Cancro tra chemioterapia e cure alternative

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Il cancro: l’ epidemia del secolo. Una visione tra incertezze mezze verità e ed interessi economici che si scontrano con la realtà e la libertà di cura.

Sempre più spesso, purtroppo, ci ritroviamo a dover affrontare il discorso cancro. Negli ultimi anni sembra si sia divulgata come un’epidemia, in modo diretto o indiretto questa malattia è diventata l’incubo dell’intera popolazione. Come la peste nel XIV secolo il cancro oggi è un’incognita, o almeno così ci vogliono far credere. Nel 2005 si sono registrati 252.662 nuovi casi di cancro[1], nello stesso anno sono morte 129.833 persone di tumore[2]. Ciò, al contrario di quanto possiamo pensare al primo impatto non vuol dire che le percentuali di sopravvivenza sono del 50%, anzi.

Attualmente le percentuali di sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi variano a secondo delle fonti, slittano da una media del 46% generico[1] a una media del 2,3% – 2,5% secondo uno studio fatto su 225.000 persone a 5 anni dal trattamento con le cure ufficiali pubblicato su “A Clinical Oncology”[3]. Incredibile ma vero. È praticamente impossibile calcolare una media reale dei sopravvissuti a 5 anni dalla malattia, una sola cosa è certa, qualcosa deve cambiare, ancora troppe persone muoiono ogni anno.
Intorno a noi ci sono moltissimi fattori scatenanti, a partire dall’inquinamento passando per gli alimenti con additivi cancerogeni, i cibi OGM, le radiazioni tecnologiche come le microonde e via dicendo. Tutti fattori scatenanti che potrebbero essere evitati se solo i produttori pensassero un po’ più a noi.

Prevenzione si chiama.

Secondo i più recenti dati pubblicati nel 2006 dall’American Cancer Society nel “The Cancer Atlas” il rischio di ammalarsi di cancro è maggiore nei paesi più sviluppati, dove compare il 46% del totale dei nuovi casi di tumore, pur essendo presente solo il 19% della popolazione mondiale. Si rimane sconcertati quando si pensa che esiste l’automobile ad aria, esiste quella a idrogeno ma ancora oggi l’industria preferisce il soldo dato dalla ricca combustione della benzina. A volte mi domando se il mondo non sarebbe un posto migliore se i miliardi spesi nelle inutili e finte ricerche sul cancro venissero spesi per progetti di prevenzione. Se tutti quanti ci impegnassimo per un mondo pulito, meno inquinato, se le verdure tornassero quelle di una volta e se potessimo proteggere in nostro corpo con i necessari nutrienti, non si abbasserebbe il tasso di mortalità? È un discorso forse un po’ fuori luogo specialmente quando è evidente che il mondo non va come dovrebbe, considerando che viene silenziosamente radiato dall’ordine dei medici chi del mestiere osa solamente avvicinarsi a ricerche alternative che coinvolgono il naturale.

La storia del Dott. Rossaro

L’articolo 5, lettera C della Dichiarazione di Helsinki dichiara: “il trattamento di un paziente, laddove non esistono comprovati metodi preventivi, diagnostici e terapeutici o questi siano inefficaci, il medico, con il consenso informato del paziente, deve essere libero di usare mezzi preventivi, diagnostici e terapeutici non provati o nuovi, se a giudizio del medico essi offrono speranza di salvare la vita, ristabilire la salute o alleviare la sofferenza”. Il Dott. Paolo Rossaro, che cura i suoi pazienti da oltre 30 anni è indagato di omicidio colposo per avere curato i suoi pazienti con la più classica delle medicine allopatiche e un sostegno psicologico che di certo non si riceve nella maggior parte degli ospedali.[4] I suoi pazienti lo difendono ma lo Stato lo accusa per non aver usato le cosiddette medicine ufficiali. Purtroppo 2 pazienti non ce l’hanno fatta, sì fanno parte delle 130.000 persone che ogni anno non ce la fanno. Dove sono le denunce agli altri medici che non sono riusciti a far guarire i loro pazienti? Confrontando la medicina naturale con la chemioterapia si riesce a capire meglio il meccanismo della sanità attuale nel trattare i malati di cancro. I dati epidemiologici delle cure ufficiali indicano che a 5 anni dal trattamento la sopravvivenza è del 2,3% – 2,5%, mi sembra una percentuale troppo scarsa perché possa essere considerata una terapia efficace. In ogni caso la procedura usuale di cura dopo la diagnosi consiste in: chemioterapia, radioterapia e chirurgia. Uno alla volta, in coppia o addirittura a cicli includendo tutti e tre.

La chemioterapia: una pratica assassina

Tra gli oncologi americani il 75% rifiuterebbe la chemioterapia in caso di malattia a causa degli effetti devastanti sull’organismo e la sua inefficacia.
Tra gli effetti indesiderati con più rilievo, la chemioterapia causa sterilità, aborti, malformazioni nei figli, danni a cuore, fegato, reni, sistema nervoso e produzione di tumori secondari. Secondo uno studio pubblicato sul Journal of Biology, la terapia farmacologica per la cura del cancro può indurre una vasta gamma di effetti neurologici collaterali, anche un’insorgenza di demenza.[5] Nonostante le basse percentuali di successo, nonostante le svariate ricerche che provino gli effetti devastanti sull’organismo, chi ha il coraggio di chiamarla CURA? In quale buco nero è finito il giuramento d’Ippocrate sul quale i medici giurano “di perseguire come scopi esclusivi la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell’uomo e il sollievo della sofferenza”? Qualche anno fa, due studi indipendenti statunitensi hanno rilevato che l’analisi di due geni nel DNA può prevedere se una chemioterapia ha possibilità di successo o meno. [6]Questo test potrebbe salvare moltissime vite, potrebbe evitare a moltissime persone di patire inutilmente gli effetti indesiderati della chemio dando la possibilità a molti di cercare metodi alternativi che potrebbero migliorare la qualità della vita e/o curare.

Le alternative esistono, non smetterò mai di ripeterlo

La terapia del Dott. Di Bella, il protocollo di Giovanni Puccio, l’ascorbato di potassio del Dottor Pantellini, le cure con l’aloe come quella di padre Romano Zago e moltissimi altri che mirano a rafforzare l’organismo per far sì che sia il nostro sistema immunitario a sconfiggere la malattia senza danneggiare e indebolire il resto del nostro corpo. Per completare il quadro cosiddetto alternativo ci sono medici che hanno rivoluzionato il pensiero scientifico, il Dottor Hamer con le 5 leggi biologiche del cancro sta ottenendo ottimi risultati, collegando la malattia al trauma subito e risolvendo il conflitto scatenante che è all’origine del “cortocircuito” nel cervello. Esiste una precisa corrispondenza tra il decorso del conflitto, l’evoluzione del tumore e quella del focolaio di Hamer nel cervello. Il conflitto colpisce quindi in modo quasi sincrono, la psiche, il cervello e l’organo. Allo stesso modo, il superamento del conflitto coinvolgerà contemporaneamente la triade psiche, cervello, organo. Risolto il conflitto, il focolaio di Hamer si rigenera, con la formazione di un edema perifocale, mentre le cellule cancerose, la cui proliferazione anarchica era dovuta ad un errore di codificazione del cervello (considerato come emittente di ordini), cessano dall’essere stimolate da codici erronei ed il cancro viene arrestato. [7]

Il Dott. Tullio Simoncini è un altro medico che ha rivoluzionato le teorie scientifiche sul cancro[8]. Attraverso i suoi studi dimostra che il cancro è causato dal fungo della Candida. Simoncini sostiene che l’unico mezzo per distruggere queste colonie fungine ed impedire che si rinnovino, consiste nel somministrare forti concentrazioni di sali, in particolar modo Bicarbonato di Sodio.[9]
Sembra una teoria semplicistica in confronto all’enorme calvario che subiscono migliaia di persone ogni anno, ma dal mio punto di vista è necessaria una vera rivoluzione nel campo medico e scientifico. Ci sono troppi morti. È ora di agire, è ora di confrontare realmente i risultati della medicina ufficiale a quelli delle nuove medicine rivoluzionarie, non individualmente ma insieme si può guarire, si può prevenire e si può migliorare notevolmente la qualità della vita.

[1] American cancer Society (ACS) “The Cancer Atlas 2006”
[2] Tutti i tumori: stime di mortalità 2005 www.tumori.net
[3]PubMed – A Clinical Oncology Autore: Morgan
[4] Su laleva.org: http://tinyurl.com/2dq49s
[5] Pubblicato su laleva.org: http://tinyurl.com/2x2slt
[6] Pubblicato su laleva.org: http://tinyurl.com/27r5sd
[7] Kankropoli di A. Mondini http://tinyurl.com/ypqg68
[8] Tullio Simoncini http://tinyurl.com/2hzfr3
[9] Tulli Simoncini http://tinyurl.com/2zeln4

Autore: Amanda Adams / Fonte: La Leva di Archimede

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2 pensieri su “Cancro tra chemioterapia e cure alternative”

  1. Ho assunto Redxnam e uso giornalmente curcuma .
    Ho ottenuto un miglioramento nei marcatori del sangue. Ho un polipo al colon alto Mai operato. .

    1. Fa sempre piacere sentite che i prodotti naturali funzionano.
      Immagino che abbia anche cambiato stile di vita e alimentazione.

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