Metodo Bates: per vedere bene senza occhiali

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Gia’ nel secolo scorso un medico “illuminato” aveva capito che l’essere umano va trattato olisticamente, e si e’ dedicato particolarmente ai problemi della vista ideando il Metodo Bates

La nostra vista e’ spesso condizionata dallo stress, quando siamo stanchi tutte le attivita’ quotidiane diventano piu’ pesanti, anche la nostra vista ne risente. Gia’ nel secolo scorso un medico “illuminato” aveva capito che l’essere umano va trattato olisticamente, e si e’ dedicato particolarmente ai problemi della vista.

….a volte per vedere bene bisogna “voler vedere”, ecco un aiuto per imparare a farlo…

Chi  e’  W.H.Bates :

William Horatio Bates, medico,insegnate di Oftalmologia,scopritore dell’adrenalina e anche di una nuova tecnica di intervento all’orecchio,dedito alla ricerca sulla funzione visiva e sulle sue relazioni con gli aspetti mentali dell’essere umano, nacque a Newark il 23 dicembre del 1860 e mori’ a New York il 10 luglio del 1931.
Com’e’ usuale a tutti i “geni” fu amato e contestato, ebbe seguaci e denigratori ma, ebbe incontestabilmente molti successi che sono riportati nei suoi libri e nel libro della sua assistente Emily Lierman “Storie dalla clinica”.

Il suo principio innovativo:

Il problema visivo e’ considerato come l’iceberg di un disagio piu’ profondo, che riguarda l’essere nel suo concetto olistico. La vita fisica,emozionale,relazionale dell’essere umano condizionano il suo stato di salute quindi, per eliminare un difetto di rifrazione visiva e’ utile lavorare sia sul sintomo per identificarlo e alleviarlo  ( quindi l’oculista o l’ortottico o l’oftalmologo) sia sulla causa che puo’ averlo originato,che ha sede nella mente, con il metodo Bates.

I quattro cardini del suo metodo :

I principi del metodo Bates sono quattro, ed in questo nostro percorso, vi indicheremo periodicamente  alcune semplici pratiche ,che potrete eseguire e verificarne l’utilita’.
Come per molte discipline l’unica regola da seguire e’ l’applicazione costante : abbiamo uno strumento ma dobbiamo usarlo .

I quattro principi sono :

il movimento : un occhio emmetrope compie micromovimenti costanti e non bloccati dalla tensione da sforzo di vedere;

il rilassamento : cioe’ una totale assenza di tensione in fase dinamica , non quindi durante il sonno ma un rilassamento dinamico,consapevole,durante l’azione stessa del vedere;

la visione centralizzata : ottenere la massima nitidezza possibile nella
parte centrale della retina e contemporaneamente un bilanciato funzionamento tra visione periferica e visione centralizzata;

memoria e immaginazione : perche’ queste capacita’ naturali condizionano il nostro sistema visivo piu’ di quanto si pensi;

A chi serve il metodo bates : a tutti !!

Chi vede bene puo’ divertirsi per qualche minuto al giorno, preventivamente, per mantenere il suo “corretto modo di vedere”.

Chi ha problemi di miopia, presbiopia, ipermetropia, astigmatismo, ha sicuramente elaborato un modo di vedere scorretto e quindi puo’ imparare a rilassare il sistema visivo ,in particolar modo quella parte del sistema visivo che e’ condizionata dalla mente, (ricordiamo che l’83% del sistema visivo dipende da cio’ che sta dietro l’occhio e solo il 17% e’ la parte strettamente funzionale alla visione ).

Chi  e’ in attesa di interventi chirurgici puo’ utilizzare questo metodo per arrivare piu’ preparato all’operazione mentre chi ha gia’ subito un intervento riuscira’ a sbloccare eventuali tensioni residue a livello di abitudini mentali scorrette nel modo di vedere.

Il primo passo del nostro percorso : il palming

Questa pratica e’ la base del metodo Bates.  E’ semplice ma non per questo meno coinvolgente ed efficace. Molti, durante il palming,provano disagio, inquietitudine, altri hanno un rifiuto, alcuni un immediato piacere ma, tutti, alla fine del palming percepiscono un beneficio , soprattutto la testa e’ piu’ leggera e i colori appaiono piu’ nitidi.

Ci sono diversi modi con cui eseguire il palming. Eccone uno :

Procuratevi una musica che sia piacevole, che vi ricordi momenti felici o che vi rilassi, sedetevi in un posto tranquillo ,appoggiate i gomiti sul tavolo. Guardate le vostre mani e formate con esse due coppette, come quando ve ne servite per bere l’acqua da una fontanella. Adesso portate le mani sugli occhi ,impedendo alla luce di entrare, con le dita appoggiate sulla fronte e la parte del palmo che copre l’occhio senza schiacciarlo.

Accertatevi che questa posizione impedisca alla luce di entrare e che possiate respirare bene. Arrivati a questa condizione siete pronti per chiudere gli occhi. Inizialmente il “nero” che vedrete potrebbe non essere uniforme, potrebbero esserci piccoli bagliori o macchioline, con la pratica il nero diventera’ profondo e omogeneo.

Adesso liberate la mente, lasciate andare via tutti i pensieri, come se una folata di vento li portasse in alto nel cielo e poi via, lontano da voi. Per i prossimi 10/15 minuti occupatevi di voi stessi.

Adattate il vostro respiro al vostro ritmo. E’ semplice. Sentirete il cuore battere forte  e poi calmarsi, regolarizzarsi, diventare tutt’uno con il vostro respiro, Ecco, quello e’ il vostro ritmo.

Ascoltate la musica portando alla mente le immagini piacevoli che vi ricorda, prendete la prima immagine,trattenetela,sentite l’emozione che vi provoca, guardate i dettagli, i colori, respiratela, adesso lasciatela andare e passate alla prossima immagine. E cosi’ via, fotogramma per fotogramma. Quando la musica finisce ( programmate 2/3 canzoni) ponete la vostra attenzione ai rumori che vi circondano, cominciate a riappropriarvi della realta’ che vi circonda e, lentamente, allontanate le mani dagli occhi, che restano ancora chiusi. La luce arrivera’ alle palpebre chiuse gradatamente e, quando vi sentite pronti aprite gli occhi e sbattete le palpebre qualche volta.

Ora guardatevi intorno. I colori appariranno piu’ vivi e brillanti, i contorni piu’ definiti e la testa sara’ piu’ leggera.   Buon lavoro e alla prossima puntata !!         
       
Maria Laura Calderer –  Educatrice visiva Scuola Bates

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