Puntura di vespa, calabrone e ape: cosa fare e 6 rimedi naturali

Con la bella stagione tutti amano restare all’aria aperta e godersi una bella giornata di sole ma questo ci espone maggiormente alle punture di insetti, grandi alleati dell’ambiente ma in alcuni casi pericolosi per l’uomo.

Cosa fare in caso di punture di Vespa, Calabrone o Ape?

La puntura di insetto è pericolosa solo se colpisce particolari zone del corpo come gola, lingua, occhi o labbra oppure nei casi di soggetti fortemente allergici o bambini molto piccoli. Le punture di insetto provocano una reazione infiammatoria dovuta alle sostanze irritanti rilasciate dall’insetto mentre alcuni insetti, come api e vespe, sono in grado di iniettare il loro veleno attraverso i loro pungiglioni.

Nella zona colpita si ha il rilascio dell’istamina, una sostanza che ritroviamo sia nelle allergie che nelle infiammazioni, questa è la causa del classico arrossamento accompagnato al gonfiore (chiamato ponfo). In base al tipo di puntura si potrà sviluppare una sensazione di dolore/bruciore (puntura da ape, vespa o calabrone) oppure prurito (zanzare, tafani, pulci o cimici) ma l’intensità di questa spiacevole sensazione è individuale e varia molto a seconda della reattività individuale.

I 6 rimedi naturali in caso di una puntura d’insetto: ape, calabrone, vespa, pulce, zanzara o tafano:

  1. In primo luogo bisogna assicurarsi che il pungiglione non sia ancora inserito nella pelle, se così fosse bisogna rimuoverlo utilizzando una pinzetta sterilizzata (passandola sul fornetto o sulla fiamma di un accendino) facendo estrema attenzione a non romperlo poiché potrebbe fuoriuscire ulteriore veleno e quindi peggiorare la situazione. Dopo l’estrazione bisogna procedere a pulire con cura la parte colpita utilizzando acqua fredda corrente e disinfettando con della tintura madre di calendula utilizzando 1 cucchiaino di tintura madre in 2-3 di soluzione fisiologica, questo rimedio è indicato come sostituto dei comuni disinfettanti di sintesi perché ha anche proprietà cicatrizzanti, antalgiche e antisettiche.
  2. Applicare un 1 cucchiaino di oleolito di iperico unito a 5 gocce di olio essenziale di menta piperita e 3 gocce di olio essenziale di tea tree. Tamponare delicatamente la zona con un batuffolo di cotone imbevuto lasciandolo a contatto con la pelle e coprire il tutto con una garza sterile. Rinnovare il tutto per 3 volte al giorno fino al miglioramento. L’iperico ha una forte azione antisettica e antidolorifica superiore a quella dell’ammoniaca che in questo caso viene potenziato dalla menta piperita (ad effetto antalgico e antipruriginoso) e del tra tree (antibatterico ad ampio spettro).
  3. Nel caso in cui non si disponga degli oli essenziali e dell’oleolito di iperico, si può sostituire con della calendula in pomata.
  4. Cosa fare in caso di punture di pulci, zanzare o tafani?
    Disinfettare le parti colpite come indicato nel punto precedente e poi applicare 1 o 2 gocce di olio essenziale di lavanda.
  5. Nel caso in cui il prurito sia molto oppure se la zona colpita è estesa, si può utilizzare una pomata a base di calendula con l’aggiunta di 1 goccia di olio essenziale di lavanda e 1 goccia di olio essenziale di menta piperita.
  6. Per difendersi dagli ospiti indesiderati possiamo creare uno spray repellente ad uso personale, utilizzando un flaconcino con erogatore diluendo al suo interno 20 ml di echinacea in tintura madre, 30 gocce di olio essenziale di menta, 10 gocce di olio essenziale di lavanda, 60 ml di acqua.

 

Autore: naturopata Albino Elia

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