Suono e risonanza biofisica

Suono e risonanza biofisica

Il filosofo Pitagora di Samo fu il primo, nel VII secolo a.C., a riflettere in merito al suono e alle sue proprietà. Egli pensava che il ritmo dovesse essere alla base della vita e dell’intero cosmo in un rapporto di assonanza continua. Oggi sappiamo che il filosofo greco aveva avuto una giusta intuizione.

Biofisica e risonanza

La ricerca continua della sintonizzazione è alla base del sistema vita, ma riguarda anche l’ambiente esterno in cui l’uomo è immerso. Studiando il comportamento di due diapason messi l’uno accanto all’altro, si è visto che le vibrazioni emesse da un primo diapason quando vanno a colpire il secondo diapason creano in esso un condizionamento tale per cui le particelle emesse dal secondo tendono a vibrare alla stessa frequenza. Così accade anche nei cori di musica classica nei quali si è potuto assistere allo stesso fenomeno. Monitorando infatti il battito cardiaco dei cantori si è visto che questi tendono a battere ritmicamente all’unisono.

Nell’uomo la ricezione, la trasmissione di stimoli e segnali e la sintonizzazione con l’esterno avviene già dai primi giorni di vita dell’embrione, si sviluppa all’interno della placenta, per poi proseguire e perpetuarsi per il resto dell’esistenza, ovviamente in maniera più amplificata in alcuni individui e meno in altri. E’ ormai noto che una bassa risonanza emotiva, come anche la mancanza di empatia, siano alla base di disturbi del comportamento e patologie anche molto serie come l’autismo o la sindrome di Asperger.

E’ possibile notare il fenomeno della sintonizzazione e capirne l’importanza osservando il comportamento dei neonati:

  • il loro trascorrere ore intere ad analizzare e ad osservare ciò che li circonda;
  • la loro attrazione per le cose animate rispetto a quelle inanimate, caratteristica che riescono a riconoscere e distinguere immediatamente;
  • il loro essere attratti dal volto umano, specie se della mamma, o da qualsiasi cosa possa somigliare ad un viso (la luna con occhi naso e bocca ad esempio), attraverso il quale empaticamente apprendono e mutuano il loro stesso sentire;
  • è pressoché comune a tutti i bambini il momento che precede il linguaggio, ovvero la lallazione (momento comune anche ad altre specie animali, come gli uccelli) in cui i bambini intentano una specie di nenia con la quale accompagnano e accordano movimenti e pensieri.

Questi sopra elencati sono solo alcuni dei comportamenti che interessano l’essere umano ed il suo rapporto ritmico con il mondo; studiati e misurati attraverso strumentazioni scientifiche hanno messo in rilievo come il movimento sia alla base del binomio uomo-mondo. Studi scientifici importanti hanno infatti dimostrato come la relazione tra i suoni ed ogni singola cellula del corpo umano si esplichi a vari livelli nei diversi sistemi biologici. Basti pensare a come il battito cardiaco, le oscillazioni della colonna e le vibrazioni cerebrali siano collegati tra loro, per comprendere quanto si influenzino a vicenda, e come quindi momento per momento questa grande organizzazione vivente, che è l’essere umano, moduli e modifichi il suo stato interno al variare di quello esterno e viceversa.

Cosa accade quando non ci sentiamo in sintonia

Il corpo umano è sempre coinvolto in processi di interrelazione in cui ogni sistema modulandosi con l’esterno cerca costantemente sintonia e accordo. Naturalmente non sempre ciò si verifica, poiché la perfetta sincronia desiderata spesso diviene obiettivo poco raggiungibile se si è in presenza di una non opportuna compartecipazione. La sintonia infatti presuppone un coinvolgimento nel processo delle parti interessate, e affinché si possa dir tale, ci deve essere coinvolgimento all’unisono. Ecco come dunque è possibile spiegare il fenomeno delle tensioni emotive che intervengono quando ci troviamo in un ambiente che ci sembra “ostile”, in un posto di lavoro emotivamente inadeguato o con persone con le quali non ci sentiamo in sintonia. Spesso capita infatti di “non sentirsi a proprio agio” in una situazione, o di sentire “a pelle” che una certa cosa o una data persona non fa per noi: in quel momento è il nostro cervello arcaico che interviene e che fornisce una decisione senza sottoporla al vaglio della coscienza. Il meccanismo per il quale alcuni processi avvengano al di sotto della soglia di coscienza è un fattore di economia. Il nostro sistema nervoso si occupa anche della nostra continuità in vita, e spesso svolge il suo compito senza che ce ne accorgiamo perché la velocità è essenziale al fine della sopravvivenza. Prima si decide, più probabilità ci sono che si resti in vita. Questo avviene per cose molto importanti ma anche per cose futili. Attraverso delle informazioni immagazzinate nella paleo-corteccia, il sistema neurovegetativo attinge ai dati necessari, con una modalità di accesso rapido. Questo meccanismo si attiva anche in presenza di una sensazione uditiva o tattile che crea allerta.

Ritmo e cervello emotivo

Le sensazioni uditive sono inoltre in diretta connessione con i ricordi e le emozioni, a tal punto da riuscire a richiamare alla memoria sensazioni profonde ad essi legate senza valutazione cognitiva. Ecco perché un suono è in grado di rievocare dei ricordi e un ritmo è capace di rallentare o aumentare il battito cardiaco.

E’ per questo quindi che musica, vibrazioni musicali o suoni particolari possono essere utilizzati anche a scopo terapico per liberare il corpo da corazze muscolari di cui, per difesa nei riguardi delle cose che ci circondano, l’apparato motorio è spesso sede.

Ritrovare la sintonia attraverso il ritmo del tocco

Per l’operatore di medicina manuale il tocco ritmico, l’intenzione comunicativa e la sintonia costituiscono degli elementi fondamentali di cui anche la medicina ufficiale comincia ad occuparsi, ma che per troppo tempo non hanno avuto l’attenzione meritata.

Attraverso la sensazione tattile chi riceve il trattamento può finalmente sentire e “sentirsi”. Attraverso il respiro dell’operatore il massaggiato può entrare a contatto con il proprio respiro e con le sue funzioni di base. L’intervento integrato del tocco, unitamente alla sensazione uditiva, proveniente da una fonte musicale opportunamente scelta, possono restituire all’altro parte delle sensazioni nascoste o riportare alla coscienza blocchi emotivi celati.

Ricreare un ambiente empatico vuol dire riportare l’individuo in una situazione ottimale in cui viene ripristinata l’omeostasi. Questo processo può iniziare con esercizi che riguardano il corpo come la meditazione, il massaggio, la respirazione e irradiarsi a tutti i livelli della persona con meccanismo ad onda d’urto per il quale un sistema, attraverso processi ormonali, sensitivi e nervosi va ad influenzare beneficamente un altro sistema.

Esercizi da praticare per aumentare la sensazione di sintonia e benessere

Con esercizi quotidiani, purché accompagnati da sapiente controllo, è possibile giungere ad una migliore conoscenza di sé, ad un migliore equilibrio e ad una più profonda sintonizzazione. Ad esempio:

  • l’esposizione a suoni, ritmi e rumori;
  • pratiche di meditazione di gruppo e individuali;
  • cantare in un coro;
  • suonare in un gruppo;
  • praticare balli di coppia o di gruppo;
  • cantare con la radio accesa;
  • la pratica di arti marziali;
  • osservare paesaggi naturali come l’alba e il tramonto, osservare il cielo quando è blu o praterie molto verdi;
  • ascoltare i suoni della natura;
  • assistere a serate musicali;
  • allontanarsi per quanto possibile da ogni forma di inquinamento acustico;
  • sottoporsi a trattamenti come massaggi e terapie manuali di diverso tipo;
  • scegliere un’attività piacevole da svolgere, in cui libertà e impegno possano convivere senza entrare in conflitto tra loro.

Queste sono solo alcune delle attività con cui è più facile stabilire un contatto con la parte più profonda di sé, agire in modo consapevole allentando i blocchi somatici ed emotivi, aumentando la risonanza e la liberando così il proprio corpo dalla sensazione di immobilità in cui spesso è costretto.

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