Come si sta bene nella pancia della mamma…

Con questo post mi piacerebbe dare un contenuto riflessivo al titolo, abbastanza scontato e forse anche banale, del mio articolo, cercando di cogliere, dal periodo della gestazione,  alcuni spunti utili per il percorso della vita che, dal momento della nascita, rappresenterà per noi un’avventura ricca di emozioni, positive e negative, che dovremo via via affrontare. Ecco, allora, come quello che provavamo nella pancia della mamma ci può tornare come utile esempio da …imitare.

Va premesso che il concepimento di un essere umano è il frutto dell’intimità più assoluta tra due individui ed è anche il traguardo più alto che la natura possa raggiungere nella sua perfezione creativa, dando inizio all’esistenza di una vita superiore ad ogni altra forma di vita presente in natura: l’uomo.

E’ solo e unicamente un atto d’amore quello che si chiede alla coppia, essendo la risposta più completa ed elevata che una coppia può dare come contributo umano alla creazione. Dopo di che è la natura stessa e solo la natura a regolare, con la perfezione della sua esperienza, l’avanzamento dei lavori all’interno del grembo materno.

Un percorso naturale perfetto

Con il concepimento inizia un percorso naturale perfetto in cui l’uomo è semplicemente spettatore della preparazione di una nuova vita, mentre la natura si preoccupa di predisporre per il nascituro l’habitat ideale secondo le regole da essa stesse dettate.

Un habitat interamente realizzato, quindi, senza alcun tipo di intervento e di condizionamento umani e preparato in modo tale da assicurare al feto le condizioni ideali perché possa realizzarsi, al momento della nascita, il migliore contatto possibile con il mondo esterno.

Senza alcun intervento da parte dell’uomo, insomma, questo processo naturale riesce ad assicurare la perfezione del prodotto.

A che cosa possiamo ispirarci

Gli aspetti della gestazione costituiscono, a mio avviso, un ottimo punto di partenza per l’individuazione di alcuni rimedi naturali e comportamentali che possiamo utilizzare per stare meglio quando il nostro equilibrio psicofisico è minacciato. E non a caso abbiamo scelto di cercare degli spunti proprio laddove, per eccellenza, la natura agisce totalmente al di fuori del condizionamento umano: e cioè il percorso di creazione dell’uomo stesso.

Buio e silenzio, calore e contatto, posizione fetale, non sono forse questi gli elementi che ricerchiamo quando siamo in crisi?

Il buio e il silenzio

Nella naturalezza del percorso che l’embrione segue durante la sua evoluzione psicofisica possiamo cogliere alcune peculiarità che la natura ha scelto per favorire il miglior acclimatamento del nascituro.

La gestazione si svolge in un ambiente ovattato, dove solo il buio e il silenzio avvolgono e proteggono il feto. Ma attenzione, non si tratta qui di quel buio e quel silenzio che avvertiamo noi normalmente attraverso i sensi, bensì di qualcosa di diverso, che potremmo definire “buio luminoso” e “silenzio armonioso”, con tutta la serenità e il grado di rilassamento che tali espressioni comportano.

Buio e silenzio intesi allora come contorno rassicurante della nostra esistenza ogni qualvolta il caos, la confusione, le preoccupazioni, le paure rischiano di influire negativamente sulla nostra psiche. Buio e silenzio che, del resto, istintivamente noi stessi ricerchiamo sempre, nei momenti di caduta dell’equilibrio psicologico, e che la natura ritmicamente ci propone di continuo attraverso l’alternanza della notte al giorno.

Il contatto e il calore

Se vogliamo prendere un altro esempio rassicurante propostoci dalla fenomenologia della vita che cresce nel grembo materno, consideriamo anche l’obiettivo avvolgente che il corpo materno assicura al feto: una totale e infinita morbida carezza entro cui esso può crescere. Contatto e calore.

Gli stessi contatto e calore che andremo a ricercare sempre, nel corso della vita, sotto forma di carezze, coccole, o qualsiasi altra sensazione rassicurante, a suo tempo percepita e goduta nel grembo materno.

Una carezza, un abbraccio, una mano sulla spalla, intorno alla vita, persino il semplice toccarsi, rappresentano spesso un contributo fortemente positivo in caso di depressione, di angoscia, di ansia. Anche perché la vicinanza fisica tra due persone produce di per sé energia rivitalizzante e contribuisce al riequilibro psichico rafforzandone le difese naturali e la carica vitale.

La posizione fetale

Ma dal feto abbiamo infine da imitare, per metterla in pratica ogni volta che ne ravvisiamo la necessità, la posizione fetale, di per sé capace di trasmetterci una sensazione di immediata tranquillità e serenità quando abbiamo maggior bisogno di rilassamento e protezione.

E di tutto questo chi dobbiamo ringraziare se non …il grembo materno? Grazie, allora, a tutte le mamme del mondo!!!

 

Autore: Avv. Gerry Chirò – L’Angolo del Naturopata

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