Nel precedente post, pubblicato il 10 aprile u.s.,   abbiamo fatto la conoscenza del primo chakra (Muladhara) destinato a costituire la base su cui si regge l’intero sistema. L’elemento “terra” che lo contraddistingue lo rende, in un certo senso, il più “materiale “ dei chakra, con un’essenza energetica più “fisica” e più “spessa” rispetto a tutti gli altri.

Con il secondo chakra c’è ancora una forte identità fisica ma, a differenza del primo chakra, che fa riferimento alla stabilità (elemento terra), esso  è collegato all’elemento “acqua” e quindi agli elementi liquidi e, conseguentemente, al movimento, al fluire, alla mobilità, allo scorrere, al lasciarsi andare…

Il secondo Chakra (Svadhistana) viene individuato nella parte bassa dell’addome (tre dita sotto l’ombelico) ed è il responsabile energetico della sessualità, delle emozioni, del desiderio e del piacere.

Il secondo Chakra indica  il nostro diritto di sentire e volere (desiderare e provare piacere). Il desiderio è la spinta a provare sensazioni ed emozioni mentre il piacere ci fa prestare attenzione ai nostri sensi, ci invita a vivere intensamente il nostro presente, a provare la gioia di essere vivi. Il suo compito è rivolto, quindi, alla nostra autogratificazione nel piacere, nella sessualità e nelle emozioni positive.

L’obiettivo di un secondo chakra “equilibrato” sarà allora quello di assicurare sessualità, desiderio,  piacere, gioia di vivere, capacità di entusiasmarsi e provare emozioni, creatività sul piano fisico.

I fattori negativi che possono invece bloccare o provocare una carenza energetica funzionale del secondo chakra sono  la frigidità, l’impotenza, le paure del sesso, l’ottusità emozionale, la mancanza di desiderio, il timore del piacere, i sensi di colpa…mentre, al contrario, un chakra in eccesso funzionale lo si può riscontrare in presenza di dipendenze, manie e ossessioni sessuali, manipolazioni seduttive, attaccamenti eccessivi, possessività sentimentale, iperemotività…

Per quanto riguarda la parte ombra (demone) del secondo chakra che si oppone e contrasta la normale attività del chakra stesso ricorderete che, nel caso del primo chakra, il demone era rappresentato dalla “paura”. Per il secondo chakra il demone viene invece identificato nella “colpa”.

Il senso di colpa può rallentare o addirittura bloccare il naturale flusso dell’energia sessuale ed emotiva attraverso il corpo impedendo di manifestarci spontaneamente all’esterno e creando conseguentemente un grosso ostacolo nelle nostre relazioni emotive e sessuali con gli altri.

Le tecniche di  riequilibrio energetico del secondo chakra consigliano:

  • Osservare ed immergersi nel mare o in corsi d’acqua limpidi
  • Automassaggi sotto la doccia
  • Terapie del movimento
  • Balli caraibici e danza del ventre
  • Assegnazione di piaceri sani
  • Massaggio olistico e contatto fisico
  • Cromoterapia con la visualizzazione del colore arancione
  • Cristalloterapia con l’utilizzo dell’ambra o della corniola
  • Campane tibetane (vibrazione armonica: Re)