Melatonina: la nostra salute dipende anche da lei

La melatonina è un ormone che viene abitualmente prodotto dal nostro corpo, grazie ad una ghiandola cerebrale. Essa è fondamentale per la nostra sopravvivenza, in quanto

La ghiandola epifisi produce melatonina

Nel nostro cervello è presente una ghiandola denominata Pineale o Epifisi, la quale, grazie all’associazione di luce e buio, è in grado di produrre la Melatonina, un ormone che interviene per riequilibrare alcune funzioni del nostro organismo.
Attraverso i nostri occhi, noi assorbiamo l’impulso luminoso e, grazie al nervo ottico, passiamo la luce all’ipotalamo, poi al midollo spinale e infine all’epifisi.
Ciò significa che la luce del Sole, quale elemento naturale, l’unico che il nostro corpo riconosca, si trasforma in impulso chimico arrivando, così, all’epifisi, la quale comincia a produrre Melatonina che invia come “messaggio chimico” nel sangue, quindi in tutto il corpo.
Quando l’occhio è sottoposto all’irraggiamento di onde luminose, queste segnalano all’epifisi di ridurre la produzione di melatonina.
L’epifisi è sensibile alla luce ma anche ai campi magnetici e ai suoni. E’ bene quindi non utilizzare troppo i cellulari ma è bene dormire al buio e in totale silenzio.

L’epifisi è il nostro orologio biologico

L’epifisi interviene come orientamento spazio-temporale: è il nostro calendario, la nostra bussola e il nostro “orologio biologico”. Essa, infatti, segue l’alternarsi del giorno e della notte, o meglio della luce e del buio. Quindi, ogniqualvolta noi ci svegliamo durante la notte e accendiamo la luce per un certo periodo, l’epifisi aggiunge un giorno alla nostra vita e se ciò diventa abitudine di ogni notte, in poco tempo, noi ci troveremo invecchiati di qualche anno rispetto ai nostri coetanei.

Se soffriamo di insonnia, quindi, è bene stare a letto al buio a pensare, piuttosto che a leggere o a guardare la tv.
Come già detto, l’epifisi è sensibile alla luce che arriva anche dal settimo chakra, non solo dal nervo ottico. Quindi chi ha l’abitudine di dormire con lucine accese, radiosveglia, lucine varie o la luce dell’abasciur, modifica negativamente l’attività della ghiandola.

Melatonina: il più importante ormone epifisario

Anche altre ghiandole producono questo ormone, come l’ipofisi, la tiroide, le gonadi, i surreni e anche la mucosa gastrointestinale (grazie all’assunzione di zinco, dai cibi ingeriti. Lo zinco potenzia il sistema immunitario) ma in maniera secondaria.
Questo ormone viene prodotto, in generale, durante la notte, con un picco massimo tra mezzanotte e le cinque del mattino, grazie alla luce che assorbe di giorno e al buio di notte.

La melatonina interviene come:

  • immunostimolante
  • antitumorale
  • antiossidante
  • antinvecchiamento
  • azione ipnotica
  • azione antigonadica

Essa interviene anche con azioni secondarie:

Controlla il metabolismo, governa la psiche, le emozioni, lo stress e risponde agli attacchi esterni portati dai virus. Essa svolge anche un ruolo fondamentale nei meccanismi di rigenerazione cellulare, grazie all’azione antiossidante. E’ chiamata in causa anche nell’ipertensione e nell’epilessia.

La melatonina è in grado di inibire le metastasi di alcuni tumori e gioca un ruolo fondamentale nell’ inibizione del cancro.
Durante il sonno, la melatonina ripara gli errori del DNA.

Attraverso questo importante ormone, l’epifisi comunica con l’ipofisi, altra indispensabile ghiandola del cervello, considerata “la ghiandola direttrice” per la produzione di ormoni in tutto il corpo. La comunicazione arriva anche al timo (ghiandola endocrina) e, relazionando con i neurormoni, avviene la comunicazione dell’individuo con l’ambiente.

E’ stato riscontrato che, con l’avanzare dell’età, la melatonina è ridotta a dosi bassissime.

Lo stress agisce negativamente sulla ghiandola pineale, pertanto tranquillità, benessere psicofisico e vita regolata, soprattutto nel ciclo circadiano, consentono una produzione ottimale di melatonina, nostro protettore in molte funzioni, garantendo, così, uno stato di equilibrio di salute.

Antonella Pibiri articolo tratto da “chakras e ghiandole endocrine”, V. sanfo, 2005

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