Ho incontrato Cali, questa bellissima signora, a casa sua, ha ospitato me e la mia famiglia durante uno dei nostri viaggi in giro per il mondo. Suo figlio aveva 4 anni  ed era così divertente, con un’energia gentile e premurosa che brillava con ogni sorriso ed emanava dolcezza qualunque cosa stesse facendo, anche mentre saltava ovunque come una piccola peste.

Chiamiamolo Nick. Nick e Gabriele, nostro figlio di allora 1 anno, sono diventati subito amici, si abbracciavano e giocavano con tutti i giocattoli di Nick. Una mattina la mamma di Nick mi raccontò la loro storia come segue:

Avevo un cancro nell’utero, così ho passato le procedure mediche classiche e ho avuto un sacco di chemioterapia fino al giorno in cui mi hanno detto che non funzionava, le dimensioni del tumore e gli altri parametri erano cambiati così poco che hanno detto che quasi non funzionava affatto.

Fortunatamente un mio amico mi ha raccontato di un omeopata con diverse opzioni di trattamento e sono andata all’ospedale dove lavorava. L’ho incontrato nell’ascensore dell’ospedale, stavo guardando quest’uomo senza sapere chi fosse, ma con la sensazione di volergli proprio parlargli di me e non mi sono trattenuta: “Ho fatto la chemioterapia per il mio cancro all’utero ma non ha funzionato, sto cercando altre opzioni di cura? ”

Il dottore mi fece accomodare nel suo studio e dopo alcune domande anagrafiche mi chiese se avessi dei figli, non avevo:

  • ti piacerebbe averne? – bhe certo ma non credo sia il momento . . .
  • Perché no? –
  • “Nelle mie condizioni ?! Non e possibile e poi cosa c’entra con la mia malattia?”

Il medico mi diede una risposta davvero sorprendente: “in caso di gravidanza il   feto ha molte probabilità di attecchire nell’utero proprio nel punto in cui si trovava il tumore, perché il punto più vascolarizzato, e quindi al momento della nascita, sia il tumore che la placenta, saranno espulsi.”

Mi disse che se avessi voluto provare, mi avrebbe seguito per tutta la gravidanza e oltre. Rimasi scioccata per giorni, non riuscivo a passare dallo stato di depressione per il rischio della mia morte imminente a quello di eccitazione e speranza per una guarigione e addirittura una nuova nascita. Ma in fondo in fondo, lì dove le mie emozioni erano ancora pure e trasparenti, come acqua di sorgente, sentivo che quella era la strada.

Così decisi che avrei cambiato tutte le idee che mi facevano dubitare di quella meravigliosa possibilità; non ci riuscii subito, anzi forse ci misi tutti gli 8 mesi della gravidanza e ancora avevo dubbi fino al secondo dopo in cui abbracciai il mi piccolo Nick, ma sapevo dall’inizio che era ciò che desideravo con tutta l’anima. In quel momento tra l’altro, avevo appena rotto con il mio partner!

Quindi, dopo averci pensato per un po’, decisi di chiamare il mio miglior amico,  che siccome lo era davvero, un amico speciale, mi rispose: “mia caro, io ti amo davvero come una sorella, ma per avere un bambino, per chiamare una nuova vita in questo mondo, serve un altro tipo di amore, come quello che avete tu e Ted, perché non lo chiami?”

Ted era il mio ex e mentre parlavo col mio amico il mio orgoglio verso di lui si sciolse, sapevo che nonostante le nostre divergenze sarebbe stato molto felice di avere un figlio insieme e anche di aiutarmi a guarire. “Claro que lo ententamosamor! Con todo mi corazon! (Certo che ci proviamo amore, con tutto il  mio  cuore!!)”

Dopo un mese ero incinta, e dopo 8 mesi e qualche giorno è nato il mio Nick, ed è nato naturalmente anche se era prima del tempo stimato.

Ti hanno lasciata partorire naturalmente anche così presto? Incredibile…

Sì ed è stato bellissimo, il padre di Nick era lì e ha pianto tutto il tempo, per me è stata un’esperienza straordinaria, niente a che fare con la sofferenza, sì, è stato intenso e anche doloroso credo (mi dicono che gridavo tanto, io quelle parti quasi non le ricordo), ma ogni momento è stato commovente, e ovviamente il il tumore è andato via con la placenta. Qualcuno lì mi voleva tagliare per essere sicuro che il tumore fosse stato sradicato, ma il mio dottore disse che non era necessario, quindi ho ancora tutto il mio utero.

Cali era immensamente bella mentre raccontava questa storia, le brillavano gli occhi e sembrava molto elegante nei movimenti. Io ero felicissima di ascoltare quella storia che rompeva tanti miei tabu di medico e di donna di oggi, e pensai che desideravo assorbire tutta l’energia di quella esperienza, di quel dono.

Prima di allora Cali non aveva mai pensato di avere figli, mi disse, perché aveva dubbi e paure sue sue capacità di essere una buona madre e anche: “di tutte le “cose spaventose che accadono nel mondo. Ma appena ho avuto Nick tra le braccia ho capito che la vita è più forte, più forte anche delle tue paure.”

Ci sono così tante storie e casi di guarigione spontanea, molti libri e riferimenti, molte tradizioni e anche un database

Vorrei davvero che la consapevolezza e la cultura di una nuova medicina si diffondesse in tutto il mondo.

Dott.ssa Elena Benigni
Autore

Medico di Famiglia consulente delle associazioni Accademia Shoho e Salutegiovani – Roma e Docente di Medicina Naturale presso il corso di formazione specifico in Medicina Generale della ASL Roma-E.