Come superare l’ansia e vincere lo stress

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Come superare l’ansia, parte quinta: Cedevolezza, osservazione, consapevolezza, tre suggerimenti pratici da adottare al presentarsi di un evento ansiogeno )

Per un necessario collegamento con quanto scritto nei capitoli precedenti e facilitare, nel contempo, la ricerca delle mie considerazioni in argomento ( pubblicate sul sito di “naturopataonline” ) vorrei ricordare che, nelle prime quattro parti del mio studio, ho innanzitutto evidenziato (post del 3 ottobre 2015) l’importanza dell’equilibrio energetico psicofisico, mentre nel successivo post (del 2 novembre 2015) mi sono soffermato sul concetto e la fenomenologia dell’ ansia e dello stress. Nel terzo capitolo del mio studio (post del 28 dicembre 2015) ho invece esaminato il problema delluso ed abuso degli ansiolitici nei disturbi d’ansia ricordando, nel contempo, l’importanza dei messaggi provenienti dalle malattie psicosomatiche. Nel capitolo quarto (post dell’ 11 gennaio 2016 ) ho cercato, infine, di focalizzare il mio discorso sull’opportunità di un approccio “naturopatico” ai fenomeni ansiosi.

Come superare l’ansia e vincere lo stress

Con l’articolo odierno, riguardante sul come superare l’ansia mi occuperò allora proprio di questo aspetto, indicando un particolare metodo comportamentale, suggeritoci dall’esperienza e dal pensiero naturopatico, per affrontare, nel modo migliore, l’arrivo di un evento ansiogeno: il consiglio che ci viene dato è quello di provare a comportarci in termini diametralmente “opposti” rispetto a come abbiamo sempre fatto finora: in buona sostanza, invece di combattere l’agitazione che si sta impossessando di noi, dovremo provare ad accoglierla con serenità ed anziché contrastarla, cercare di invitarla, per così dire, addirittura a…entrare dentro di noi.

In altre parole dovremmo essere capaci di cedere psicologicamente e completamente al fenomeno ansiogeno sforzandoci , per quanto possibile, di rilassarci nel corpo e nel pensiero.

Per ottenere questo, cercheremo allora di fare tesoro di quello che abbiamo detto nei capitoli precedenti di questo studio circa l’importanza del vivere intensamente ogni attimo del nostro presente: ricordando che stare nel presente significa anche sapersi porre in una istintiva e naturale posizione di accoglimento e cedevolezza rispetto a qualcosa che, anche se negativo ed inspiegabile, se è accaduto, vuol dire che esso, fatalmente, era parte integrante delle cose naturali della vita che dovevano necessariamente accadere in quel preciso momento.

Non voglio banalizzare questo principio ma vale, in questo caso, la famosa frase di Eduardo: “Addà passà a’ nuttata!!!” e, quindi, in altre parole, come diceva Eraclito, “tutto passa”… prima o poi!

Ma la sola fase della cedevolezza di fronte all’evento ansiogeno probabilmente non sarà, da sola, sufficiente a superare il momento negativo che si è impossessato di noi.

Dobbiamo azionare infatti una seconda fase che, dopo aver accolto con cedevolezza l’ingresso della , chiamiamola per un momento “ amica ansia” dentro di noi, consisterà nell’osservare, senza parzialità di giudizio, quello che sta succedendo al nostro interno.

Osservare significa non farci coinvolgere emotivamente dall’evento e, soprattutto, non giudicare ( forse sarebbe meglio dire “senza giudicarci”). Dobbiamo cioè imparare ad osservare quello che facciamo senza condannarci o valutarci in continuazione per quello che siamo e per come dovremmo invece essere, per gli errori che abbiamo commesso, per le paure di non farcela nel raggiungere obiettivi sempre più ambiziosi, nel voler essere non come siamo ma come… gli altri vorrebbero che fossimo.

Solo in questo modo saremo in grado di accorgerci, con grande naturalezza che, anche se il fenomeno dell’ansia può presentarsi come un fiume in piena che rischia di travolgerci, se noi ci facciamo trasportare dalla corrente – con il necessario distacco dal coinvolgimento emotivo del momento, in sostanza come se assistessimo, senza dare giudizi di sorta, ad un film di cui siamo protagonisti- saremo in grado di osservare, con una forma di serenità oggettiva e senza paura, quello che sta accadendo.

Giunti a questo punto saremo allora pronti per passare alla terza ed ultima fase: quella di gestire l’evento ansioso con la dovuta consapevolezza interiore che, in altre parole, non è altro che prendere coscienza dell’evento stesso con un procedimento intellettivo regolato dalla maturità di pensiero di cui ognuno di noi è munito.   E sarà proprio questa maturità di pensiero ( che altro non è che il bagaglio di cultura e di esperienza acquisita da ciascuno di noi nel tempo) che attiverà il comportamento naturalmente più giusto per gestire il “significato intrinseco” dell’evento ansioso.

Essere consapevoli dei messaggi e del significato intrinseco del fenomeno ansioso diventerà, a questo punto, essenziale per comprendere tutto quello che ci siamo detti finora: realizzeremo, innanzitutto, che i fenomeni ansiosi, come tutte le cose che caratterizzano la nostra vita, sono solo momenti transitori che vanno accettati e vissuti per quello che sono, che sono importanti perché portano sempre con loro dei messaggi personalizzati che dobbiamo raccogliere per favorire la nostra stessa crescita personale e, soprattutto, acquisiremo consapevolezza che, di quegli stessi messaggi, dovremo fare tesoro per poi riuscire ad individuare, concretamente, i rimedi naturali ed i trattamenti giusti suggeritici dal mondo naturopatico per riequilibrare il nostro assetto psico-fisico. Ma di questo argomento ci occuperemo nel prossimo capitolo…

 

 

Autore: Avv. Gerry Chirò, Naturopata

 

photo credit: Looking Glass via photopin (license)
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