Chakra: guida introduttiva alla scoperta dei 7 Chakra

Chakra

Un viaggio nel mondo dei chakra – sei semplici domande e sei altrettanto semplici risposte per un primo approccio conoscitivo.

Secondo le antiche medicine orientali (Medicina Tradizionale Cinese e Medicina Ayurvedica) all’interno del nostro corpo (ma anche intorno a noi considerando che il nostro corpo fisico è avvolto da un campo energetico “sottile” chiamato “Aura”) scorre un flusso energetico che ci vivifica e dà una personale impronta fisica, mentale e spirituale ad ognuno di noi. Questa corrente energetica si alimenta grazie all’energia universale (il cosiddetto “soffio vitale”) che anima tutte le cose e tutti gli esseri viventi e che noi assorbiamo attraverso la respirazione.

La medicina tradizionale cinese individua questa energia vitale universale nel “CH’I”che  scorre nei cosiddetti “canali energetici” (i meridiani cinesi dell’agopuntura). Per la medicina ayurvedica l’energia universale (“PRANA”) viene invece veicolata attraverso i chakra. Per entrambe le medicine vale, comunque, il concetto che, quando l’energia scorre liberamente dentro di noi, senza intralci o intoppi, noi siamo in equilibrio psicofisico e ci sentiamo bene. Quando invece l’energia non fluisce regolarmente si crea uno squilibrio che, molto spesso, si traduce in una malattia vera e propria.

Ed ora andiamo a conoscere l’affascinante mondo dei chakra lasciandoci guidare da sei domande e sei rispettive risposte.

1. Qual è il significato della parola “chakra”?

Il termine “chakra” deriva dal sanscrito, una lingua indiana antichissima risalente ad oltre 4.000 anni fa. I testi più remoti in cui compare il termine “chakra” sono i Veda, le sacre scritture su cui si basa tutto il pensiero filosofico della cultura indiana. Le diverse traduzioni, che alla parola “chakra” vengono genericamente attribuite, si riferiscono sempre a un qualcosa di rotante, di forma circolare e che viene poi praticamente individuato come un cerchio, una ruota, un disco, ma soprattutto come …un vortice.

2. Cosa sono i chakra?

I Chakra, in realtà non sono entità fisicamente rilevabili ma, nell’accezione comune derivante dal pensiero tradizionale indiano, sono pensati come dei centri o vortici energetici immateriali che, ruotando più o meno veloci, veicolano l’energia vitale (il “prana” cui abbiamo accennato in premessa) all’interno del nostro corpo assorbendo, a tal fine, l’energia universale dall’esterno e rilasciando a loro volta la nostra energia all’esterno.

Ogni chakra ha una sua particolare “frequenza vibrazionale” che lo collega a tutti i livelli dell’essere: fisico, psichico, emozionale e spirituale scambiando e filtrando informazioni che sono poi quelle destinate a formare il nostro carattere, la nostra personalità, la nostra presenza fisica nel mondo.

I chakra lavorano, in pratica, come stazioni di raccolta e smistamento dell’energia che circola all’interno ed all’esterno del corpo ed il loro compito è quello di permettere che l’energia stessa scorra liberamente all’interno del nostro organismo consentendoci, in tal modo, di mantenere il nostro benessere fisico, mentale e spirituale e di godere di una buona salute.

Il cattivo funzionamento dei chakra può, al contrario, creare un blocco o un rallentamento energetico ovvero un eccesso di ristagno energetico causando disturbi e disagi che vanno a ripercuotersi direttamente sulla nostra stabilità psichica e fisica.

3. Quanti Sono I Chakra?

I Chakra presenti nel nostro corpo sono numerosi (nei sacri testi si parla di 70 di numero) ma i principali, che si trovano posizionati in linea retta lungo la colonna vertebrale ( dalla sommità della testa alla base della colonna vertebrale), sono 7, un numero esoterico e magico. Sono sette come i colori dell’arcobaleno, come le note musicali, come i sette pianeti….e, considerati nel loro complesso, costituiscono un sistema tra di loro perfettamente integrato e funzionale.

  • Il primo chakra (Muladhara) si trova all’altezza del perineo ( tra l’ano ed i genitali) ed è individuato anche come il chakra della terra o della radice: è collegato alla “sopravvivenza” ed il suo colore di riferimento è il Rosso
  • Il secondo chakra (Svadhisthana) si trova tre dita sotto l’ombelico ed è individuato anche come il chakra dell’acqua: è collegato alla “sessualità” ed il suo colore è l’Arancione
  • Il terzo chakra ( Manipura) si trova all’altezza dello stomaco ed è individuato anche come il chakra del fuoco o del plesso solare: è collegato alla “forza” ed il suo colore è il Giallo
  • Il quarto chakra (Anahata) si trova all’altezza del cuore ed è individuato come il chakra dell’aria o del cuore. : è collegato all’amore” ed il suo colore è il Verde
  • Il quinto chakra (Visuddha) si trova all’altezza della gola ed è individuato come il chakra purificatore o della gola: è collegato alla “comunicazione” ed il suo colore è l’Azzurro
  • Il sesto chakra (Ajna) si trova all’altezza della fossetta sopra le arcate sopraccigliari ed è individuato come il chakra della luce o del terzo occhio: è collegato alla “intuizione” ed il suo colore di riferimento è l’
  • Il settimo chakra (Sahasrara) si trova al centro della sommità della testa ( zona fontanella) ed è individuato anche come il chakra della corona: è collegato alla “cognizione” ed il suo colore è il Viola

I 7 chakra vengono chiamati anche “Padma” che significa “Loto” in quanto, quasi sempre, vengono rappresentati come fiori di loto chiusi, semichiusi, aperti e con un numero diverso di petali che, dal primo al settimo, aumentano man mano che si sale verso l’alto della figura umana.

I chakra posizionati più in basso nel corpo, essendo più vicini alla terra, vengono considerati come quelli regolanti gli aspetti materiali e pratici della vita: sopravvivenza, movimento, azione. I chakra superiori invece sono più legati ad un’area mentale e spirituale e lavorano, simbolicamente, attraverso i sentimenti, le parole, le immagini ed i concetti.

Nei prossimi post analizzeremo, uno per uno, i 7 chakra con le loro caratteristiche, le loro funzionalità, i loro compiti e , soprattutto, le loro peculiarità energetiche. Per ora ho voluto semplicemente individuarli nel contesto di una sintesi generale di tutto il loro sistema.

4. Perchè  si parla di “sistema dei chakra”?

Con questo termine si vuole sottolineare la stretta interdipendenza dei chakra tra di loro ma anche il concetto di simbiosi e correlazione tra un chakra ed un altro, fattori questi che portano a precisare come il buon funzionamento di un chakra influisce positivamente sugli altri chakra viciniori così come la chiusura di uno di essi può provocare il blocco del flusso energetico a danno di un altro.

I chakra, in sostanza, operano come in un gioco di squadra che li porta a poter essere identificati anche come vasi comunicanti dove l’equilibrio di ognuno di essi dipende anche dal funzionamento complessivo del sistema.

Rafforzare un primo chakra può influire sull’equilibrio del secondo mentre un blocco del quarto chakra può indebolire energeticamente il terzo e così via…

Ma il sistema dei chakra svolge, comunque, un lavoro comune: quello di favorire il libero scorrere dell’energia dal basso verso l’alto e dall’alto verso il basso in una costante e benefica ricerca dell’equilibrio psicofisico generale della persona.

5. Cosa si intende per “chakra aperto e chakra chiuso”?

Tra le varie definizioni che vengono date ai chakra la più significativa, a mio avviso, è quella di un doppio vortice energetico che ci fornisce una rappresentazione del chakra come due spirali a forma di coni contrapposti ( tipo una clessidra) che girano più o meno velocemente favorendo da un lato il passaggio dell’energia dall’esterno all’interno del corpo con una successiva redistribuzione diffusa della stessa nel nostro organismo (sia a livello di fisico che di psiche) e, dall’altro, il corrispondente passaggio dell’energia dall’interno all’esterno con dispersione della stessa nell’energia universale. In tal modo l’energia del singolo chakra viene ad interagire con l’energia cosmica.

Per ottimizzare questa funzione è necessario che il singolo chakra sia “aperto”, cioè messo in condizione di consentire ed agevolare il libero scambio energetico.

Quando il chakra è aperto l’energia scorre con facilità e fluidità influenzando positivamente sia la mente che il corpo e donandoci positività, serenità, ottimismo, gioia di vivere, coraggio, amore, autostima, consapevolezza, creatività….

Al contrario si parla di chakra “chiuso o bloccato” quando l’energia non scorre in modo fluido ma rallenta, si blocca, ristagna…. Avere un chakra chiuso significa avere dentro un malessere energetico  che si traduce in un disagio del corpo, della mente e dello spirito che  porta sofferenza, tristezza, sensi di colpa, di paura, di bassa autostima, di incapacità ad esprimere i propri sentimenti come l’amore, la gioia, l’entusiasmo….

Esiste, peraltro, un’altra condizione negativa in cui può trovarsi un chakra : quella della presenza, nel chakra stesso, di un eccesso energetico che può provocare spesso una “invasione” nel campo operativo di un chakra contiguo.

Anche un sovraccarico di energia, quindi, può determinare uno squilibrio che può poi ripercuotersi a livello emotivo con altre tipologie di disturbi e disagi emozionali.

6.Come si fa a riequilibrare energeticamente un chakra?

Abbiamo visto quanto sia importante che il sistema dei chakra sia in un buon equilibrio energetico perché, da esso, dipende il benessere fisico, psichico, emozionale e spirituale di una persona.

Esistono diverse tecniche per “riequilibrare” un chakra chiuso o eccessivamente carico di energia: per chi fosse interessato o comunque semplicemente curioso di provare questa esperienza, faccio presente che, presso il mio Studio in Roma-Prati ”L’Angolo del Naturopata”, utilizzo:

  • trattamenti pranoterapici specifici con massaggio delle zone interessate dai chakra
  • esercizi fisici diversi per riequilibrare ogni singolo chakra
  • l’energia sprigionata dai cristalli e dalle pietre dure di colori diversi ( i 7 colori dell’arcobaleno)
  • gli aromi rilasciati dagli olii essenziali
  • le frequenze vibrazionali provenienti dai suoni armonici delle campane tibetane
  • tecniche di meditazione e di distensione immaginativa.

Spero che questo articolo sia stato utile per farvi entrare nel mondo dei Chakra con la giusta gradualità ed attenzione: ho cercato di farlo con semplicità cercando di stimolare la curiosità di chi fosse interessato a seguirmi nei successivi post che dedicherò all’analisi specifica dei singoli chakra al fine di individuare le loro diverse identità, caratteristiche, funzioni…

 

Autore: Avv. Gerry Chirò – Naturopata in Roma Prati

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