Sebbene l’opinione della comunità scientifica sia ancora divisa e in parte contraria a confermare i danni causati dall’uso prolungato dei cellulari sul corpo umano, un numero sempre crescente di studi sta indicando esattamente l’opposto evidenziato una connessione tra le radiazioni dei cellulari con l’infertilità maschile, cancro al seno e altre malattie.

Associazioni mondiali per la salute, come la WHO (World Health Organization) insistono che le frequenze causate dagli apparecchi come smart phones e cellulari non causano danni in quanto le dosi “sono così minime” che non possono essere dannose, ma gli studi dicono il contrario.

Infertilità maschile: colpa dei telefonini?

Una ricerca condotta da esperti nel campo tra cui Professor Martha Dirnfeld, nella Technion University in Haifa (Israele) sostengono che anche solo stare al cellulare un’ora al giorno è sufficiente per diminuire il numero di spermatozoi in maniera considerevole (1).

Questi dati sono stati pubblicati nel journal Reproductive Biomedicine Online, e includono che appoggiare un cellulare in prossimità dei testicoli, ad esempio in tasca o parlare al telefono mentre attaccato al carica batterie possono causare problemi.

Risultati simili vennero ottenuti da un’altra ricerca completamente indipendente dalla prima, riportata dal Center for Reproductive Medicine at the Cleveland Clinic alcuni anni prima. Questi studi dimostrarono esattamente lo stesso.

I ricercatori testarono i campioni di sperma da 32 soggetti dopo emissioni da telefoni cellulari, vennero divisi in due gruppi, un gruppo di controllo e uno di test, quest’ultimo venne posto in massima prossimità a un cellulare per circa un’ora. Lo sperma di questo gruppo venne esposto a emissioni pari a 850MHz, ritenuto dagli esperti la frequenza più comune.

In questo gruppo vennero riscontrati un aumento di stress ossidante, con maggiori livelli di radicali liberi e un decremento di antiossidanti. Lo Stress ossidativo equivale a un danno per lo sperma e alla sua qualità, tra cui mobilità e viabilità, il tutto secondo il coordinatore del Center for Reproductive Medicine, Ashok Agarwal.

Questo studio sebbene con un minore numero di campioni, dimostrò un’altra ricerca sempre condotta da Agarwal su 361 soggetti, che dimostrò che chi usa il telefono per più di quattro ore al giorno possiede una conta nettamente minore di chi usa ad esempio un telefono fisso.

Senza includere, che una delle principali aggravanti sull’argomento è la relazione tra le radiazioni e il cancro. Alcuni esperti citano montagne di prove a supporto di questa teoria, insistendo che guarda caso dopo alti periodi di esposizioni a telefoni cellulari forme di cancro venivano sempre ritrovate in quelle aree.

Ad esempio per quanto riguarda il tumore al seno, è stato contratto da donne che tenevano il cellulare nel reggiseno mentre il tumore ad i testicoli da uomini che lo tenevano in tasca (2).

Come proteggersi dall’elettrosmog

Sebbene questo tipo di ricerche siano sempre state duramente attaccate dall’industria, il numero di studi a sostegno della tesi si sta letteralmente moltiplicando negli ultimi anni. Nel frattempo gli esperti consigliano di tenere il telefono il più possibile lontano dal corpo ad esempio quando si dorme, perché il periodo di maggiore esposizione.

  • Evitate di palare utilizzando direttamente il telefono preferendo, cuffie e auricolari
  • Anche quando utilizzate gli auricolari, non tenete il cellulare attaccato al vostro corpo
  • Favorite email e messaggi al posto di parlare direttamente, per limitare l’esposizione.
  • Evitate di tenere il cellulare sul comodino vicino la notte, ma a debita distanza oppure spegnetelo
  • Utilizzare dispositivi ideati per ridurre l’impatto dell’elettrosmog

Sul mercato esistono molte soluzioni ideate per attenuare l’impatto dell’elettrosmog, causato in parte dai telefoni cellulari. Naturalmente è indispensabile  non ’isolare completamente il cellulare o lo smartphone, ma attenuare significatamente le radiazioni emesse senza impedirne il funzionamento.

CaptaMed, è un dispositivo a base Life Rocks, è stato sviluppato con questa esigenza come priorità, e nella sua composizione non include una semplice rete schermante, ma una matrice complessa che comprende fossili, metalli e composti inorganici studiati per minimizzare l’impatto energetico del dispositivo senza comprometterne la funzione.

Captamed fa parte di una campagna di sensibilizzazione sull’elettrosmog, promulgata da Named, e con l’acquisto di una confezione di Immun’Age, avrete in regalo questo dispositivo.

Per ulteriori informazioni visitate questo indirizzo.

Redazione
Autore