Gravidanza e moxa: come evitare il parto podalico

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Esiste in realtà un metodo naturale della medicina cinese che aiuta a correggere la malposizione del feto, una tecnica che può essere eseguita già dalla 32-esima settimana. Tale metodo è detto moxibustione (moxa), una stimolazione di punti del corpo attraverso il calore prodotto bruciando un bastoncino di artemisia. Generalmente la tecnica più utilizzata in gravidanza, nel caso di posizione anomala del feto, è quella della Foglia di artemisia bruciata come un sigaro in prossimità del quinto dito del piede. Questa tecnica aiuterebbe il Feto a rigirarsi autonomamente nell’utero materno, in modo da raggiungere la posizione cefalica.

 

Moxa e gravidanza: come fare girare un bambino podalico

Parto naturale.foglia di “Artemisia vulgaris”.

Gravidanza

Uno dei traguardi nel cammino del riconoscimento delle tecniche alternative dalla medicina ufficiale è sicuramente l’introduzione della moxibustione tra le pratiche ostetriche, all’interno degli ospedali.

Ma cos’è questa moxa? e soprattutto, a cosa serve?

La moxa è una delle tecniche antiche usate in medicina tradizionale cinese e consiste nell’utilizzo di un bastoncino di artemisia (o carbone di artemisia) da incendiare ad un’estremità e avvicinare ai punti energetici dei meridiani a seconda del tipo di intervento da fare.

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Bastoncini di moxa

Artemisia

Artemisia vulgaris

Sono molti i suoi utilizzi, e tra questi uno che sta diventando particolarmente noto anche in occidente, è la stimolazione con il calore di alcuni punti nel piede per favorire la rotazione del feto quando esso è podalico. In realtà si tratta semplicemente di avvicinare il bastoncino di artemisia acceso nel punto 67v in corrispondenza dell’angolo ungueale esterno del mignolo del piede.

67 V

Tale applicazione deve essere fatta tutti i giorni per trenta minuti (quindici per ciascun piede) partendo dalle ultime tre settimane di gravidanza. i ginecologi cinesi a volte abbinano anche l’agopuntura. Secondo la medicina tradizionale cinese il feto, quando si presenta podalico, fluttua nel liquido amniotico in modo anomalo, e questo dipende da una disarmonia dei fluidi corporei. La vescica è il viscere che presiede alla regolazione di tali fluidi e perciò va tonificato agendo sul suo meridiano, appunto nel 67v, il suo ultimo punto.

Studi approfonditi hanno in seguito dimostrato che tale meridiano ha una relazione con i meccanismi ormonali che regolano il parto.

Da affiancare alla pratica della moxa, per aumentarne l’efficacia, la donna può eseguire un esercizio per stimolare anch’essa la rotazione fetale.

Ci si dispone sdraiata supina in modo comodo, magari utilizzando dei cuscini, e ci si massaggia l’addome in senso rotatorio. L’esercizio va ripetuto più volte in più giorni, e il feto tenderà a girarsi seguendo la direzione delle manovre eseguite. Ovviamente sia questo esercizio che la moxa andranno sospesi a obbiettivo raggiunto.

Autore: Sara Villa

 

 

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