiamo nasconderci ed avere il massimo della protezione. In Cristalloterapia, le pietre nere ci donano auto-consapevolezza, abnegazione, senso del sacrificio, interiorità, senso di responsabilità, tenacia, perseveranza, determinazione, individualismo, razionalità, ma anche disciplina nel perseguire i propri obiettivi.
  7. Nutrirsi di cibi che crescono sotto terra: ovvero mangiando molti tuberi e radici quali patate, carote, rafano, topinambur, carote viola, manioca, patate dolci, sedano rapa, pastinaca, rapa, daikon, barbabietole, zenzero, ravanello, ginseng, curcuma, mashua, scorzonera ecc.
Laura Ciofini
Autore

Operatorice Olistico a Mediazione Corporea e Benessere Oistico, specializzata in Aromaterapia e Cristalloterapia. Ho anche altri 2 diplomi, uno di Massaggio Sportivo e l’altro in Operatore di Tecniche di Counseling.