Un rimedio naturale contro anemia e stipsi: l’amaranto

Grazie al suo contenuto di ferro, l’amaranto cura e previene l’anemia ed essendo privo di glutine è molto digeribile e non irrita l’intestino.

L’amaranto aiuta a combattere l’anemia, la stipsi ed è anche digeribile.

L’amaranto è una pianta erbacea che appartiene alla famiglia delle amarantacee, ma viene considerato a tutti gli effetti un cereale .E’ originario del centroamerica ed è composto da chicchi molto piccoli con un sapore dolce e gradevole.

Scopriamo le sue virtù

E’ ricco di proteine ed è un valido sostituto della carne, senza riempire l’organismo di scorie, i suoi minerali sono Magnesio, Ferro, Fosforo e Calcio, ne contiene una percentuale molto superiore a quella presente nel latte vaccino. Anche la quantità di Ferro è superiore a quella contenuta per esempio negli spinaci, è presente soprattutto nelle foglie, quindi lessandole si possono gustare come contorno. I cereali in genere sono carenti di Lisina che è un aminoacido essenziale per il nostro organismo, mentre lo troviamo in elevate quantità nei chicchi di Amaranto.

Ideale per celiaci e bambini.

E’ un alimento facilmente digeribile adatto a tutti in modo particolare alle persone celiache, visto che è privo di glutine, può far parte della dieta anche di persone con problemi intestinali, o per chi soffre di stipsi, con la cottura questo cereale rilascia una sostanza ricca di mucillagini, utilissime per favorire in transito intestinale. Svolge una buona funzione anche per chi soffre di anemia  essendo ricco di ferro. Dopo una malattia, in fase di convalescenza, è un alimento super ricostituente, ai bimbi lo si può dare a colazione col latte in forma di fiocchi oppure a merenda facendo saltare i chicchi in padella, simili ai pop-corn, in commercio si trovano anche le farine per preparare le pappe dei più piccini. Per aumentare la biodisponibilità delle sue proteine è preferibile consumarlo abbinato alle verdure e ai cereali, evitando combinazioni con proteine di origine animale, che potrebbero appesantirne la digestione.

Ilenia Frittoli

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