Shiatsu: la visione energetica della scuola Tradizionale e l’approccio Zen di Masunaga

shiatzu masunaga

Lo shiatsu ed il rapporto con la medicina cinese attraverso la legge dei 5 elementi, i cicli e l’ equilibrio dinamico per ristabilire il flusso naturale del QI o energia vitale. Lo shiatsu e il rapporto con la medicina cinese

Fondamento teorico dello shiatsu è la medicina tradizionale cinese (MTC), basata sul rapporto reciproco dei 5 elementi, e sull’equilibrio yin/yang.

Postulato principale, come delle discipline olistiche in generale, è il rapportarsi ad una realtà concepita non solo come aspetto fisico, ma energetico in senso globale: corpo, psiche, anima sono considerate una unica realtà inscindibile.
Nel contesto della MTC, 12 sono gli organi interni fondamentali, ognuno dei quali dotato non solo delle funzioni fisiologiche riconosciute dalla medicina occidentale, ma anche di aspetti e funzioni ulteriori che si esprimono in campi più sottili, legati a particolari stati d’animo, atteggiamenti, forze ed essenze cosmiche.
Da ogni organo si originano due canali energetici, simmetrici tra di loro, che scorrono nel corpo seguendo tragitti ben definiti. Tali meridiani trasportano l’onda elettromagnetica generata, similmente a come il sistema circolatorio trasporta il sangue in ogni parte del corpo. I punti nei quali questa onda emerge verso la superficie, denominati tsubo, costituiscono i punti terapeutici di pratiche quali l’agopuntura, il tuina, moxibustione etc…
 
Lo shiatsu rappresenta un ulteriore sviluppo. Attraverso la pressione (realizzata coi pollici o con altre parti del corpo) sia i meridiani che i punti emergenti vengono stimolati, al fine di rimuovere blocchi e ripristinare il flusso energetico naturale.

Shiatsu tradizionale

La scuola tradizionale segue il percorso proprio dei meridiani utilizzati in agopuntura, gli tsubo e il senso di movimento dell’energia (dal centro alla periferia e viceversa).
L’energia percorre il corpo scorrendo all’interno dei meridiani acquistando di volta in volta la vibrazione propria dei 5 elementi, nel loro aspetto yin-yang. Nello specifico, le corrispondente tra elementi-organi- yin/yang sono:

Gli elementi sono riportati nell’ordine conosciuto come “ciclo nutritivo” o “Shen”, dove ognuno nutre quello successivo ed è generato dal precedente (il legno alimenta il fuoco, questo genera le ceneri, quindi terra, la terra forma al suo interno i metalli, i quali fusi generano l’aspetto liquido (acqua), l’acqua nutre il legno)

Flusso del Qi nel corpo umano: l’equilibrio dinamico dei 5 elementi

Il movimento e la trasformazione del Qi segue un preciso schema: partendo per comodità dal metallo, gli elementi si succedono col seguente ordine:
metallo-terra-fuoco-acqua-fuoco-legno, passando per i due aspetti yin-yang dell’elemento e connettendosi alla polirità yin/yang equivalente dell’elemento successivo.
Concretamente, l’ordine comprensivo degli organi corrispondenti, è il seguente:
meridiano dei polmoni (metallo yin)-intestino crasso (metallo yang)- stomaco (terra yang)-milza (terra yin)-cuore (fuoco yin) – intestino tenue (fuoco yang) – vescica urinaria (acqua yang) – reni (acqua yin) – pericardio (fuoco yin) – triplice riscaldatore (fuoco yang) – vescica biliare (legno yang) – fegato (legno yin)  per poi ricongiungersi al meridiano dei polmoni e ricominciare il ciclo.
Blocchi del flusso energetico, vuoto o eccessiva pienezza energetica, portano a squilibri del movimento del qi, dando origine alle differenti malattie.

Lo scopo del trattamento Shaitzu

Scopo del trattamento è quello di ristabilire il flusso naturale del Qi, rimuovendo  le problematiche energetiche al fine di riacquistare la condizione di benessere. Attraverso la diagnosi, vengono individuati gli elementi e gli organi che risentono di uno squilibrio o che ne sono l’origine, allo scopo di lavorare direttamente su questi aspetti per riportare gli elementi all’interno del ciclo Shen. Si opera direttamente sui sintomi, andandone a ricercare l’origine e rimuovendone le cause.

La visione dello shiatsu di Shizuto Masunaga

Lo zen shiatsu (elaborato da Masunaga nella metà del secolo precedente), senza negare i fondamenti della MTC, integra ed amplia questa visione apportando alcune modifiche nel percorso dei meridiani e nelle aree diagnostiche degli organi. La corrispondenza organi-elementi prima esposta rimane sempre valida, così come il percorso dei meridiani. Riguardo questi ultimi, il loro percorso viene ampliato, andando a coprire ogni parte del corpo. Gli organi manifestano la loro energia non solamente lungo i meridiani tradizionali, ma in ogni sezione del corpo umano. Facendo un esempio concreto, mentre il canale Polmone in MTC scorre dalla zona clavicolare al pollice, passando per l’aspetto laterale interno del braccio,l’estensione di Masunaga, considera l’energia Polmone anche nella sua manifestazione nella testa, addome, gambe e piedi.
In questo modo, Masunaga grande ha il grande merito di aver individuato ulteriori aree diagnostiche  e riflesse non considerate precedentemente.

Flusso del Qi nel corpo umano: l’equilibrio di base come fondamento

Lo zen shiatsu concepisce il centro energetico e diagnostico nell’Hara -il plesso solare-.
I meridiani dei 12 organi partono tutti dall’Hara, diramandosi in direzione centrifuga, in un movimento energetico espansivo. Questa visione ricalca quella propria della cultura vedica, nella quale il 3° chakra riceve il prana dall’esterno per ridistribuirlo all’interno del corpo lungo tutte le direzioni possibili.
Tale approccio terapeutico ha come scopo quello di ripristinare l’equilibrio di base del corpo umano, riportandolo ad una “centratura energetica”: ciò si rivela necessario per la risoluzione di distribuzioni energetiche patologiche subentrate a causa di ritmi e condizioni di vita non appropriati.

Conclusioni

In conclusione, se la visione tradizionale parte dalla diagnosi degli squilibri al fine di correggerli, lo zen shiatsu riporta in forza il nucleo originario, al fine di ricreare le condizioni di benessere.
Gli tsubo non vengono utilizzati direttamente, ma stimolati durante il trattamento generale del meridiano.

Stabilire quale delle due filosofie possa definirsi migliore, è praticamente impossibile se non controproducente, soprattutto in considerazione del fatto che nella pratica non esiste una differenziazione netta. La valutazione energetica e del singolo individuo rimane sempre il punto di partenza primario, al fine di determinare la miglior strategia terapeutica da adottare.
 
Andrea Brambilla

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