Frequenza cardiaca e stress: relazione cuore cervello

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Frequenza cardiaca e stress: il legame tra cuore e cervello

Vivere significa affrontare e risolvere problemi; essenzialmente la vita è una continua sfida, potremmo dire che la vita è stress. Le emozioni giocano il ruolo principale nello stress, il controllo delle emozioni è la soluzione per contrastare lo stress.

Cuore e cervello, le relazioni che legano due organi alla luce delle scoperte e della tecnologia sviluppata dall’Heartmath institute

Oggi il nostro modello di società ci induce ad esaltare e vivere emozioni sempre più intense. Inoltre, le condizioni di vita, che gli uomini e le donne di oggi devono vivere, in relazione anche alle difficoltà degli ultimi anni, sono veramente molto stressanti; tutto ciò sommato al bombardamento emozionale influenza negativamente il benessere psicofisico dell’uomo moderno, infatti la spesa della sanità pubblica è in continua crescita.

Le scoperte scientifiche: il cuore e il cervello

Il cuore è immerso nel quarto chakra, sede delle emozioni sede dell’amore. Molti sono i modi di dire riferiti a quest’organo: ho sentito una stretta al cuore, ti parlo col cuore in mano, che cuore duro, sei nel mio cuore, hai ferito il mio cuore, ecc.

Il cervello non vanta una terminologia di riferimento così vasta ed intensa.

Forse per questo motivo, i ricercatori hanno intuito che il cuore non poteva essere associato alla mera funzione di pompa, ma sicuramente serbava segreti più grandi. Può darsi, si sono detti, che il cuore abbia una propria sensibilità e intelligenza, di un proprio centro emotivo e dialoghi col cervello e forse probabilmente anche con altri organi.

Dopo 40 anni di ricerche ora si hanno molte più conoscenze. Si è scoperto che il cuore, in realtà, non riceve solo impulsi dal cervello ma invia esso stesso segnali, in una sorta di dialogo informativo per migliorare le risposte cerebrali in vari ambiti, influenzando le capacità cognitive, mnemoniche, percettive ed elaborative. Si è scoperto, infatti, che nel cuore esiste un piccolo cervello, costituito da circa 40mila neuroni, che dialoga continuamente col suo fratello maggiore.

Il cuore e le emozioni alla base dello stress

Intuitivamente si è sempre saputo come le emozioni influiscono sull’attività cardiaca; “ ho sentito un tonfo al cuore”, chi non ha mai provato questa emozione? E’ anche vero che il fulcro della filosofia Vedica è quello di ottenere la liberazione dal ciclo delle nascite e morti (il Samsara) grazie al il controllo delle emozioni e il loro superamento attraverso un progressivo distacco, dalle cose di questo mondo. Non tutti sono convinti e propensi ad intraprendere un cammino in questo senso, tuttavia resta il fatto che il cuore, in senso lato, è sede emozionale importantissima, talmente importante da condizionare l’attività cerebrale e di conseguenza tutto il corpo.

Le ricerche condotte dall’Heart Math Institute hanno permesso di stabilire con certezza che a diversi stati emozionali corrispondono diversi modelli di attività cardiaca che influenzano in modo diverso le attività cognitive ed elaborative del cervello. Tutti, credo, abbiamo provato ad avvertire la sensazione di avere il “cuore in gola” che ci ha reso e incapaci di prendere lucidamente delle decisioni, oppure ci siamo sentiti sotto esame, in preda all’emozione e col cuore a mille che ci ha impedito persino di spiccicare parola. Questo caos emozionale, percepito e vissuto nel cuore, si ripercuote sul cervello e le sue attività razionali.

La soluzione migliore sarebbe quella di una sinergia cuore-cervello per ottenere i risultati migliori. “ Va dove ti porta il cuore” non sempre è la soluzione migliore, alcune volte una reazione impulsiva può determinare scelte profondamente sbagliate.

In qualche modo ciò riporta alla mente le asserzioni di R.Hubbard il quale riteneva che la mente fosse suddivisa in due parti: una, definita mente analitica, che elabora, soppesa, valuta e poi agisce ed è associata ad una piena coscienza e consapevolezza del momento; l’altra, definita mente reattiva, è un contenitore emotivo associato a livelli tanto più significativi di perdita di coscienza del momento presente quanto più intensa è l’emozione, che talvolta può determinare persino un distacco totale della coscienza, con svenimento e perdita totale e/o transitoria della consapevolezza. Effettivamente, la mente reattiva sembra essere il risultato dell’interazione di un cuore emotivamente impegnato che interferisce con la mente razionale riducendone la chiarezza di visione. Anche qui si può notare come il livello emotivo giochi un ruolo determinante sulle capacità razionali del cervello.

Frequenza cardiaca e stress: i cambiamenti del ritmo cardiaco in relazione di emozioni positive e negative alla base della coerenza cardiaca

Occorre ricordare che è anche grazie alle tecnologie scientifiche e all’informatica  si è riusciti ad acquisire certe conoscenze e tecnologie.

L’analisi di un elettrocardiogramma permette di constatare che il ritmo di pulsazioni a riposo anche se presenta una costanza di battiti (es. 70 al minuto), in realtà, analizzando il tempo che intercorre tra un battito a il frequenza_cardiaca_e_stress2successivo, presenta una continua variabilità; per comprenderci se tra un battito cardiaco e il successivo intercorre un tempo che può variare.

Ad esempio 0,800/sec per il primo, 0,880/sec per il secondo, 0,856/sec per il terzo e così via, trasformando il tempo, tra un battito e il successivo, in frequenza cardiaca cioè in battiti per minuto, avremo che a 0,800/sec corrisponde una frequenza di 75 battiti al minuto BPM, a 0,880/sec – 68,18 BPM, a 0,856/sec – 70,09 BPM. Questa differenza di frequenza relativa ad ogni battito viene definita variabilità della frequenza cardiaca (HRV- Heart Rate Variability). Trasferendo su un grafico i valori ottenuti, relativi ad ogni battito, si ottengono di solito dei tracciati irregolari; ebbene i tracciati irregolari (in seguito ad emozioni negative) sono indice di un elevato stato di stress; invece i tracciati armonici e regolari (stato emotivo positivo e calma mentale) indicano un basso livello di stress. In termini scientifici, questi due tipi di tracciato vengono definiti incoerente, nel primo caso, e coerente, nel secondo caso.

Quindi, ad un maggiore livello di coerenza corrisponderà un minore stato di stress psico-biochimico che il soggetto sta vivendo, viceversa ad un elevato livello di incoerenza corrisponderà maggiore stress.

Riassumendo: le emozioni positive generano coerenza, quelle negative incoerenza e stress.

In particolare, si intendono positive quelle emozioni che generano apprezzamento, gioia, amore, insomma emozioni edificanti . Negative, invece, sono quelle emozioni che generano frustrazione, rabbia, ansia, competizione, critica, ecc.

Respirazione e relazioni con la variabilita’ di frequenza hrv

Un’altra scoperta interessante, emersa da queste ricerche, è che la respirazione influisce direttamente sul livello di coerenza del grafico HRV. In particolare, una respirazione controllata e ritmata, con una frequenza respiratoria di circa 5 secondi di durata per l’inspirazione e 5 per l’espirazione, migliora il livello di coerenza, quindi riduce lo stress.

Come non ricordare, a questo punto, l’arte di respirare, il Pranayama, disciplina dello Yoga che permette agli Yoghi più esperti di controllare le funzioni fisiologiche.

Rilassamento e coerenza non sono la stessa cosa

A questo punto occorre fare alcune puntualizzazioni.

Ritornando all’attività cardiaca ed al suo ritmo, ma soprattutto all’ HRV, sappiamo che esse sono regolate dall’attività combinata del Sistema Nervoso Autonomo (SNA), cioè SNS (Sistema Nervoso Simpatico) l’acceleratore, e del SNP (Sistema Nervoso Parasimpatico), il freno. Se l’attività del SNS è eccessiva, come nelle situazioni di stress prolungato, si avranno tutta una serie di sintomi e senz’altro un alto livello di incoerenza. Comunque l’attività e l’equilibrio o del SNA si rifletteranno sul grafico della variabilità HRV, la cui analisi ci permetterà di evidenziare lo stato di stress nel quale

E’logico quindi pensare che, utilizzando tecniche di rilassamento che incrementano l’attività del SNP, si possa contrastare lo stress e quindi in qualche modo annullarlo.

Conclusioni sulla frequenza cardiaca e stress

L’utilizzo delle tecnologie Heart Math Institute (vedi articolo tecnologia Emwave – NAMED) è un passo in avanti verso il controllo e la riduzione reale dello stress.. La possibilità di armonizzare le relazioni tra SNS e SNP permette quindi un controllo dello stress, permettendo così di ridurre l’incidenza di patologie correlate allo stress.

 

 

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Un pensiero su “Frequenza cardiaca e stress: relazione cuore cervello”

  1. quanta fantasia-filosofia-medicina-attuale,….poveri Noi che siamo nati sotto questo dominio senza fine, che ignora-affossa la vera storia millenaria della cura salute Uomo-Società.! Quando la volpe non arriva all’uva, con la sua mente-furba, afferma che è “acerba” .

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