Omeopatia e Omotossicologia diluizioni omeopatiche

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Sempre più comune è l’uso di prodotti omeopatici e diluizioni omeopatiche per migliorare la nostra salute, ma quali sono esattamente le origini e la composizione di simili sostanze? e che effetto hanno sul nostro corpo? Ecco a voi i rimedi della Omotossicologia

 

Le Diluizione omeopatiche e le origini del rimedio omeopatico

Una delle più antiche e convinte obiezioni che la medicina tradizionale occidentale muove all’omeopatia riguarda l’impiego di principi attivi fortemente diluiti. Il metodo di preparazione del rimedio omeopatico infatti è rimasto quello originale che il dr Hanemann inventò più di due secoli fa sulla base di una geniale intuizione: lo stesso elemento che, in dose tossica, provoca la malattia, in dose microscopica può curare la stessa affezione (il simile cura il simile).

L’evoluzione dell’omeopatia e la critica del mondo scentifico

Il Dr Hanemann e i suoi discepoli, raccogliendo e confrontando esperienze cliniche coraggiose ottenute somministrando diverse diluzioni in moltissimi principi attivi a pazienti e volontari ed anche a se stessi, arrivarono a definire all’inizio del 1800 l’associazione fra rimedio e sintomo curabile e l’importanza della preparazione del rimedio, a partire dalla tintura madre per diluzioni successive decimali o centesimali accompagnate da ogni passaggio da un numero fisso di successioni (cioè di scosse impresse alla soluzione per energizzarla). Osservarono inoltre che mentre le basse e medie diluizioni avevano effetto principale su sintomi fisici, le alte diluizioni (superiori a 15CH o D30) agivano perfettamente sui sintomi mentali ed emozionali.
A diluzioni superiori a 12CH o D24, tuttavia, non esistono più molecole di principio attivo nel soluto: da qui nasce l’atteggiamento critico del mondo scientifico nei confronti del farmaco omeopatico.Negli ultimi decenni tuttavia dal mondo della biofisica sono arrivate importanti scoperte sulla capacità dell’acqua, in particolare dell’acqua che costituisce gli orgnaismi viventi, di ricevere, conservare e trasmettere informazioni sotto forma di variazioni elettromagnetiche, schiudendo una prospettiva affascinante sul meccanismo di azioni del rimedio omeopatico.

I preparati e le diluizioni in commercio

Attualmente i preparati omeopatici si trovano in commercio sotto forma di variazioni elettromagnetiche, schiudendo una prospettiva affascinante sul meccanismo di azioni del rimedio omeopatico. Attualmente i preparati omeopatici si trovano in commercio sotto forma di diluzioni centesimali (CH) o decimali (D), che differiscono tra loro per il rapporto fra soluto e solvente e per il numero di dinamizzazioni impresse al preparato ad ogni passaggio.

L’ omotossicologia e le differenze tra i rimedi

Nell’omeopatia i rimedi a media e bassa diluizioni agiscono prevalentemente sul livello fisico della malattia, le diluizioni alte o altissime superiori a D30 o Ch15- sono dirette all’aspetto emntale che sempre accompagna i processi patologici. Nell’omotossicologia una branca più recente dell’omeopatia classica sono stati creati i rimedi in accordo di potenza, che contengono basse, medie e alte diluizioni dello stesso principio, con l’intento di interagire contemporaneamente a più livelli patogenetici.
Per quanto riguarda la posologia non esistono schemi rigidi; per le basse diluizioni, vista l’azione rapida ma meno duratura, vale il principio delle somministrazioni frequenti per tempo limitato, ad esempio tre volte al giorno per una settimana, mentre per le alte diluizioni che hanno un azione più lenta ma profonda la sommistrazione può essere più rarefatta, anche una singola dose alla settimana o al mese per 2-3 mesi. In ogni caso in omeopatia  la posologia, come tutta la cura, è personalizzata e deve essere specifica se possibile dal medico prescrittore.


Autrice: Dr. Ludovica Gastaldo

 

Una delle più antiche e convinte obiezioni che la medicina tradizionale occidentale muove all’omeopatia  riguarda l’impiego di principi attivi fortemente diluiti. Il metodo di preparazione  del rimedio omeopatico infatti e’ rimasto quello originale che il dr Hanemann inventò più di due secoli fa sulla base di una geniale intuizione : lo stesso elemento che, in dose tossica, provoca la malattia, in dose microscopica può curare la stessa affezione (il simile cura il simile). Hanemann e i suoi discepoli, raccogliendo e confrontando esperienze cliniche coraggiose ottenute somministrando diverse diluizioni di moltissimi principi attivi a pazienti volontari ed anche a se stessi, arrivarono a  definire all’inizio del 1800 l’associazione fra rimedio e sintomo curabile e l’importanza della preparazione del rimedio, a partire dalla tintura madre per diluizioni successive decimali o centesimali accompagnate ad ogni passaggio da un numero fisso di successioni (cioè di scosse  impresse alla soluzione per energizzarla).  Osservarono inoltre che mentre le basse e medie diluizioni avevano effetto principalmente sui sintomi fisici, le alte diluizioni (superiori a 15CH o D30) agivano prettamente sui sintomi mentali ed emozionali.  A diluizioni superiori a 12Ch o D24, tuttavia, non esistono più molecole di principio attivo nel soluto: da qui nasce l’atteggiamento critico del mondo scientifico  nei confronti del farmaco omeopatico. Negli ultimi decenni tuttavia dal mondo della biofisica sono arrivate importanti scoperte sulla capacità dell’acqua, in particolare dell’acqua che costituisce gli organismi viventi, di ricevere, conservare e trasmettere informazioni sotto forma di variazioni elettromagnetiche, schiudendo una prospettiva affascinante sul meccanismo di azione del rimedio omeopatico. Attualmente i preparati omeopatici si trovano in commercio sotto forma di diluizioni centesimali (CH) o decimali (D), che differiscono tra loro  per il rapporto fra soluto e solvente e per il numero di dinamizzazioni  impresse al preparato ad ogni passaggio.  I rimedi a media e bassa diluizione agiscono prevalentemente sul livello fisico della malattia, le diluizioni alte o altissime – superiori a D30 o CH15 –  sono dirette all’aspetto mentale che
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