I cannelli di zolfo sono un rimedio completamente naturale, che da secoli viene utilizzato in Liguria, soprattutto a Genova. Tuttavia, poche persone sanno che tale rimedio è altresì noto sia nella regione della Provenza (ovvero in Francia) che nel Sudamerica (soprattutto l’Argentina) e per essere un rimedio particolarmente indicato per alleviare dolori di vario genere.

I cannelli di zolfo: un antico rimedio ligure

Da secoli, lo Zolfo viene riconosciuto per le sue numerose proprietà. Ed infatti, esso è indispensabile per disintossicare il nostro organismo ed a uso esterno viene impiegato soprattutto nelle affezioni cutanee, quali ad esempio acne, psoriasi, eczema, lupus ed orticaria. Inoltre, lo zolfo viene impiegato  per mantenere il tono muscolare e per prevenire le  affezioni reumatiche con episodi di dolore acuto (quali, ad esempio, artrite, artrosi e sciatica).

In base a queste premesse, è stata in seguito studiata, nel tempo, una forma grazie alla quale vi fosse una certa facilità di impiego, ovvero i cannuli (o cannelli, o barrette) in zolfo puro. Tali cannelli, in particolare, vengono utilizzati nel trattamento:

  • della cervicale e del torcicollo (ovvero in caso di colpi d’aria);
  • dei reumatismi;
  • delle artriti e delle artrosi;
  • dei dolori alle articolazioni;
  • della sciatica (lombo sciatalgia);
  • dei disturbi cutanei;
  • delle periartriti localizzate alle spalle ed alle braccia;
  • dei crampi e delle contusioni;
  • dei problemi di circolazione.

Modalità d’uso dei cannelli di zolfo

La barretta è composta di zolfo naturale cristallino il quale, nel momento in cui viene strofinato sulla pelle, attrae e cattura al suo interno l’accumulo di energia elettrostatica negativa, apportando un immediato ed effettivo beneficio alla parte in cui è localizzato il dolore. Di conseguenza, essa è in grado di assorbire efficacemente le tensioni elettrostatiche della zona affetta dal dolore.

Il cannello di zolfo può essere impiegato sia in caso di cute asciutta, che in caso di cute leggermente umida e/o con presenza di sudore.

È possibile sfiorare, rotolare o strofinare il cannello a seconda dello spessore cutaneo dell’area dolorante e, di conseguenza, della sensibilità cutanea della zona interessata.

Si consiglia, quindi, di rotolare il cannulo sulla zona dolorante per circa 4 o 5 minuti, seguendo il flusso circolatorio del sangue, ovvero dal basso verso l’alto. Il trattamento si effettua operando una pressione leggera, che sia allo stesso tempo costante ed uniforme.

Colui che utilizza il cannello di zolfo deve mettersi in una posizione rilassata, evitando di assumere posture rigide. A tal fine, sarebbe meglio se il trattamento venisse eseguito da una seconda persona.

Nel caso in cui vi siano delle forti scariche elettrostatiche negative, è possibile avvertire dei leggeri scoppiettii del cannello di zolfo, che sono indicativi di un rapido assorbimento delle tensioni presenti nell’area.

È bene precisare che questo crepitio del cannello non pregiudica assolutamente l’efficacia del rimedio stesso. Anzi, è persino possibile che lo cannello stesso si spezzi in una o più parti o si sbricioli leggermente, a riprova dell’assorbimento delle cariche elettrostatiche negative presenti nell’area dolorante.

È necessario continuare a rotolare il cannello sino a che non si avvertono più gli scoppiettii. È persino possibile che tale rumore venga avvertito solamente nelle prime applicazioni, dopodiché esso potrà cessare, senza che però compromettere efficacia del prodotto stesso.

Al termine del trattamento, i cannuli di zolfo possono essere strofinati con una spugna o passati sotto l’acqua corrente per circa un minuto, in modo da scaricare l’energia negativa che il cannulo ha accumulato.

Di conseguenza, possiamo affermare che le barrette di zolfo possono essere impiegate per altre parti del corpo, purché però passi un lasso temporale di almeno 30 minuti tra un’applicazione e l’altra. Nel caso di rottura del cannello, esso potrà essere sbriciolato ed utilizzato per fare degli impacchi e dei pediluvi rigeneranti alle zone doloranti.

Conservazione

I cannelli risultano maggiormente efficaci se vengono conservati in frigorifero o nel congelatore, e questo accorgimento è particolarmente valido nel caso in cui tale rimedio venga utilizzato nel periodo estivo.

Tali barrette sono lunghe una decina di centimetri, e sono un rimedio economico e di facile utilizzo, poiché vengono confezionate in scatole di cartone, al cui interno vengono posizionati 3 prodotti.

Esse devono essere pertanto riposti nella loro confezione originale, preferibilmente nel ripiano più alto del frigorifero oppure direttamente nel freezer, poiché il cannello di zolfo non si congela mai, anzi, rimarrà piacevolmente fresco, donando all’area interessata dal dolore una sensazione immediata di sollievo. Infatti, l’azione benefica della barretta di zolfo è amplificata dalle basse temperature.

Avvertenze e controindicazioni

Le seguenti indicazioni favoriscono un uso corretto di questo efficacissimo rimedio naturale:

  • si utilizzano solamente cannelli perfettamente integri;
  • alla fine del trattamento, passare una spugna inumidita con acqua o idrolato di camomilla, lavanda o hamamelis, al fine di rinfrescare e lenire eventuali arrossamenti della cute in cui è stato passato il cannello.

Ringraziando il mio collega che me li ha presentati quando mi ero presa un brutto colpo di freddo, ed avendone riscontrato un effettivo giovamento, dedico a lui questo articolo.

Laura Ciofini
Autore

Operatorice Olistico a Mediazione Corporea e Benessere Oistico, specializzata in Aromaterapia e Cristalloterapia. Ho anche altri 2 diplomi, uno di Massaggio Sportivo e l’altro in Operatore di Tecniche di Counseling.