Musicoterapia Analitica: Il Metodo Priestley

musicoterapia analitica

Musicoterapia Analitica: Il Metodo Priestley A Cura del Prof. Angelo Molino

La descrizione seguente di questo metodo Musicoterapeutico, e’ una delle  basi su cui si fonda il mio protocollo personale. Nella prossima serie di articoli entreremo nella descrizione del “Protocollo Molino” 

Scheda Tecnica

Ideatori: Mary Priestley, Peter Wright, Marjorie Wardle

Paese: Gran Bretagna, anni 70.

Sviluppi: Germania, Danimarca, Canada, Stati Uniti (circa 40 allievi formati)

Definizione: Musicoterapia come uso delle parole e delle improvvisazioni musicali simboliche da parte del paziente e terapeuta allo scopo di esplorare la vita interiore del paziente e fornirgli una propensione alla crescita.

Utenza: pazienti adulti psichiatrici istituzionalizzati, criminali, adulti nevrotici in comunità, adulti normali e coppie con problemi di relazione, bambini normali.

Patologia: depressione, depressione maniacali, isteria, schizofrenia catatonica, personalità borderline, nevrosi ossessiva, problemi psicosomatici, disturbi sessuali, fobie.

Controindicazioni: sordità, insufficienza mentale (QI al di sotto del 90), cioè senza capacità di simbolizzazione, psicosi deliranti, pazienti senza uso del verbale.

Requisiti necessari: udito normale, capacità simboliche, uso del verbale.

Tipo di intervento: individuale e di gruppo, più usato e adottato di tipo individuale.

Il gruppo lavora su questioni di identità e relazione con i coetanei per pazienti normali, nevrotici, borderline, numero limitato che possa consentire a ciascun partecipante di poter parlare ed esprimersi.

Obiettivo principale: rimuovere ostacoli alla crescita personale. Rimuovere ostacoli che impediscono al paziente di realizzare in pieno le proprie potenzialità e di raggiungere obiettivi personali. Le tecniche sono al servizio di tre obiettivi metodologici: esplorare il materiale conscio, avere accesso al materiale inconscio, rafforzare il dominio dell io.

Stesura degli obiettivi: solo dopo le prime sedute in seguito ai bisogni manifestati del paziente. Gli obiettivi individualizzati vengono decisi insieme al paziente.

Basi teoriche del metodo

Teorie psicodinamiche:

Freud   Jung    Adler    Klein    Lowen

Maggior influenza Freud e Klein

Freud:

Modello topologico della psiche: conscio, pre-conscio, inconscio Modello strutturale della psiche: Io, Es, SuperIo

Modello psicosessuale di sviluppo: stadio orale, stadio anale, stadio fallico e genitale. Strutture motivazionali: coazione a ripetere, principi di piacere/realtà

Teoria dei meccanismi di difesa

Modello dinamico della relazione pz/ter: transfer, controtransfert e alleanza di lavoro.

Klein:

Posizione di scissione (esperienze buone e cattive) Posizione evolutiva depressiva paranoie e schizoide Identificazione proiettiva

Nozioni su colpa, riparazione, invidia, e gratitudine

Jung:

Miti

Lowen (bioenergetica):

Teoria delle emozioni congelate e loro manifestazione in rigidità corporee.

Il metodo

Tecniche

Tecnica di indagine: Si distinguono due tipi di lavoro. Un LAVORO CENTRALE che riguarda il mondo interno del paziente e un LAVORO PERIFERICO che riguarda il mondo di relazione del paziente.

La mente del paziente è vista come un fiume inarrestabile con pozze stagnanti individuate in atteggiamenti infantili congelati in eterno da emozioni dolorose inespresse.

Tecnica per esplorare il materiale conscio

Contenimento (accompagnamento musicale che sostiene ma non costringe) Scissione (attraverso scambio dei ruoli di parti buone e cattive)

Indagine dell’investimento emotivo (improvvisazione del paziente su due persone importanti della sua vita)

Entrare in comunicazione somatica (il pz improvvisa il sintomo e il terapista improvvisa il paziente con eventuale scambio dei ruoli)

Tecnica per avere accesso al materiale inconscio

Immaginario guidato (es: ingresso in una caverna, salire su di una montagna, ecc..), In cui il paziente sceglie lo strumento per improvvisare la scena data e il terapista ascolta

Miti (si affronta un mito e si improvvisa su di esso)

Sogni (affrontati attraverso la libera associazione e poi improvvisati per parti)

Tecnica per rafforzare l’Io

Ripetizioni della realtà (il paziente immagina e improvvisa una decisione importante per la sua vita)

Interezza (il paziente suona da solo e improvvisa una perfetta conciliazione con se stesso) Esplorare le relazioni (descrizione musicale e improvvisata musicalmente di persone)

Affermazioni/celebrazioni ( si affermano e celebrano musicalmente improvvisando risultati e tappe raggiunte nel processo terapeutico)

Comunicazioni sub verbali (improvvisazioni senza titolo e verbalizzazione di emozioni imbarazzanti o per problemi tra pz/ter)

Modelli di significato (improvvisazioni di sentimenti ed emozioni legati a importanti eventi della vita come ad esempio nascita, matrimonio, ecc..)

Regressione programmata (guidata e indotta dal terapista ad una fase passata della vita attraverso l?improvvisazione)

Tecniche di coppia
  • Il compagno ideale
  • Cosa non va con il mio compagno Ascoltarsi
  • Non ascoltarsi
  • Pulizia profonda per liberarsi dei sentimenti negativi Matrimonio
  • Spettro emotivo
Tecniche di gruppo
  • Come mi sento bene ora
  • Conchiglie, pietre, sabbia e suoni La mia vacanza più felice
  • Il mio ricordo più amaro
  • Cosa mi sento di dire al gruppo Catena ostile
  • Punti comuni che emergono Meccanismi comuni di difesa
  • TECNICA MUSICALE: duetti di improvvisazione tra paziente e terapeuta.
Setting

Il setting è fisso. Si consiglia uno spazio diviso in 2 aree, una adibita all’improvvisazione e un altra alla verbalizzazione.

Paziente e terapeuta siedono uno di fronte all altro ad una distanza di 4-5 metri.

Durante l improvvisazione il paziente sta di fronte agli strumenti (xilofono, piatto, gong, piccoli strumenti), il terapista in genere sta al pianoforte. E importante vi possa essere un contatto visivo tra paziente e terapeuta. Il terapista armonizza e accompagna al pianoforte la melodia del paziente suonata allo xilofono. Il ruolo del terapista è quindi quello di imporre struttura e controllo alla melodia del paziente.

L ‘arredo è neutro, il colore neutro per permettere l’accoglienza e la non interferenza di qualsiasi emozione, pochi quadri alle pareti, luci regolabili, presenza di fiori come simbolo del sé che si dischiude.

Strumenti
  • Xilofono contralto cromatico
  • Tam tam 16
  • Piatto sospeso 12
  • Gong
  • Melodica Campanelli Tamburelli
  • Strumenti a percussione Canto
  • Pianoforte (terapista)

Scelta dello strumento da parte del paziente a seconda del titolo dell’improvvisazione. Molto spesso è però il terapeuta a scegliere strumenti e ruoli nell’improvvisazione dopo aver individuato i “nodi problematici”

Caratteristiche dell’improvvisazione

Ruolo dell’improvvisazione: l’improvvisazione del paziente è spesso stimolata e guidata da sentimenti, idee, immagini, fantasie, ricordi, eventi, situazioni che paziente e terapeuta hanno individuato come NODI PROBLEMATICI.

Le improvvisazioni acquisiscono un TITOLO SIMBOLICO che si riferisce sia alla natura e caratteristiche della musica ma anche ai contenuti interiori del paziente.

La musicoterapia è MUSICALE e VERBALE: paziente e terapeuta discutono su contenuti che emergono e insieme danno il TITOLO alle improvvisazioni.

Fasi dell’improvvisazione:
  • improvvisazione
  • ascolto della registrazione discussione
  • eventuale utilizzo del disegno o del movimento per meglio individuare il nodo problematico

Indicazioni musicali per l’improvvisazione

  • RITMO stimola e rilassa il corpo. I ritmi vivaci spezzano la tensione e liberano. I ritmi indefiniti stimolano la curiosità e possono avere effetto calmante. I ritmi doppi e irregolari sviluppano sentimenti di energia incessante.
  • ARMONIA provoca e contiene le emozioni. La tonalità e la consonanza organizzano e rassicurano, l’atonalità e la dissonanza catalizzano la sofferenza. Il maggiore calma e rafforza, il minore provoca dolore e struggimento
  • MODI Usati il dorico e eolio per evocare sentimenti di pace, accettazione e continuità. Il pentatonico per provocare allegria senza dissonanze. L’orientale per provocare frenesia controllata.
  • MELODIA ha un richiamo intellettuale, induce il ricordo, organizza l’armonia e quindi contiene e ordina i sentimenti.

Caratteristiche Della Relazione Paziente/Terapeuta

Elementi dinamici

Paziente – terapista – musica – parole

Paziente e terapista hanno una relazione musicale e una verbale. Uso di musica e parole sono egualmente necessari.

La musica e le parole si potenzino l’un l’altra.

La musica ha accesso ai sentimenti inconsci, le parole portano al conscio e all’introspezione.

Ruolo del Terapista

Elemento maggiormente necessario rispetto alla musica, molto più attivo rispetto alla psicoanalisi.

“quando ci sono soltanto due elementi; cioè il paziente e la musica, l’esperienza può essere terapeutica ma non c’è terapia nel senso di curarsi o guarire. Il rapporto umano costituisce un ingrediente essenziale affinché ciò accada”.

La relazione pz/ter è l’elemento più importante e fautrice del CAMBIAMENTO TERAPEUTICO. E’analizzata e descritta in termini musicali e psicoanalitici (transfer e controtransfert e alleanza terapeutica).

Funzioni del Terapista

“Essere un punto nodale” Il terapista in quanto “punto nodale” rimane fermo e permette al pz di esprimersi liberamente contenendo e proteggendo il pz e tenendolo ancorato alla realtà esterna.

Empatizzare con il paziente. Ascolto profondo del paziente vibrando alla stessa frequenza empaticamente sia musicalmente che verbalmente.

Esplorare la vita interiore del pz attraverso la musica

“Ricevere e custodire tesori e restituirli quando necessario”

Offrire risposte sincere manifestandosi come persona vera e completa manifestando, se necessario le proprie convinzioni, valori e sentimenti.

Stimolare la crescita terapeutica fungendo da catalizzatore per sbloccare rigidità e difese.

“Sopravvivere con amabile integrità alla parte oscura del pz” mantenendo l’equilibrio interiore pur rimanendo molto vicino alla psiche del pz che invece ha ceduto alla malattia psichica.

Stadi della terapia
  • Stadio uno: stabilire una relazione nella quale il pz si affidi al terapista confidando e affidandogli i propri segreti che verranno accolti e contenuti dal terapista
  • Stadio due: lavoro sul centro dell?essere, lavoro “sul centro” attraverso un indagine della vita interiore del pz che apporterà cambiamenti nella sua vita abituale
  • Stadio tre: separazione. La terapia arriva ad uno stadio che porta equilibrio e integrazione tra mondo interno ed esterno del paziente. Lo stadio viene raggiunto portando alla fine della terapia quando la relazione diviene tra adulto e adulto e l?equilibrio tra vita interiore ed esteriore viene raggiunto.
Procedure di Trattamento

Raccolta dati anamnestici usate come linee guida per dirigere le sedute.

Struttura della seduta: LAVORO CENTRALE centrato sulla scoperta delle emozioni congelate e i blocchi di energia (Lowen) che si ripetono diventando (attraverso la coazione a ripetere – Freud) i NODI PROBLEMATICI, il cui trattamento e indagine costituisce e basa la continuità delle sedute.

La continuità è data dunque dalla presenza ripetitiva dei contenuti emotivi e non dall?uso ripetuto della musica che può invece cambiare ogni volta.

Fasi della seduta

INDIVIDUARE IL NODO PROBELMATICO che può essere uno specifico problema, un?ansia, un conflitto emotivo su diversi piani: a livello dell?ES lo individuiamo nell’energia e negli impulsi, a livello dell’IO nei pensieri, sentimenti e azioni, a livello del SUPERIO nella coscienza e moralità.

Il problema può manifestarsi a livello conscio e quindi attraverso il verbale, o a livello inconscio e quindi più a livello corporeo.

DEFINIRE I RUOLI analizzato il problema paziente e terapista improvvisano impersonando diversi ruoli.

IMPROVVISARE IL TITOLO Il terapista lo suggerisce dopo aver individuato il nodo problematico. Il paziente deve essere in contatto musicalmente con le proprie emozioni e il terapista in contatto con le emozioni del paziente.

Può accadere che in prima fase non si riesca a far verbalizzare il paziente, in questo caso si improvvisa senza aver deciso il titolo dell’improvvisazione.

Discutere l’improvvisazione

Si parla delle emozioni emerse, il terapista cerca di provocare la discussione verbale. Si ascolta la registrazione dell?improvvisazione per approfondire la discussione. I contenuti della discussione riguardano emozioni, ricordi, reazioni sensoriali avute durante l’improvvisazione e/o l’ascolto, immagini emerse, ecc..

INTERAZIONE CON ALTRE TECNICHE Si può ricorrere all’utilizzo del disegno, del movimento, del ballo per approfondire i contenuti delle emozioni.

Accertamento e valutazione

Analisi e interpretazione delle risposte del paziente

Raccolta dati anamnestici e colloquio

Sedute documentate attraverso cartelle cliniche compilate dopo ogni intervento contenenti il titolo assegnato alle improvvisazioni, i contenuti delle verbalizzazioni, del materiale onirico

Colloquio iniziale

Storia personale del paziente attraverso colloqui informale con richiesta di descrizione delle difficoltà attuali senza domande che interrompono o che diano troppa struttura.

Informazioni personali (età, sesso, indirizzo, occupazione, figli, partner

Informazioni sulla famiglia (componenti, occupazione, retroterra musicale, stato sociale, miti, modelli comportamentali)

Affiliazioni (religione, associazioni, questioni sociali, morali

Informazioni riguardanti il ricorso alla terapia (motivo, problematiche, ecc..) Autovalutazione ed obiettivi personali

Retroterra musicale ed espressivo (musica, meditazione, sonno, vita sessuale, abitudini fisiche per predire eventuali problemi psicosomatici)

Lutti di persone care

Piano di pagamento (se è possibile) Altro

Spettro Emotivo

Indagine sulle emozioni basato su una mappa delle emozioni ricavata dai lavori di B.Bettelheim e Lowen.

Sono state identificate emozioni importanti con 2 polarità che le identificano in positive o negative. Le 3 emozioni principali sono associate all?accordo di triade e ai gradi 1°, 3°, 5°.

Le tre emozioni principali:
  • AMORE : capacità di amare, incapacità di amare;
  • GIOIA: piacere gioia, eccessivo, entusiasmo;
  • PACE: serenità, apatia
  • DOLORE: lutto appropriato, autocommiserazione
  • COLPA: autorecriminazione appropriata, umiliazione distruttiva e ingiustificata
  • RABBIA: giusta indignazione, rabbia e distruttività
  • PAURA DIFENSIVA: autoprotezione di adattamento, difesa rigida e inappropriata
  • PAURA – VOLO: fuga ed esitamento appropriati, fuga irragionevole
  • GELO – PAURA: temporanea inattività come risposta di adattamenti ad una situazione minacciosa, inattività paralizzante e continua
Analisi della Resistenza

Basata sull’analisi di pieno/vuoto energetico.

Il vuoto viene considerato come “lo spazio psichico creato dalla mancanza di un legame tra l’emozione e il pensiero” che si esprime in una rigidità.

Analisi delle difese del’Io

Individuate 32 difese dell’io che si manifestano verbalmente, nella musica, nel corpo.

Analisi degli stadi psicosessuali

Si individua un collegamento tra certe musiche e stadi psicosessuali.

Musica orale legata a musiche liete, fusione, reciprocità con scarsa consapevolezza dell’ “altro”.

Musica anale: collegata alle lotte per il potere spesso manifestata attraverso i tamburi, tempi rapidi interruzioni brusche.

Musica fallica e genitale: consapevolezza e reciprocità cosciente, interscambio delle parti, strumenti curvi con suoni simili a quelle delle cavallette che producono suoni per attirare il maschio. Tendenza al suonare in coppia.

Risultati generali osservati

Comunicazione verbale più libera, maggior capacità di interazione, maggior motivazione, più scopi nella vita, maggior consapevolezza emotiva, maggior controllo delle emozioni e delle pulsioni, più tolleranza per le proprie frustrazioni, miglior distensione sessuale, miglioramento dei problemi di insonnia, maggior consapevolezza in generale.

Formazione

Qualifiche del musicoterapista sono determinanti per i risultati da ottenere.

Importante la psicoterapia analitica e l’Interterapia (tipo di formazione al modello Priesltey)

Richiesta la supervisione da uno psicoterapeuta qualificato

Richiesta di supervisione da musicoterapisti analitici per i psicoterapeuti

Richiesto diploma di musica con accenti sulle abilità pianistiche

La formazione consiste in 5 fasi:

  1. Esprimere emozioni improvvisando
  2. Saper improvvisare su emozioni altrui
  3. Saper improvvisare in risposta ad altra/e persona/e attraverso duetti, trii, quartetti. Imparare da un musicoterapista analitico
  4. Lavoro tra 2 studenti che turnano nell’avere ruolo di paziente e terapeuta sotto supervisione
  5. Inoltre sono consigliate letture.

La formazione è data da Mary Priestley in persona a Londra

 

Per approfondimenti sull’autore

 

photo credit: The Old Piano via photopin (license)
5 / 5 (1 votes)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.