Disturbi d’ansia e stress: l’uso degli ansiolitici

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L’uso degli ansiolitici nei disturbi d’ansia e l’importanza dei messaggi provenienti dalle malattie psicosomatiche

In questa terza parte del nostro percorso di approfondimento sui disturbi d’ansia e stress (la prima e la seconda parte sono state postate rispettivamente in data 3 ottobre e 2 novembre 2015)

  1. Come combattere l’ansia in modo naturale: prima parte
  2. Come combattere lo stress in modo naturale: seconda parte

Vorrei trattare oggi due argomenti che sono, a mio avviso, tra di loro complementari ai fini sia della spiegazione di molti fenomeni ansiosi e sia per l’individuazione dei rimedi che abbiamo a nostra disposizione per affrontare l’ansia nel modo più efficace possibile: per cui da un lato ci occuperemo dell’approccio ai problemi di ansia/stress attraverso l’utilizzo di psicofarmaci e medicinali ansiolitici e, dall’altro, analizzeremo invece, sullo stesso tema, l’importanza dei messaggi che il nostro corpo ci manda. E cercheremo quindi di dimostrare che “la concezione olistica del mondo naturopatico”, rispetto all’uso indiscriminato dei medicinali, è sicuramente in grado di spiegare e risolvere meglio e compiutamente la fenomenologia complessiva dei problemi ansiosi e di stress.

Il ricorso agli ansiolitici

Noi tutti sappiamo che milioni di persone ricorrono con estrema facilità e naturalezza all’uso di una “pillola” per allontanare il malessere psicofisico portato dai disturbi d’ansia ed il consumo di ansiolitici ed antidepressivi aumenta, anno dopo anno, in modo esponenziale e, tra le varie tipologie di farmaci, gli psicofarmaci ed i tranquillanti rappresentano la prima categoria venduta.

E’ fin troppo chiaro che la giustificazione di questo comportamento va trovata nel fatto che, quasi sempre, siamo portati a vedere, nella malattia in generale, un nemico da combattere con immediatezza per riprendere, nel minor tempo possibile, il controllo razionale delle nostre emozioni ed il recupero della nostra efficienza psico/corporea.

Nel mondo di oggi i fenomeni ansiosi o disturbi d’ansia rappresentano, allora, come ogni altra malattia, una deminutio delle nostre facoltà psicofisiche e, come tali, mal si conciliano con il dover essere “sempre in forma” ed “invulnerabili”.

Ecco allora spiegato il perché di un ricorso così massiccio alla pillola magica che servirà ad ovattare tutte queste ansie mettendo un coperchio sul pentolone pieno delle nostre paure, debolezze, inquietudini, insofferenze.

E da qui anche la facilità con cui, non appena compare un fenomeno ansioso ricorrente, si ricorre all’ansiolitico per spegnere immediatamente il disagio che i disturbi d’ansia , non compresi nella loro funzione, stanno provocando.

Ma il comune approccio alla cura dei disturbi d’ansia, ed in particolare a quelli originati dallo stress, tramite il ricorso agli ansiolitici, è concettualmente sbagliato e scopriremo insieme il perché….

I messaggi delle malattie

Dobbiamo innanzitutto premettere che molte malattie cosiddette “psicosomatiche” portano con sè dei segnali precisi , non solo della presenza di uno squilibrio energetico (di cui abbiamo parlato nella prima parte di questo studio sull’ansia), ma anche di un malessere interno legato ad una precisa situazione inquinante e , pertanto, sotto questo punto di vista, questi segnali vanno attentamente analizzati e mai sottovalutati.

Quanto premesso ci consente anche di dire che l’atteggiamento rispetto a queste malattie non dovrebbe, quindi, essere mai limitato soltanto all’assunzione di un rimedio farmacologico che agisce direttamente, ma unicamente, sul sintomo bensì dovrebbe essere ragionevolmente volto a ricercare ed analizzare la causa che ha dato origine alla malattia.

Possiamo allora sicuramente condividere il fatto che, se affrontiamo asetticamente il fenomeno ansioso senza ricercare la sua motivazione, facciamo sicuramente un torto all’ansia relegando la sua presenza ad una mera situazione negativa e svuotata di ogni spiegazione logica del suo compito e della sua origine. Così facendo, infatti, rischiamo di distruggere il significato vero della malattia.

Proviamo invece a prestare una maggiore attenzione ai segnali che i disturbi d’ansia non solo dal mondo circostante, ma soprattutto dal nostro inconscio, ci pervengono per prospettarci una via diversa di analisi verso tutto ciò che riguarda il nostro io: una via riflessiva sul perché determinate cose avvengono e cosa vogliono indicarci.

Cerchiamo allora di dare ai disturbi d’ansia una funzione ed un valore energetico costruttivo abbandonando, per un momento, lo stereotipo negativo che dell’ansia ci portiamo dietro da sempre ed imparando a condividere il fatto che l’ansia, in questo caso anche quella patologica, non è mai una nostra nemica ma, addirittura, un’alleata preziosa che ci comunica la necessità di cambiare il modo di affrontare la vita di tutti i giorni o di staccare la spina per un surriscaldamento psico-fisico o, ancora più banalmente, di non star lì a preoccuparci per cose o problemi che rappresentano la routine naturale della nostra giornata.

Abbiamo ricordato, nei precedenti articoli, come l’uomo attivo, sempre presente alle proprie incombenze, legato esclusivamente alla propria produttività ed al proprio controllo comportamentale, difficilmente presta la dovuta attenzione a questi “segnali” che, proprio dovendo diversificarsi dalle normali risposte “efficienti” del nostro organismo, si presentano, per giunta, in termini di disagio, fastidio, malessere, malattia.

Ed abbiamo anche detto che l’uomo efficiente sarà portato a “dominare” tale evento ed a distruggerlo con la pillola giusta per sedare, nel minor tempo possibile, il sintomo.

L’errore dell’ansiolitico è proprio questo: non tener conto che l’eliminazione del sintomo attraverso una pillola non significa eliminazione della causa, per cui, sedato il messaggio/disagio, resta inalterata la permanenza della causa profonda che tale messaggio portava con sé e che, all’interno del nostro corpo/mente, continuerà a lavorare silenziosamente ed a implodere negativamente andando ad aggravare i disturbi d’ansia.

E’ con questa “forma mentis” che, nei prossimi articoli, inizieremo a comprendere, con maggiore consapevolezza, l’efficacia e la validità dell’approccio naturopatico nel trattamento dei fenomeni ansiosi e studieremo i vari rimedi e trattamenti suggeritici, a tal fine, dalla Naturopatia.

 

 

Autore: Avv. Gerry Chirò, Naturopata

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Un pensiero su “Disturbi d’ansia e stress: l’uso degli ansiolitici”

  1. ve beh ma alla fine l’argomento “ansiolitici” in questo articolo viene appena sfiorato…dal titolo mi aspettavo di leggere qualcosa anche che riguardasse “l’altra parte” non le solite cose sui rimedi naturali. Importante sarebbe stato far capire il perchè sarebbe meglio non fare uso di ansiolitici.
    Occasione sprecata.

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