Invecchiamento dell’apparato digerente e anoressia in età senile

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La seconda parte della serie di articoli dedicati al tema della terza età e sulle possibili risoluzioni ad alcune problematiche che affliggono le persone durante l’età senile. In questo articolo saranno trattati i temi dell’invecchiamento dell’apparato digerente e l’insorgere dell’anoressia “fisiologica”.

 

Invecchiamento dell’apparato digerente e anoressia “fisiologica” dell’età senile: seconda parte

Con il passare degli anni si assiste alla riduzione dell’efficienza dellamasticazione conseguente parodontiti, mancanza di denti totale o parziale, solo parzialmente risolta dall’uso delle protesi dentarie. Ancora, artrosi mandibolare, ridotta efficienza dei muscoli della masticazione.

Di rilievo sono le modificazioni che avvengono a carico delle ghiandole salivari quali diminuzione del volume, atrofia degli acini ( gli acini delle ghiandole salivari sono i bacini nei quali viene raccolto il segnale chimico del gusto, segnale che verrà poi inviato tramite particolari terminazioni nervose fino al cervello, il quale riconoscerà i sapori ed elaborerà una sensazione di piacere o meno dell’alimento che stiamo mangiando ), ridotta concentrazione delle amilasi (enzimi digestivi) nella saliva.

Sono frequenti inoltre nell’anziano reflussi spontanei gastroesofagei e contrazioni incoordinate della muscolatura del tratto digerente. A livello dello stomaco si ha un modesto declino dell’attività secretoria di acido cloridrico e pepsina ( sono i succhi gastrici e pancreatici ), docuto sia ad una ridotta capacità secernente di ciascuna cellula, sia ad una diminuzione del numero delle cellule. la motilità gastrica è un pò ridotta anch’essa. la riduzione dei succhi gastrici e pancreatici diminuisce la capacità di digerire le proteine; anche l’assorbimento intestinale degli aminoacidi risulta meno efficace che nell’adulto in particolare per lisina, triptofano e treonina.

A carico dell’intestino tenue si assiste ad un progressivo assottigliamento della parete, i villi appaiono irregolari e rarefatti.la riduzione degli enzimi presenti sulla superficie della mucosa intestinale comporta una ridotta idrolisi dei disaccaridi e trisaccaridi ( zuccheri complessi ). la composizione della flora batterica è alterata per la frequente assenza del batterio acidofilo.

Anoressia “Fisiologica” dell’età senile

Malgrado la presenza di una quota rilevante di soggetti obesi, il principale problema di soggetti anziani è rappresentato dalla riduzione dell’introito alimentare e dalla perdita di una motivazione a mangiare. Ciò fa pensare alla presenza di problemi nella regolazione del bilancio energetico e nel controllo dell’intake alimentare. La riduzione dell’introito di cibo può dipendere da problematiche sociali ( povertà, solitudine, isolamento sociale ), psicologiche ( depressione spesso associata alla perdita di un ruolo sociale ), fisiologiche ( riduzione del senso della fame ), dalla riduzione dei sensi del gusto e olfatto ( diminuzione della sensibilità per riduzione del numero delle gemme gustative ). L’anziano in pratica ha una soglia aumentata dei gusti dolce e salato, ovvero sono necessari concentrazioni più alte di zuccheri e di sale affinchè egli possa percepire il sapore dolce o salato rispetto alla percezione di un individuo adulto non anziano.

Alcuni possibili trattamenti

Gli anziani sono spesso forti consumatori di farmaci. L’assunzione di farmaci ad inizio pasto con l’aggiunta di un discreto quantitativo di acqua ha un effetto di blocco dell’appetito. Non si devono mai assumere i medicinali prima del pasto ma sempre dopo il pasto. Alcuni farmaci, e le stesse interazioni tra di loro qualora il paziente assuma più farmaci, possono interferire con l’assunzione ed il metabolismo dei nutrienti attraverso uno stimolo o una riduzione dell’appetito, modificando il PH gastrointestinale, i tempi di transito intestinale e l’attività degli enzimi digestivi.
Sono di frequente riscontro, ad esempio, alterazioni dell’equilibrio idroelettrolitico (perdita di minerali dal corpo) in concomitanza con l’assunzione di diuretici ( i farmaci per il trattamento della pressione arteriosa ). Oppure sono comuni casi di anoressia o perdita del gusto per colpa di farmaci antineoplastici, di carenze di calcio e fosforo ( da ridotto assorbimento ed aumentata escrezione ) in relazione all’assunzione di antiacidi a base di sali di alluminio. La cosa ancora più deleteria è poi il fatto che a sua volta uno stato nutrizionale deteriorato può modificare la farmacocinetica ( l’efficienza dei farmaci ) in relazione ad un cambiamento nella composizione corporea, alla disponibilità di proteine circolanti, alla funzionalità epaticaed alla capacità escretrice renale.

La conseguenza di tutto ciò è una sottoalimentazione che riguarda dal 5 al 30% degli anziani tra i 70 e gli 80 anni, autonomi, residenti al proprio domicilio con uno stato di salute apparentemente buono. Negli anziani istituzionalizzati ( ricoverati in centri per anziani o strutture mediche ) il quadro è ancor più grave e almeno il 50% presenta una malnutrizione calorico-proteica stando ai dati dello studio EURONUT-SENECA.

Autore: Gianpaolo Usai

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