Drenaggio linfatico manuale cos’è e come si pratica

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Il drenaggio linfatico manuale. Il rimedio in caso di sindrome premestruale e pefs (cellulite). Coadiuvante in caso di dieta per eliminare la ritenzione idrica

I suoi molteplici effetti in campo estetico: anti-edematoso, azione positiva sulle difese immunitarie, azione cicatrizzante, azione stimolante del microcircolo, effetto rigenerante, azione antalgica e rilassante.

Il Linfodrenaggio, conosciuto anche come Drenaggio Linfatico Manuale, è una metodica di massaggio per il viso e per il corpo, utilizzata in ambito estetico e fisioterapico per la cura e la prevenzione delle patologie e degli inestetismi che riguardano il sistema linfatico. È particolarmente efficace in caso di edema, ritenzione idrica, insufficienza venosa e panniculopatia edemato fibro sclerotica (il cui acronimo PEFS ha ormai sostituito il termine “cellulite”, erroneamente utilizzato in passato).

Questo trattamento viene frequentemente prescritto da personale medico specializzato, alle pazienti affette da edema, o come terapia coadiuvante la dieta al fine di ridurre la ritenzione idrica, ma sono ancora molte le persone che non ne conoscono la grande efficacia, rimanendo così sconosciuti a molti gli straordinari effetti e i benefici che questo trattamento è in grado di produrre.

Sistema linfatico. Azione

Il sistema linfatico con il suo apparato di capillari, vene, arterie, ghiandole linfonodali e organi linfatici, è un sistema circolatorio di ritorno che si occupa del riassorbimento dei liquidi corporei (linfa) e dell’eliminazione dei cataboliti cellulari (tossine). Parallelamente al sistema sanguigno, garantisce il mantenimento dell’equilibrio idrico nel corpo (equilibrio di Starling), svolgendo nel contempo l’indispensabile azione immunitaria.

In quanto tale il sistema linfatico è un apparato deputato al mantenimento dello stato di salute dell’intero organismo e alla difesa dalle infezioni.

Un sistema linfatico compromesso, quindi, può essere il responsabile diretto di molteplici disturbi e patologie che possono riguardare l’intero organismo.

Disturbi legati al sistema linfatico e sintomi

I sintomi di un sistema circolatorio rallentato che non svolge più in maniera efficace la sua azione drenante possono essere diversi. Ecco come riconoscerli.

A carico dell’apparato circolatorio linfatico si possono evidenziare:

  • ritenzione idrica, edema (su piedi, caviglie, regione interna del ginocchio, mani, zona perioculare (occhiaie e borse), con conseguenti rallentamenti del circolo emo-linfatico, difficoltà a mantenere la stazione eretta e dolore e senso di pesantezza alle gambe -soprattutto la notte – o dopo essere stati molto in piedi.

A carico del sistema sanguigno:

  • teleangectasie, con capillari sfiancati molto evidenti sia sul viso (couperose su naso e guance) che sul corpo (coscie, caviglie);
  • rallentamenti della circolazione venosa, con problematiche alle vene safene e possibilità di comparsa di vene varicose (regione dorsale del piede, zona perimalleolare, regione posteriore del ginocchio;
  • disturbi del tratto intestinale, con colite, stipsi ed emorroidi.

A carico dei tessuti, in particolar modo del tessuto sottocutaneo:

  • PEFS (cellulite), con il tipico inestetismo che va dalla pelle a buccia d’arancia alla cute a materasso e smagliature, causa la stasi emolinfatica e lo scarso apporto di ossigeno nei tessuti.

Un po’ di storia. Le scuole di Linfodrenaggio Vodder e Leduc

Il sistema linfatico è rimasto quasi del tutto sconosciuto fino al XII secolo. Già nei testi di Ippocrate (460-377 a.C.) ed Aristotele (384-322 a.C.) ci sono dei riferimenti a “piccoli vasi contenenti un liquido incolore”; altre testimonianze si trovano nei testi del medico Erofilo di Alessandria (300 a.C.), ma per un’analisi dettagliata si dovranno attendere gli studi di numerosi medici tra i quali T. Bartholin, G. Aselli, J. Pecquet e non ultimo Winiwarter (1848-1917).

La tecnica del Drenaggio Linfatico Manuale fu inventata per la prima volta dal filosofo e biologo E. Vodder intorno al 1930. Egli decise infatti di sperimentare una nuova metodica di massaggio dopo aver trattato, con pressioni leggere, le ghiandole di alcune persone che presentavano linfonodi ingrossati e affezioni del tratto respiratorio (mal di gola, raffreddore e tonsille ingrossate). Le persone, dopo essere state sottoposte ad una stimolazione dei linfonodi presenti nella zona interessata dall’infiammazione, mostrarono di fatto un netto miglioramento dei sintomi, e questo spinse Vodder a metterne a punto la tecnica che presentò, per la prima volta nel 1936, ad un congresso sulla bellezza a Parigi. Nel 1983 il lavoro innovativo di Vodder spinse il medico francese Albert Leduc a migliorarne la tecnica, e ancora oggi le manualità del linfodrenaggio vengono eseguite in base ai dettami delle loro scuole.

Le manualità e la loro efficacia

Il Linfodrenaggio si compone di manualità molto lente, con spinta massima e pressione piuma. La loro esecuzione non è semplice e richiede una competenza tecnica importante, che non esuli da un’accurata conoscenza dell’anatomia e della fisiologia dei due sistemi circolatori. È importante che venga eseguito con le gambe poste più in alto rispetto alla testa, ed i tempi di esecuzione dipenderanno dal problema da trattare e dalla zona d’intervento.

Le manualità principali sono:

  • i cerchi fissi
  • i pompaggi
  • i movimenti erogatori
  • i movimenti rotatori
  • i cerchi fissi + pompaggi.

Questo tipo di massaggio si differenzia dagli altri poiché si esegue partendo dalla zona prossimale – rispetto al linfonodo di riferimento – verso la zona distale, con movimento lento che va dal centro del corpo alla periferia. Il massaggio non presenta manualità profonde ed ha una durata più lunga rispetto agli altri massaggi (completo, circa un’ora e mezza), ma può essere svolto anche in maniera parziale su singoli distretti corporei.

Il trattamento deve essere eseguito con movimenti lenti, che seguano il ritmo di un respiro, e lo svolgimento deve avvenire in maniera armoniosa come in una danza.

Indicazioni del drenaggio linfatico manuale

Il linfodrenaggio è un sistema dolce di massaggio, non invasivo, molto adatto alle donne in gravidanza e in tutti i casi di fragilità capillare. Agendo beneficamente sul gonfiore, è altamente consigliato nei giorni che precedono e seguono il ciclo mestruale, assicurando anche l’attenuazione dei fastidi legati alla sindrome premestruale (tensione mammaria, irritazione); è inoltre ottimo per persone sottoposte a cure estro-progestiniche e nel periodo dell’allattamento può essere utilizzato per prevenire le smagliature del seno.

Può essere effettuato senza controindicazione alcuna dopo interventi chirurgici, per il riassorbimento dell’edema post-chirurgicio (in particolar modo in caso di interventi estetici), in caso di mastectomia (con approvazione da parte del medico), safenectomia e riabilitazione post-traumatica a carico dell’apparato muscolo-scheletrico. In caso di sovrappeso il linfodrenaggio si dimostra molto efficace nei confronti della ritenzione idrica, promuovendo la riduzione del gonfiore di zone come addome, arti, viso.

Il linfodrenaggio ffre ottimi risultati su acne acne: l’eliminazione delle tossine agisce favorevolmente disinfiammando il follicolo pilo-sebaceo e apportando beneficio ai tessuti; ed è consigliato in caso di pelle sensibile.

Per il risultato, come in ogni massaggio, è importantissima la forza dell’intenzione che distingue l’operatore capace.

Controindicazioni del drenaggio linfatico manuale

Non può essere eseguito in caso di tumori maligni in atto, flebiti, ferite, infezioni in fase acuta, tubercolosi, insufficienza renale e cardiaca.

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