Olio essenziale di pepe nero ricerca dimostra proprietà

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L’efficacia di un nuovo mix di oli essenziali, tra cui l’olio essenziale di pepe nero, su pefs (la cosiddetta cellulite) e adiposità localizzata. Uno studio scientifico italiano lo attesta

Il Pepe nero, nome botanico Piper nigrum, è un’antichissima pianta appartenente alla famiglia delle Piperaceae, originaria dell’India sudoccidentale ma che di fatto è coltivata in tutti i paesi tropicali.

Dai frutti essiccati si ricava la spezia molto conosciuta ed utilizzata in cucina nelle tre varianti: pepe verde, pepe bianco e nero. Le tre colorazioni si ottengono dal differente periodo di maturazione del frutto (il pepe verde dai frutti immaturi freschi; il pepe bianco da frutti maturi sbucciati; mentre il pepe nero dai frutti immaturi essiccati).

L’olio essenziale di Pepe nero viene ricavato invece dalla distillazione delle bacche ed è utile per molteplici disturbi: aiuta la digestione, è carminativo, allevia dolori muscolari, svolge un’attività antimicrobica e non in ultimo stimola la circolazione ed elimina le tossine.

La storia del pepe nero

La pianta del Pepe nero fin dall’antichità è stata considerata un elemento ambito per le sue virtù culinarie e per le sue proprietà terapeutiche. Veniva infatti utilizzata come condimento e come rimedio curativo contro i disturbi dovuti al raffreddore, quali tosse e difficoltà respiratorie, o anche per lenire dolori muscolari dovuti ad affaticamento.

Equiparabile al denaro la pianta del pepe, venne di fatto utilizzata come equivalente della moneta nel baratt. Si racconta che Cristoforo Colombo fosse alla ricerca di spezie, tra cui il pepe nero, nel suo viaggio verso le Indie.

Oggi sappiamo di più sulle sue proprietà e benefici grazie alle ricerche condotte in laboratorio da un gruppo di studio tutto italiano, che ha unito l’efficacia dell’olio Essenziale di Pepe nero ad altre sostanze attive, tra cui l’olio essenziale di Dragoncello (Artemisia dracunculus L.), quello di Limone (Citrus Limon) e quello di Finocchio (Foeniculum vulgare Mill.) unitamente a Olio secco di Melilotus officinalis L. Pallas, Olio di Borragine (Borago officinalis L.), Olio di Enotera (Oenothera biennis N.) e di Vinaccioli (Vitis vinifera L.).

Studio scientifico

Lo studio scientifico arriva dal Dipartimento di Biologia Vegetale e Biotecnologie Agroambientali e Zootecniche dell’Università degli Studi di Perugia in collaborazione con l’Ambulatorio di Medicina Estetica dell’Ospedale Israelitico di Roma. L’esperimento è stato condotto da Marzo a Maggio 2006, ed è stato svolto dal gruppo di lavoro guidato dal prof. G. Bertuzzi, coordinatore del Master di Medicina Estetica dell’Università di Tor Vergata. La ricerca svolta ha preso in esame due gruppi, il primo dei quali, composto da 50 pazienti, è stato sottoposto per 60 giorni ad applicazione topica del preparato fitoterapico; mentre il secondo, composto da 26 pazienti, è stato sottoposto a trattamento placebo. Tra i criteri di inclusione: nessuna paziente doveva essere affetta da patologie venose e patologie importanti, presenza di PEFS e adiposità localizzata da almeno due anni, età tra i 18 e i 50 anni, BMI inferiore a 30, assenza di trattamenti per il miglioramento degli inestetismi da almeno 30 giorni e non essere state sottoposte a liposuzione.

Il 92% dei casi sottoposti a trattamento (46 pazienti su 50) ha presentato una diminuzione importante del peso, dell’indice di massa grassa e della circonferenza dei fianchi. Importanti modificazioni non sono stati osservati nel gruppo sottoposto a placebo; solo 4 persone su 26 hanno presentato di fatto lievi miglioramenti. La valutazione è stata eseguita mediante osservazione e analisi strumentale con videocapillaroscopia, ecografia, eco-doppler e analisi del sangue eseguite prima e dopo il trattamento.

Le analisi condotte hanno dimostrato un miglioramento effettivo dell’edema, della ritenzione idrica, dell’adiposità localizzata e della PEFS (cosiddetta cellulite).

photo credit: Peppercorns via photopin (license)
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