La sindrome premestruale è un insieme, piuttosto complesso ed eterogeneo, di alterazioni sia fisiologiche, che psicologiche, estremamente variabili da un caso all’altro, ma sempre con una ben precisa localizzazione temporale rispetto al ciclo mestruale.

Circa una settimana prima dell’arrivo delle mestruazioni, le ragazze avvertono disturbi più o meno marcati come gonfiore (meteorismo) e crampi addominali, una grande astenia, ritenzione idrica, aumento di peso, sensibilità e gonfiore del seno (tensione mammaria), dolore o pesantezza alle gambe, traspirazione abbondante delle mani e dei piedi, cefalea, lombalgia, acne.

I sintomi di tipo emotivo più frequenti sono: umore mutevole, irritabilità, aggressività, difficoltà di concentrazione, depressione, aumento o calo della libido, voglia di dolci o di cibi salati.

Nonostante siano state avanzate numerose ipotesi, non si conoscono con certezza le cause dei disturbi associati alla sindrome premestruale. Infatti, oltre a squilibri ormonali, alterazioni del ricambio idro-salino (acqua-sali minerali) e disfunzioni tiroidee, più recentemente sono state avanzate teorie che si basano sul fatto dimostrato che gli ormoni sessuali prodotti dalle ovaie modulano la risposta allo stress.

Perciò, si pensa che, nell’insorgenza della sindrome premestruale, durante la fase luteinica, si verifichi una riduzione delle concentrazioni delle endorfine, cioè quegli ormoni del “benessere” che normalmente vengono prodotti dall’organismo (ad esempio, la serotonina, un neurotrasmettitore la cui carenza spiegherebbe la comparsa di sintomi legati alla sfera emotiva), e che questo provochi un aumento delle alterazioni emotive.

Secondo gli studiosi, le ragazze con la sindrome premestruale avrebbero un’ipersensibilità alle fluttuazioni ormonali che avvengono nel corso del ciclo mestruale.

Le ricerche condotte fino ad oggi evidenziano che a soffrirne maggiormente sono le ragazze fumatrici, quelle sottoposte ad un livello elevato di stress, che fanno poco esercizio fisico, che dormono poco, o che hanno un’alimentazione ricca in caffeina, alcool, sale, carne rossa e in zuccheri. Altri fattori sono eventuali carenze nutrizionali di magnesio, calcio, o vitamine del complesso B, soprattutto la vitamina B6 (piridossina).

La sindrome premestruale può avere ripercussioni a livello sociale e coniugale. Infatti, nei casi più gravi, possono riscontrarsi uno scarso rendimento nel lavoro fino all’assenteismo, alterazioni del desiderio sessuale, isolamento sociale.

Nei casi più gravi, le ragazze affette da questa sindrome si rendono responsabili di comportamenti psicotici (suicidio,ecc.) o, addirittura, di atti criminali. Proprio per quest’eventualità, la sindrome premestruale viene riconosciuta dalla legislazione di alcuni Paesi (Inghilterra, Francia) come una condizione attenuante, in fase giuridico-processuale.

La Gemmoterapia (o Meristemoterapia, o Fitoembrioterapia), un metodo terapeutico fondato nel 1959 dal medico belga Pol Henry (1918-1988), si pone “a metà strada” tra la Fitoterapia e l’Omeopatia. Per la gestione complementare della sindrome premestruale, questa disciplina propone l’utilizzo del Rubus idaeus M.G. (macerato glicerico di lampone).

Ottenuto dai giovani getti, questo gemmoderivato esercita un’azione riequilibrante del sistema neurovegetativo, capace di alleviare i principali sintomi legati alla sfera psicologica: sbalzi d’umore, crisi di pianto immotivate, irritabilità, nervosismo, ansia e depressione.

Sul piano fisico, equilibrando il sistema ormonale, regolarizza il ciclo mestruale, esercita un’azione decongestionante e rilassante la muscolatura liscia uterina (miometrio) in presenza di spasmi e stimola la funzionalità ovarica. La sua assunzione è, quindi, indicata per la tensione mammaria, la ritenzione idrica, l’acne, le cisti ovariche, la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) e la fibromatosi uterina.

Al di là di usi personalizzati e specifici, la posologia standard di Rubus idaeus M.G. è di 40, diluite in poca acqua, due volte al giorno, lontano dai pasti. Come tutti i gemmoderivati, il macerato glicerico di lampone è un rimedio naturale senza controindicazioni, né effetti collaterali.

Dott. Giorgio Marcialis (Medico Chirurgo)
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Mi chiamo Giorgio Marcialis, sono un giovane (ma non troppo...) medico che si occupa anche di Medicina Naturale. Ho diversi attestati in quest'ambito, i principali sono in Omeopatia, in Medicina Funzionale Regolatoria, in Medicina Sistemica, in Fito-Gemmoterapia e in Omotossicologia. Esercito la libera professione in Sicilia, a S.Croce Camerina (RG), in via Alloro n.16.