Come riconoscere gli oli essenziali puri di qualità

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Oli essenziali puri al 100%. Come riconoscerli?

Gli oli essenziali sono sostanze vegetali molto importanti per la salute ed il benessere psico-fisico della persona. Sono molto utilizzati in estetica ed hanno acquisito di fatto un ruolo cardine per gli operatori del benessere poiché posseggono virtù terapeutiche immense. Le loro proprietà li rendono utili per l’intervento tempestivo su disturbi e patologie e per la prevenzione di inestetismi. Sono infatti validi per il ripristino dell’omeostasi (equilibrio) e per assicurare in breve tempo serenità e salute.

Sono molto efficaci in caso di infezioni virali e batteriche, allergie, pruriti, pelle secca, acne, rughe, ansia, stress, affaticamento, problemi digestivi, mialgie, sciatalgie, dolori articolari, eritemi, eczemi, affezioni della pelle, afte, dermatiti da contatto, psoriasi, pefs, stasi veno-linfatiche, febbre, cefalea, torcicollo, dolori reumatici, infiammazioni delle vie respiratorie, urinarie e bronchiali, affezioni del tratto digerente, uro genitale, in caso di emorroidi, candida, micosi della pelle e delle unghie,ecc.

L’olio essenziale puro è un estratto vegetale non diluito con solventi chimici. Molto spesso in commercio si trovano sostanze di dubbia derivazione e qualità, spesso diluite con altri oli o addirittura falsificati in laboratorio a prezzi chiaramente più bassi e meno dispendiosi. Poiché prodotti di questo tipo risultano molto dannosi per l’organismo e senza alcuna proprietà curativa è bene verificarne l’autenticità prima dell’acquisto. Per essere sicuri basta attenersi a dei semplici criteri. Prima cosa la boccetta deve essere di colore scuro e in etichetta devono essere riportate le seguenti informazioni.

I 10 fattori indispensabili per riconoscere un olio essenziale di qualità:

  1. Deve essere riportato l’organo produttore.
  2. Devono comparire sia il nome in italiano che il nome botanico corrispondente scritto in latino (esempio olio essenziale Tea tree oil, nome botanico Malaleuca Alternifolia). Da cui il simbolo HEBBD con una goccia come simbolo (sta ad indicare olio essenziale botanicamente e biochimicamente definito).
  3. Devono essere indicate le parti della pianta utilizzate. Esempio sommità fiorite, gemme, foglie, ecc.
  4. Deve essere indicata la tecnica di estrazione impiegata.
  5. Sulla scatola e/o sulla boccetta deve essere riportata la dicitura “olio essenziale puro”. “Fragranza”, “essenza”, “estratto”, ecc. sono nomi che corrispondono a profumazioni per ambiente e non si riferiscono ad oli essenziali.
  6. Sulla scatola e sulla boccetta deve essere riportata la provenienza (il paese di origine in cui è stata coltivata la pianta).
  7. Deve essere indicato il lotto (indicato con un numero).
  8. La data di scadenza con il simbolo PAO:
  9. Inoltre deve essere riportata la dicitura “per uso professionale esterno” o “per uso alimentare o interno”.

  10. Sono da preferire gli oli essenziali certificati bio o che riportino il marchio ICEA (Istituto Certificazione Etica e Ambientale). Questi i simboli riscontrabili:

Alcuni oli riportano inoltre il chemiotipo: maggioranza molecole biochimiche presenti che ne determinano gli effetti.

Testare la purezza di un olio è inoltre possibile versandone una goccia su un fazzoletto di carta. L’olio essenziale puro evapora dopo poco non lasciando traccia.

 

 

photo credit: Habib store 6 via photopin (license)
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