Prima di procedere con il presente articolo desidero evidenziare un concetto fondamentale: i cristalli sono dei coadiuvanti del nostro benessere psicofisico, e non possono in alcun modo sostituire la cura in atto prescritta da un medico competente. Il presente articolo verrà diviso in due sezioni distinte: la prima parte tratterà delle metodiche più adatte per la purificazione dei cristalli, mentre la seconda parte è relativa alla ricarica dei cristalli.

La purificazione dei cristalli

Quando acquistiamo un cristallo, è impossibile determinare la sua storia, con quante persone esso è venuto in contatto e quali tipi di energie ha assorbito.  Purificare i cristalli è, pertanto, essenziale per un corretto uso degli stessi per il nostro benessere psicofisico, poiché ci permette di resettare e rigenerare le energie del cristallo, che saranno prive di contaminazioni o disequilibri a livello energetico.

Infatti, sin dalla cava in cui vengono estratte, e passando di mano in mano sino ad arrivare ad un negozio specializzato, le pietre vengono a contatto con numerose energie, le quali non sono sempre positive. Di conseguenza, esse avranno immagazzinato al loro interno una serie di informazioni a livello vibrazionale, derivanti dal semplice venire a contatto con le persone che le hanno maneggiate. Non dimentichiamoci, infatti, che i palmi delle mani sono sede di chakra minori, i quali sono in grado di assorbire energia, ma anche di rilasciarla sugli oggetti con i quali entrano in contatto diretto.

La purificazione dei cristalli ha quindi due importanti valenze:

  • Da un lato, si effettua una pulizia a livello fisico del cristallo, rimuovendo ogni impurità, quali ad esempio polvere, sporcizia, opacità ecc.;
  • Dall’altro si effettua una pulizia a livello energetico, poiché si procede all’eliminazione delle energie congeste/negative accumulate nel tempo.

Nel presente articolo analizzeremo pertanto in maniera approfondita le principali modalità con cui possiamo ripulire i cristalli, valutando i vantaggi e gli svantaggi di ogni metodica. Teniamo inoltre presente che è importante operare una profonda purificazione, in modo da liberare la pietra da tutte le informazioni che ha immagazzinato in precedenza, in modo da poterla successivamente ricaricare (alla luna piena o al sole) e programmare.

Le 3 Regole sull’uso dei cristalli

A questo proposito, possiamo affermare che esistono tre regole fondamentali che ci permettono di utilizzare al meglio i cristalli:

  1. Pulire (sia a livello fisico che a livello eterico), al fine di eliminare sia sporcizie dalla superficie della pietra, che energie stagnanti o congeste; la pulizia si effettua con sapone di Marsiglia (preferibilmente biologico) ed acqua fredda; a questo proposito è bene ricordare che non è possibile purificare le pietre in acqua bollente, altrimenti la pietra potrebbe rompersi o perdere la sua lucentezza;
  2. Caricare (ai raggi solari o della luna crescente o piena) in modo da fornire energia rinnovata e pulita al cristallo; circa il 90% dei cristalli va esposto alla luna piena, tuttavia esistono alcune eccezioni (come nel caso, ad esempio, del Quarzo fumé o della Corniola);
  3. Programmare, in modo da dare precise istruzioni ed un compito specifico alla nostra pietra; a questo scopo è importante avere la mente sgombra da qualsiasi preoccupazione, concentrandosi sia sui gesti che sull’intento con il quale desideriamo programmare il cristallo.

Come purificare i cristalli

1. Purificazione con l’acqua

Occorre immergere i cristalli nell’acqua limpida di una sorgente o di un fiume che, tuttavia, non deve essere inquinata. Teniamo presente che nelle città l’acqua passa nelle tubature cittadine, dove viene contaminata da cloro, calcare ed altri inquinanti. Tutte queste sostanze contaminanti rendono quindi l’acqua inattiva e del tutto priva di energia.

Di conseguenza, nelle aree urbane effettuare una purificazione delle pietre tramite l’acqua del rubinetto è una pratica del tutto priva di efficacia. Si sconsiglia inoltre di purificare tramite acqua pietre dalla struttura porosa quali Selenite, Zolfo e Turchese.

2.Purificazione con il sale (elemento Terra)

Una delle purificazioni maggiormente conosciute è quella che si fa tramite il sale oppure con una soluzione salina.  Pur essendo una procedura molto efficace, è assai aggressiva, poiché il sale può opacizzare o persino rovinare alcune pietre.

Se poi il sale viene sciolto nell’acqua, i rischi sono assai maggiori. Infatti, non possiamo sapere se il cristallo ha al suo interno delle micro-fratture. E di conseguenza è possibile che il cristallo si possa spaccare, qualora venga immerso in una soluzione a base di acqua e sale.

Teniamo presente, inoltre, che la purificazione operata con il sale è solamente a livello energetico (e non a livello fisico), pertanto possiamo adottare due distinte modalità:

  • Possiamo procurarci due ciotole di vetro (una più piccola e l’altra più grande); metteremo nella ciotola piccola (in cui si posiziona l’oggetto da purificare) dentro la ciotola grande, nella quale aggiungeremo del sale grosso; il tempo massimo di esposizione è di 2 ore;
  • Prendiamo un piccolo sacchetto auto-sigillante (facilmente reperibile nei negozi di casalinghi), al cui interno viene posto l’oggetto da purificare; metteremo quindi tale sacchetto in una ciotola di vetro e quindi ricopriremo completamente il sacchetto (sia sopra che sotto) con del sale grosso; anche qui il tempo di esposizione è da 2 ore a qualche giorno; si raccomanda particolare cautela se l’oggetto da purificare è stato utilizzato da un precedente possessore (come nel caso di orecchini, anelli, collane e braccialetti), poiché in questo caso l’oggetto può presentare un maggior quantitativo di energie congeste di non specificata natura ed il conseguente tempo di esposizione deve essere prolungato (da 8 ore ad alcuni giorni).

I cristalli che si danneggiano a contatto con acqua e sale sono tutte le pietre contenenti metalli quali ferro (ad es. Ematite, Pirite, Boji Stones, Ferro Tigrato e Magnetite), oro (ad es. il Lapislazzuli) e rame (ad es. Amazzonite, Antimonite, Azzurrite, Azzurrite-Malachite, Blenda, Calcedonio ramato, Dioptasio, Malachite, Morganite, Opale, Turchese, Variscite).

Anche le sostanze di natura organica quali Ambra, Perla e Madreperla hanno una struttura estremamente delicata e fragile, pertanto è sconsigliato il contatto diretto con il sale. Il cristallo di rocca (noto anche come Quarzo Ialino) non viene danneggiato da un’esposizione diretta e prolungata con il sale grosso.

3. Purificazione con la terra

È  un metodo molto efficace, purché sia terra sia priva di concimi e/o inquinanti. Essa consiste nel sotterrare le pietre avvolte in un panno di cotone bianco in luna nuova per poi lasciarle riposare per almeno 3-7 giorni, preferibilmente in prossimità delle radici di un albero.

Per evitare che le pietre si rovinino (magari perché troppo porose, come ad esempio il Turchese, la Selenite o lo Zolfo), è possibile inserire in panno bianco con le pietre in un sacchetto di plastica auto-sigillante.

4. Purificazione tramite fumigazione (elemento Fuoco ed Aria)

si usano appositi incensi di origine naturale (ad esempio a base di Cedro, Mirto o Legno di Sandalo) o altri rimedi naturali tradizionalmente noti nella cultura sciamanica quali Paolo Santo e Salvia Bianca. In questo caso, la pietra va tenuta in mano e girata affinché ogni lato venga esposto al fumo dell’incenso. È sconsigliato esporre al fumo di incenso i seguenti cristalli/composti di origine naturale: Ambra, Corallo bianco, Turchese, Perla, Madreperla, Selenite, Zolfo, fossili con struttura porosa.

5. Purificazione con l’argilla

Si ricoprono i cristalli con argilla pura (preferibilmente bianca/verde  purché sia ventilata, poiché è fine ed è stata ripulita da eventuali impurità) per alcuni giorni, da un minimo di tre ad un massimo di sette. Tale metodica è sconsigliata per pietre quali Opale, Turchese, Pirite, Crisocolla, Malachite.

6. Purificazione con i fiori di bach

A questo proposito si usa la Miscela sinergica nota come Rescue Remedy, indicata per i blocchi ed i traumi di ogni tipo. Tale miscela ci aiuta a padroneggiare pienamente le nostre risorse, aiutandoci a risolvere ogni sfida della vita con calma, determinazione e coraggio. Infatti tale rimedio vibrazionale ci dona sicurezza e sollievo, favorendo il riequilibrio delle nostre energie interiori in caso di situazioni stressanti. Ovviamente si sconsiglia l’utilizzo di tale miscela con cristalli porosi o che si sciolgono se posti a contatto con l’acqua (ad es. lo Zolfo e la Selenite).

7. Purificazione Tramite Obelisco

Si posizionano i cristalli alla base di un obelisco, che sarà posto al centro di un vassoio di legno o in terracotta (e non in metallo).  In particolare, occorre tenere presente che la punta dell’obelisco, la quale ha spesso forma triangolare, crea un campo energetico di intensità pari a quello di una piramide.

8. Purificazione con Aura Soma

Consiglio di utilizzare i seguenti Pomander:

  • Pomander white: ha una azione purificante ed allo stesso tempo rigenerante dei cristalli, in particolare il Quarzo Ialino e l’Opale, inoltre esso è ideale per il trattamento di tutti i Chakra;
  • Pomander pink: conferisce le qualità di amore puro e piena accettazione di se stessi; esso agisce contemporaneamente sia sul primo Chakra (Chakra della Radice) che sul quarto Chakra (Chakra del Cuore); è ideale nella purificazione di cristalli quali Unakite, Rodocrosite, Rodonite e Quarzo rosa;
  • Pomander gold: enfatizza e rigenera la forza dei cristalli nell’area compresa tra il secondo ed il terzo Chakra (cioè Chakra Sacrale e Plesso Solare); inoltre esso entra in risonanza significativa con il sesto Chakra (ovvero il Terzo Occhio); è pertanto ottimo per pietre quali la Corniola, l’Ambra, il Quarzo Citrino, l’Occhio di tigre, ed il Topazio imperiale.

9. Purificazione con Oli Essenziali

alcuni oli essenziali hanno una spiccata azione purificante, che favorisce la rimozione delle energie congeste e dissonanti; tra questi ricordiamo la Lavanda, il Cedro, la Menta, il Rosmarino, l’Incenso, la Mirra, il Legno di Sandalo, il Timo ed il Mirto.

Come caricare i cristalli

Una volta eseguita la purificazione, occorre procedere con la ricarica dei cristalli.  Di seguito alcune delle tecniche di ricarica più utilizzate.

  • Ricarica tramite la Luce Solare: si espone il cristallo alla luce solare diretta per un tempo che va da un minimo di 1 ora ad un massimo di 3 ore, a seconda di quanta energia desideriamo immettere nella pietra. La luce solare è molto forte e di natura Yang, ed è pertanto sconsigliata in caso di pietre come l’Ametista, che si scolorisce alla lunga se esposta alla luce solare diretta.
  • Ricarica tramite la luce lunare: si espongono i cristalli in periodo di luna crescente o di luna piena per una intera notte, ricordandosi di ritirare i cristalli all’alba. La luce lunare ha natura Yin ed è quindi più fredda e meno invasiva rispetto alla luce solare.
  • Ricarica tramite drusa di ametista: è sufficiente collocare i cristalli sopra una drusa di Ametista per una intera notte.
  • Ricarica tramite la piramide: si mette i cristalli sotto una piramide con le proporzioni della piramide di Cheope oppure della piramide di Golod. Il tempo minimo di permanenza è di 24 ore.
Laura Ciofini
Autore

Operatorice Olistico a Mediazione Corporea e Benessere Oistico, iscritta nei registri SIAF e specializzata in Aromaterapia e Cristalloterapia. Ho anche altri 2 diplomi, uno di Massaggio Sportivo e l’altro in Operatore di Tecniche di Counseling.