Ippocastano: 9 proprietà terapeutiche, usi e benefici

Ippocastano

L’ippocastano, il cui nome botanico è Aesculus hippocastanum, è un albero proveniente dall’Asia e dall’Europa sud orientale, ma viene ormai coltivato in tutto il mondo dove vive bene in zone temperate fino ai 900 mt. di altezza; attualmente è presente in misura abbondante in Europa occidentale. Dai suoi semi, le castagne, si ricava un potente rimedio per i disturbi vascolari, molto utilizzato in estetica nei trattamenti per il viso e per il corpo: l’escina, una mistura di saponine,  ovvero sostanze dalla spiccata attività antinfiammatoria, vaso-protettrice e vaso-costrittrice.

Parti utilizzate dell’Ippocastano

Le parti utilizzate sono la corteccia e i semi, ovvero le castagne, che vengono raccolte nel mese di ottobre e poi essiccate al sole.  Le loro potenti proprietà benefiche ne fanno un valido rimedio sia in fitoterapia che in medicina sui problemi che riguardano in particolar modo il microcircolo venoso. L’ippocastano è uno dei rimedi più utilizzati in estetica, erboristeria e medicina perché è in grado di ridurre i gonfiori, stimolare il riassorbimento di tessuti congestionati. Esso infatti agisce smaltendo scorie e tossine e quindi drenando le infiammazioni tessutali e venose; è infatti il rimedio più utilizzato dagli angiologi per intervenire su insufficienza venosa e vene varicose.

I 9 benefici dell’Ippocastano

ippocastano fruttiLe proprietà dell’ippocastano sono innumerevoli: antiemorragico, antinfiammatorio, astringente, vaso-costrittore, tonico venoso, lenitivo, vaso-protettore, flebotonico, drenante.

  1. Migliora la circolazione venosa di piedi e gambe. Il mancato drenaggio dei liquidi in eccesso è spesso dovuto ad un malassorbimento da parte del sistema veno-linfatico dei liquidi interstiziali. Sono molte le donne, ma anche gli uomini, che soffrono di questo disturbo accusando dolore, gonfiore, crampi e pesantezza agli arti. Le eccellenti proprietà dell’ippocastano agiscono sulle cause che determinano ritenzione idrica ed edema: potente drenante, l’ippocastano, riduce i gonfiori e la congestione dei vasi, stimolando il riassorbimento dei liquidi interstiziali stagnanti nei tessuti, non efficacemente drenati verso le vie di scarico, attraverso il miglioramento della circolazione sanguigna. Conseguentemente si avrà anche un miglioramento di molti inestetismi del corpo e del viso legati ad una cattiva circolazione. Le sue proprietà facilitano di fatto l’eliminazione dei liquidi in eccesso che sono alla base di molteplici inestetismi quali pefs (cellulite), stasi veno-linfatiche, pelle a “buccia d’arancia”, teleangectasie (capillari), pelle sensibile, microcircolo rallentato, gonfiore, pesantezza, dolenzia e formicolio degli arti inferiori con effetto drenante/decongestionante sui tessuti.
  2. Azione rinforzante su capillari e vene. Gli effetti benefici dell’ippocastano si evidenziano con quella che viene definita azione flebo-tonica, ovvero processo che tonifica, donando robustezza e turgore, alle tuniche interne dei capillari e delle vene, soprattutto di quelle danneggiate che danno dolore, esplicando al contempo un’azione preventiva sul microcircolo sano.
  3. Azione vaso-protettrice: è un ottimo vasoprotettore grazie ai flavonoidi
  4. Effetto antinfiammatorio. Drenando i liquidi in eccesso che stanziano tra cellula e cellula, danneggiando ed infiammando cellule e tessuti, poiché carichi di tossine, l’ippocastano svolge un’azione antinfiammatoria e di svelenimento ripulendo i tessuti interstiziali dalle scorie in eccesso.
  5. Attività antinfiammatoria su emorroidi. L’escina, estratta dall’ippocastano, per le sue prerogative antinfiammatorie è in grado di svolgere un’azione vaso-protettiva, lenitiva e decongestionante su problemi legati alla varici anali. Pomate topiche e creme indicate per via rettale sono utilizzate nel trattamento della malattia emorroidale.
  6. Azione preventiva per il rischio di peggioramento dei disturbi vascolari. Chi mostra problemi legati al microcircolo è bene che svolga un’azione preventiva e conservativa della propria situazione estetica e di salute.
  7. Si consiglia infatti l’assunzione di preparati fitoterapici ad azione vaso-protettrice e flebo-tonica per uso orale, in modo continuativo e/o ciclico a seconda della situazione.
  8. E’ bene ricorrere a metodiche di contenzione elastica, come le calze elastiche contenitive ad azione graduale (ne esistono in vendita anche a gambaletto e colorate), per ridurre al minimo il rischio che capillari evidenti, teleangectasie, micro-emorragie e micro-aneurismi riguardanti gli arti, che possano evolvere, se non corretti, in forme più gravi come trombosi e vene varicose.
  9. Si consigliano inoltre di effettuare delle sedute di Linfodrenaggio manuale agli arti inferiori per facilitare il defluire dei liquidi stagnanti.

 

Le proprietà dell’escina nel dettaglio

L’escina, o meglio ancora la ?-escina, costituisce il potente rimedio curativo naturale che viene estratto dall’ippocastano. Una volta ricavata dalla pianta, questa potente molecola, viene purificata e lavorata per essere introdotta in preparati adatti alla somministrazione topica e sistemica, per intervenire in tutti i casi di fragilità capillare, ecchimosi, ematomi, petecchie, angiomi, specie del viso e degli arti, .

Formulazioni e modalità di utilizzo

Le parti della pianta dell’ippocastano possono essere sfruttate per i loro benefici sotto forma di decotti, infusi, bagno, impacchi, tinture, estratti, soluzioni per bendaggi, fialoidi, soluzioni drenanti da bere, capsule e pasticche, pomate, lozioni, unguenti, creme in gel (da applicare direttamente sulle gambe e da non usare in caso di ulcere o irritazioni della cute).

Esistono anche soluzioni endovenose di esclusiva prerogativa medica.

Flebo-tonici e vaso-protettori per bocca un valido aiuto per chi soffre di insufficienza venosa e vene varicose

In vendita si possono trovare numerosi preparati fitoterapici ad azione flebo-tonica e vaso-protettiva che come già detto svolgono, ovvero un’azione protettiva e drenante della circolazione. Per i prodotti fitoterapici si raccomanda l’utilizzo prolungato per alcuni mesi, altrimenti si rischia di alterarne l’efficacia. L’assunzione ciclica e continua è presupposto indispensabile al fine dell’ottenimento del risultato. Esistono in circolazione diverse tipologie di fitoterapici sotto forma di capsule, compresse o liquidi drenanti:

  • l’escina si trova spesso in associazione ai frutti rossi e al Pungitopo (Ruscus aculeatus) per un’azione protettiva, lenitiva e antinfiammatoria;
  • oppure in soluzioni drenanti accompagnata a centella asiaticapilosella e betulla.
  • Per avere un effetto più forte esistono prepararti farmaceutici a base di vaso-protettori e flebotonici naturali, unitamente a molecole di sintesi farmacologia, da assumere solo dietro prescrizione medica, e assunti sotto stretto controllo medico. Questo tipo di cura viene prescritta in genere per trattare problemi legati a trombosi venosa profonda, congelamento, ulcere nelle gambe, elefantiasi.

Sicurezza e ricerca scientifica. Numerosi studi ne hanno attestano la validità

alberoL’utilizzo di preparati a base di ippocastano è passato al vaglio di numerosi studi scientifici che ne  hanno riconosciuto la validità. Nel 1996 uno studio effettuato a Londra ha dimostrato l’efficacia di questa molecola su problemi legati al microcircolo e soprattutto in caso di vene varicose.

Controindicazioni e avvertenze particolari

Studi sperimentali hanno messo in evidenza che l’escina non determina effetti gravi a carico della  della mucosa gastrica, tuttavia le capsule possono dare irritazione; si consiglia l’utilizzo associato a gastro-protettori in chi soffre di gastrite e di rivolgersi al medico curante per la scelta di una formulazione che non sia irritante a livello intestinale.

Non è stato evidenziato accumulo tossico della sostanza  in seguito a somministrazione.

Il composto inoltre è stato dichiarato privo di effetti teratogeni o embriotossici. Per la somministrazione in gravidanza e sui bambini si consiglia di rivolgersi al medico.

Curiosità

Probabilmente la pianta deve il suo nome, che origina dalla radice greca hyppos-cavallo, probabilmente per il grande utilizzo che si fece dell’ippocastano nella cura dei cavalli, in particolar modo veniva utilizzato un tempo per intervenire sui problemi del torace; infatti i turchi solevano definire gli alberi dell’ippocastano come i “castagni dei cavalli” proprio per la pratica utilizzata a quei tempi.

Nell’antichità si utilizzava anche per lenire i disagi causati dai geloni. I geloni consistono in un disturbo vascolare che interessa il microcircolo delle mani e dei piedi; essi si presentano sotto forma di affezione urente, con gonfiore e rossore in particolar modo delle estremità delle dita. Per lenire i dolori ed il rossore causati dai geloni un tempo si era soliti affidarsi ad un rimedio casalingo a base di castagne utilizzato ancora oggi. La ricetta: dopo aver messo a bollire in acqua bollente una manciata di castagne, spellare e triturare le castagne lessate con l’ausilio di una forchetta; con la poltiglia ricavata effettuare un impacco da porre sulle zone interessate, e poi fasciare il tutto con una garza. Il composto, che deve essere lasciato in posa per alcune ore, dona sollievo immediato già dalla prima applicazione.

photo credit: Gonmi Castaños de Indias via photopin (license)
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