L’Iperico conosciuto anche come erba di San Giovanni o Erba scacciadiavoli è una pianta appartenente alla famiglia delle Hypericaceae, piuttosto diffusa, infatti è possibile trovarla lungo i margini delle strade, nelle radure dei boschi o ai bordi dei campi; cresce dal mare alla zona alpina nei luoghi secchi. Il suo nome scientifico è Hypericum Perforatum, mentre invece i  nomi comuni sono invece molti, il più comune è Erba di San Giovanni, legato al fatto che la fioritura massima si ha verso il 24 giugno, ricorrenza di San Giovanni.

Le sommità fiorite si raccolgono in giugno-luglio quando buona parte dei fiori è già aperta e prima che ve ne siano di appassiti.

La parte della pianta dell’Iperico utilizzata per i suoi principi attivi è costituita dalle sommità raccolte durante la piena fioritura ed essiccate.

Ha proprietà aromatizzanti, digestive, antispasmodiche, antinfiammatorie, cicatrizzanti, astringenti ed ipotensive. Trova inoltre applicazioni nel trattamento delle palpitazioni, dei cambiamenti d’umore e di altri disturbi tipici della menopausa, del disturbo da deficit dell’attenzione/iperattività, del disturbo ossessivo-compulsivo.

E’ stato anche studiato nei casi di esaurimento, per aiutare a smettere di fumare e contro la fibromialgia, l’emicrania ed altre forme di mal di testa. Utilizzato anche nella sindrome del colon irritabile, l’HIV/Aids, tumori ed epatite C.

7 usi dell’iperico e le sue proprietà

1. Proprietà antibiotiche e antivirali

L’iperico è stato tradizionalmente utilizzato come antisettico. Questo suo utilizzo è in parte dovuto alle proprietà antibatteriche e antivirali dell’iperforina che è in grado di bloccare la crescita di batteri Gram+ ed interferire in vari stadi del ciclo di vita dei virus compreso quello dell’influenza.

Utilizzato nel trattamento delle infezioni catarrale polmonari croniche (bronchite), dell’asma, delle infiammazioni gastriche (ulcera gastrica, gastrite, pirosi gastrica) e di quelle delle vie urinarie (cistite, prostatite e uretrite).

Ne viene consigliato l’infuso preparato con 2-3 g di sommità fiorite secche per una tazza di acqua bollente (circa 150 ml) lasciate in infusione per 15 minuti. Si bevono da 2 a 4 tazze al giorno.

2. Ottimo coadiuvanti per problemi di pelle

L’iperico trova largo impiego nell’alleviare una molteplicità di disturbi della pelle: in caso di scottature, emorroidi, ulcere e piaghedermatiti, irritazioni e ferite; ma anche per smagliature, psoriasi, pelle secca e cicatrici evidenti sotto forma di estratto oleoso in olio d’oliva, è oggi riconosciuto anche dalla fitoterapia moderna.

3.Trattamento di ferite

Per uso esterno l’iperico viene utilizzato come cicatrizzante ed antinfiammatorio su ferite e piaghe da decubito. La sua capacità sembra essere dovuta alla stimolazione della produzione di collagene.

4. Ansia e disturbi del sonno

L’iperico si dimostra utile nel trattamento di stati ansiosi utilizzato combinato con altre piante come la valeriana e la passiflora, garantisce ottimi risultati in casi di ansia e disturbi del sonno. E’ eccellente nel regolare la produzione di melatonina.

5.Ottimo per migliorare l’umore

L’iperico sembra agire sul sistema dei neurotrasmettitori responsabili nel controllo dell’umore. Fra i principi attivi che potrebbero mediare questa azione sono l’ipericina e l’iperforina. Da ricerche scientifiche si è potuto constatare la sua capacità di aumentare nell’organismo i livelli di serotonina e dopamina.

6. Proprietà antiossidanti e neuroprotettive

L’estratto ha importanti proprietà antiossidanti e neuroprotettive e di miglioramento delle proprietà vascolari, che ne hanno suggerito l’uso in alcune patologie neurologiche. Uno studio dei ricercatori dell’Istituto di Biofisica del Cnr di Pisa (IBF-Cnr) pubblicato sulla rivista internazionale FEBS Letters (gennaio/febbraio 2009) ha dimostrato  che l’ipericina (pigmento naturale estratto dall’Iperico) può severamente perturbare i processi di polimerizzazione dei peptidi beta-amiloidi responsabili dell’insorgere del morbo di Alzheimer tramite interazioni intermolecolari di tipo aromatiche/idrofobiche che possono associarsi ai precursori delle fibrille mature, inibendo la loro formazione.

7.Trattamento della depressione lieve e moderata

Si parla di depressione che può essere distinta in lieve, moderata o grave.

La depressione lieve comporta un numero esiguo di sintomi e un impatto minimo sulla vita professionale e le relazioni sociali. I sintomi diventano più numerosi e sono accompagnati da una maggiore compromissione delle attività quotidiane nei soggetti con depressione moderata.

Nella depressione grave le manifestazioni aumentano, sia in termini di quantità che di gravità e compromettono la vita quotidiana. La depressione lieve e moderata, sebbene non sia invalidante come la depressione grave, se non curata può portare a manifestazioni depressive più gravi.

La depressione può durare anche per lunghi periodi caratterizzati da tristezza, irritabilità, insicurezza, senso di inadeguatezza e sfiducia, perdita di interesse e di piacere nei confronti dei passatempi abituali, stanchezza, astenia, difficoltà di concentrazione, attenzione e memoria, facile affaticabilita’, diminuzione della libido ecc.

L’attività antidepressiva dell’Iperico può essere attribuita a più gruppi di componenti, tra i quali flavonoidi, acidi fenolici, naftodiantroni e floroglucinoli. L’estratto della pianta contenente i vari principi attivi si è dimostrato, in studi clinici, più efficace rispetto ai singoli componenti isolati.

I benefici derivanti dall’assunzione dell’iperico non si manifestano in pochi giorni, è infatti necessario attendere 2-3 settimane, anche perché i composti lipofili sono assorbiti lentamente e si accumulano gradualmente fino a raggiungere un livello stabile nel cervello, nella cute e nello stomaco.

Vari sono i meccanismi di azione dell’iperico che concorrono a determinare l’effetto antidepressivo globale degli estratti della pianta.

L’attività antidepressiva dell’iperico è stata valutata in numerose sperimentazioni cliniche.  La sua efficacia è stata testata sia contro placebo che nei confronti di farmaci di sintesi di uso comune per il trattamento della depressione.

I risultati di tali studi documentano che l’iperico, in soggetti adulti affetti da depressione lieve e moderata, è in grado di migliorare la sintomatologia rispetto al placebo e di produrre effetti simili agli antidepressivi di sintesi.

I principi attivi dell’erba di San Giovanni

I suoi principi attivi sono: olio essenziale (ricco di alfa-pinene, cariofillene e sesquiterpeni), flavonoidi, tannini, ipericina, acido clorogenico e caffeico.

La presenza percentuale dei singoli componenti dipende dallo stadio di sviluppo della pianta: il contenuto di ipericine, per esempio, è massimo in piena fioritura, mentre le pettorine raggiungono il picco più elevato nei frutti maturi. La quantità di ipericine presenti varia anche a seconda delle condizioni di luce in cui cresce la pianta.

L’iperforina è un composto che si ritrova soltanto nell’Hypericum perforatum, ed è assente in altre specie. Essa si degrada facilmente all’aria e alla luce durante i processi di estrazione del materiale vegetale e anche negli estratti, mentre nella pianta fresca è protetta dalla presenza dei flavonoidi che fungono da antiossidanti.

La qualità della droga e degli estratti di Iperico viene ancora oggi espressa attraverso il loro titolo di ipericine, nonostante non siano solo questi composti a determinare l’attività della pianta. Ciò è dovuto al fatto che un estratto ricco di ipericine è molto probabilmente ottenuto da una materia prima di buona qualità, che quindi contiene anche gli altri componenti biologicamente attivi.

Uso dell’iperico nei secoli

L’iperico era una pianta già nota agli antichi Greci e Romani. Le sue proprietà medicinali sono state descritte da Dioscoride e Galeno. Dioscoride le raccomandava per la sciatica e come rimedio per le scottature.

Ne consigliava, inoltre, il decotto dei semi per la malaria. Galeno invece lo riteneva un efficace amuleto contro gli incantesimi e le apparizioni.

Anche il naturalista Plinio il Vecchio nel I secolo, ne ha descritto l’uso con il vino contro il morso dei serpenti e soprattutto per trattare le ustioni.

Nel Medioevo l’iperico è stato usato nelle pratiche legate a credenze superstiziose. Questa pianta, che possiede infatti un aroma prezioso simile a quello dell’incenso, era raccolta in mazzi e bruciata nelle case per allontanare dalle persone e dalle abitazioni demoni e spiriti maligni: l’iperico era popolarmente noto col nome di “fuga daemonorum”.

Anche oggi in certe zone rurali dell’Inghilterra e Germania, l’iperico è protagonista di curiose cerimonie finalizzate alla predizione del futuro.

In Europa la medicina popolare ha utilizzato questa pianta, in periodi alterni, come balsamico e antinfiammatorio dell’apparato bronchiale e urinario, antiemorragico, antiemorroidario e cicatrizzante di ustioni, ulcere e piaghe di diversa natura.

Solo a partire dagli anni ’80, però, l’iperico è stato studiato per le sue proprietà antidepressive, attuando un’estesa sperimentazione scientifica sull’uomo e sugli animali.

Ricetta per la preparazione dell’olio

Mettere a macerare 100 gr. di sommità fiorite di Iperico, fresche e tagliate, in 800 g. di olio di oliva, al sole, in un recipiente di vetro chiaro e trasparente, ben chiuso. Agitando di tanto in tanto.

Aggiungere lo 0,1% di vitamina E per evitare l’ossidazione dell’olio ed il suo irrancidimento. L’esposizione al sole dell’olio durante la sua preparazione favorisce la trasformazione della protoipericina in ipericine, per deidrogenazione fotochimica (prodotta dalla luce).

Dopo 30-40 giorni l’estratto, di colore rosso rubino intenso, è pronto e deve essere conservato, dopo filtrazione, in piccole bottiglie (100 ml) ben chiuse in luogo fresco.

Controindicazioni sull’iperico:

Tutti i più recenti studi clinici dimostrano che gli estratti di Iperico sono più tollerabili dei comuni psicofarmaci, causando minori effetti collaterali e con tassi di efficacia spesso simili al farmaco. Tuttavia ci sono diverse controindicazioni:

  • Ad alte dosi provoca fotosensibilizzazione, pertanto è sconsigliato sottoporsi all’esposizione solare e raggi UV dopo assunzione di dosaggi elevati di estratto secco titolato in ipericina o di ipericina isolata. Non esistono rischi di fotosensibilizzazione in caso di assunzione di dosaggi normali di estratti idroalcolici di iperico ma persone appartenenti a fototipo sensibili (pelle chiara) dovrebbero fare attenzione ad esporsi al sole in caso di assunzione.
  • Sono stati evidenziati interazioni con altri farmaci, pertanto è sconsigliato assumere l’iperico se si prendono medicinali come anche la pillola anticoncezionale. Consultare prima il proprio medico.
  • E’ sconsigliato l’uso contemporaneo con antidepressivi SSRI, a causa dei possibili effetti di addizione e quindi superamento dose tossica.
  • E’ inoltre controindicato in età pediatrica e nell’adolescenza, durante la gravidanza e l’allattamento.
Naturopata Angela Gimelli
Autore

Vivo a Genova dove svolgo la libera professione di Naturopata. Nella mia vita sono sempre stata attenta a tutto ciò che è "natura" ed ho seguito i più svariati corsi sull'argomento. Ho conseguito il diploma di Naturopatia presso la Scuola Superiore di Naturopatia di Genova affiliata Universite' Europeene Jean Monnet. Ho approfondito con varie specializzazioni come Cristalloterapia e Aromaterapia e attualmente sono Wellness Advocate Doterr