Pianta del riso: origini e caratteristiche

Pianta del riso origini e caratteristiche

La pianta del riso è da paesi aridi, il riso si è progressivamente adattato a coltivazioni semiacquatiche, ma è ancora oggi coltivato a secco, cioè senza allagamento dei campi. È conosciuto da millenni, soprattutto in Oriente, dov’è così diffuso da poter essere definito pianta dominante.

Se tra i vegetali gli Orientali hanno preferito il riso, pur conoscendo anche la coltivazione del miglio, del frumento e dell’orzo, è in primo luogo per la rapidità di crescita della pianta, che consente più raccolti nel corso dell’anno. Inoltre, le risaie occupano spazi piuttosto limitati e l’elevata produttività consente di soddisfare il fabbisogno di popolazioni numerose; il riso rende per ettaro assai più che il frumento.

Nella cucina macrobiotica d’ispirazione orientale, il riso consumato nella sua forma integrale è considerato l’alimento più ricco di equilibrio. Ha un posto di primo piano anche nell’alimentazione naturista e vegetariana e, nella cucina tradizionale italiana, i risotti sono proposti nelle forme e nelle salse più varie. In questi casi, viene di solito impiegato un riso raffinato, brillato, che ha caratteristiche nutrizionali assai diverse da quelle del riso integrale, usato nella cucina naturista.

Riso integrale e raffinato

Il Riso integrale – o sbramato di risone o riso bruno – si presenta con una caratteristica colorazione scura che lo differenzia dal candore tipico del riso brillato. Esso è il prodotto della sbramatura o sgusciatura del chicco, che viene privato delle bucce più esterne (glume e glumelle) indigeribili dall’uomo, che ricoprono il riso greggio, detto anche riso vestito.

Il #RisoRaffinato si ottiene attraverso una serie di operazioni di sbiancatura, che in fasi successive danno vari tipi di riso. Con una prima sbiancatura si eliminano le parti più esterne del chicco di riso semigreggio, oltre ad una parte del germe, ottenendo in tal modo un riso semiraffinato chiamato sbramato speciale.

Con una seconda sbiancatura si provvede poi ad eliminare la pellicola chiamata endocarpo, ottenendo il cosiddetto riso mercantile o raffinato di terzo grado.

Un’ulteriore sbiancatura provvede quindi a eliminare un altro strato, più interno (spermoderma), in modo da ottenere il riso raffinato di seconda qualità.

Con una quarta sbiancatura, infine, si può procedere all’eliminazione anche di aleurone e germe, o meglio di quella parte di esso non ancora del tutto eliminata. Si avrà in tal modo il riso raffinato di primo grado, costituito per la quasi totalità da amido.

Dopo la quarta sbiancatura il riso raffinato, per esigenze di mercato viene sottoposto ad altri trattamenti.

Innanzitutto si provvede alla spazzolatura, con la quale si rendono ben levigati i chicchi e si eliminano del tutto i residui della precedente lavorazione.

Si passa poi alla lucidatura o camolinatura, per ottenere il cosiddetto riso camolino: il cereale è spruzzato con olio di semi o di vaselina per impedire lo sfarinamento dei chicchi ormai devitalizzati e in tal modo farli durare di più.

Il trattamento si conclude infine con un’operazione di cosmesi detta brillatura: il riso viene trattato con un sottile strato di glucosio e talco che lo rende brillante. Si ha così, per l’appunto, il riso brillato, quello più diffuso sulle nostre tavole.

Le parti eliminate nel corso dei processi di raffinazione sono destinate all’alimentazione del bestiame e all’industria chimica, che se ne serve per la preparazione di cosmetici e medicinali. Strane abitudini, quelle dell’industria alimentare , che da un lato impoverisce i cibi e dall’altro ricicla gli scarti ( che evidentemente non sarebbero propriamente da considerare tali, visto che finiscono nell’industria farmaceutica e cosmetica).

Con la raffinazione si perde una parte delle proteine e viene compromessa la composizione degli amminoacidi e delle proteine restanti.

Virtù e proprietà

Il consumo di riso integrale apporta all’organismo carboidrati, proteine (seppur in maniera minore rispetto al frumento ), vitamine (in particolare gruppo B), elementi minerali ( calcio, ferro, fosforo, ma poco sodio), oligoelementi, enzimi.

Questo cereale ha proprietà

  • Antiallergica
  • Astringente
  • Emolliente
  • Energetica
  • Nutritiva
  • Rilassante
  • Rinfrescante
  • Stomachica

Facilmente digeribile è privo di glutine e i suoi enzimi attivano la digestione, è consigliabile inserirlo nella dieta ogni qualvolta si ha la necessità di alleggerire l’attività di stomaco e fegato.

Utile in caso di ipertensione, insufficienza renale e cardiaca, saltuari problemi intestinali (colite, diarrea, fermentazioni) e gastroenterite, eccessiva presenza di urea nel sangue, nervosismo.

È indicato anche in caso di stitichezza, poiché una parte dell’amido in esso contenuto è per il nostro organismo indigeribile ed esplica nell’intestino la stessa funzione delle fibre presenti nella crusca di frumento.

Non esistono controindicazioni al suo consumo (tanto è vero che si utilizza per lo svezzamento ) , nemmeno per i diabetici poiché gli amidi del riso con la digestione si trasformano in destrosio e non in glucosio.

IL DECOTTO DEI CHICCHI o acqua di riso è un rimedio tradizionale in caso di diarrea ed enteriti. Si prepara versando 40 grammi di riso per ogni litro di acqua e facendo poi sobbollire il tutto a recipiente coperto per 30 minuti. Al termine filtrare e bere il liquido.

Per uso esterno e cosmetico si usano la #farina e #amido di riso (in cataplasmi o per aspersioni) che hanno proprietà assorbenti, detergenti, disinfiammanti, emollienti e lenitive.
La polvere di riso ricavata dalla macinazione finissima dei chicchi, è utilizzata per il trucco del viso.

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