Esperienze di Medicina Naturale: la Maternità.

Nel 2014 ho avuto l’opportunità di condurre due piccoli studi incentrati sugli effetti dell’amore materno, nei reparti di ginecologia e neonatolgia di un ospedale romano. Proseguendo le ricerche di Masaru Emoto sulla memoria dell’acqua, e la risonanza vibrazionale (Hado), avevo incontrato un dispositivo che traduce l’attività del cuore in musica. Il suo inventore aveva studiato per molti anni le vibrazioni armoniche, i loro effetti sull’acqua e sugli organismi, e voleva dimostrare che chiunque ha nel cuore l’armonia necessaria per influire positivamente su di sé e sull’ambiente circostante, anche fisicamente; per questo aveva preso il parametro fisiologico che meglio rappresentava il suo concetto di armonia naturale del corpo: la Variabilità della Frequenza Cardiaca e l’aveva messo al centro della sua invenzione, per produrre una sorta di “auto-musicoterapia” o “bio-feedback musicale”.

 

La maternità in ospedale purtroppo, oggi è trattata alla stregua di una condizione potenzialmente patologica, anche dove ci sono bollini e certificati di qualità, dove si dichiara di aderire ai vari piani “baby-friendly” e simili, nella pratica mancano la serenità e la fiducia, la coscienza necessaria ad assecondare e favorire la benevolenza della natura; perciò le neomamme difficilmente godono della libertà e della spensieratezza necessari a seguire il loro istinto per un parto naturale. Anche per quel che riguarda i neonati, ci sono regole, usanze, protocolli e paure, per i quali non appena si esce minimamente dai valori di riferimento, ci si mette in allarme. Questo clima è l’esatto contrario delle necessità biologiche e naturali affinché mamma e bambino possano conoscersi e donarsi tutta la tenerezza che provano l’uno per l’altra.

 

Una mamma fiduciosa, consapevole che l’amore che ha fatto crescere per nove mesi il suo bimbo nella pancia lo nutrirà e proteggerà anche all’esterno, è tutto quello che serve per un allattamento efficace. Così come una partoriente libera di vivere la luminosa esperienza di essere canale per una nuova vita, accolta nelle sue necessità, è una portentosa risorsa di istinto, sicurezza e amore, che impara molto naturalmente “sul campo” tutto quel che serve. Per tutte queste ragioni mi venne in mente di proporre nell’ospedale dove lavoravo gli studi con la musica del cuore. Il mio intento era spostare l’attenzione da tutte le paure e i protocolli, verso le gioie della nascita e della maternità; il mezzo era questa nuova tecnica, che seppur “non naturale”, consentiva di concentrarsi sulla bellezza del momento, sulle sensazioni profonde e sul rilassamento. In ginecologia, alle donne candidate al parto naturale, veniva proposto di ascoltare la loro musica del cuore durante il travaglio, e si seguivano gli effetti di questo intervento, con due scale di valutazione del dolore e del comfort. In neonatologia invece, avevo proposto alle madri in degenza post-parto con eventuali difficoltà ad allattare, di provare una sessione di allattamento con musica del cuore, prima di ricorrere al latte artificiale. I risultati di questi due esperimenti sono stati davvero entusiasmanti: “ascoltare il cuore”, essere avvolte e coccolate dalla propria musica, rilassarsi e concentrarsi sull’armonia di momenti tanto belli e intensi coma la nascita e l’allattamento del proprio bebè, favoriscono la naturalezza di quei momenti, anche in un contesto come quello ospedaliero. In alcuni casi, si creava un’atmosfera davvero bella, spesso quando iniziavamo una sessione in sala travaglio, sparivano tutti gli altri medici e operatori e rimanevamo io e la partoriente ad ascoltare la musica e goderci il momento.

 

Dopo una quindicina di minuti, eravamo entrambe molto rilassate e con tutta calma, tra una contrazione e l’altra, scambiavamo qualche parola sulle sensazioni o condividevamo un silenzio pieno di gratitudine. Per il mio contratto di formazione passavo in ospedale solo poche ore la mattina, quindi in genere non assistevo al parto, che avveniva qualche ora dopo, ma la mattina successiva passavo a salutare la mamma, che aveva sempre partorito naturalmente e senza problemi. Tra i ricordi più belli di quella esperienza sicuramente: una mamma di due gemelli addormentata con la musica durante la fase attiva del travaglio; una partoriente avvolta di luce e dolcezza mentre le contrazioni si susseguono senza dolore; una infermiera che dopo aver ascoltato la presentazione sull’acqua e le vibrazioni, comprendendo che ogni parola ha una sua armonia, mi dice “devo dire a mia figlia che la amo!” e ovviamente, tutte le mamme che da spaventate e preoccupate di non essere all’altezza di nutrire i propri figli, rilassandosi col bimbo sul seno, assistevano alla prima fuoriuscita di latte.

La musica del cuore è stato un espediente interessante, un passaggio intermedio, per prendere più fiducia in ciò che è ovvio della Natura, nella Sua saggezza, nell’Amore e spero che questa testimonianza, come i prossimi casi clinici che pubblicherò, possano aiutare a chiarire e semplificare l’approccio alla salute anche da un punto di vista medico.

Grazie

Credito foto: Margherita Gramiccia

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