Bambini in sovrappeso e stile educativo

 

Il Ministero della Sanità Italiano definisce obeso un bambino il cui peso superi del 20% quello ideale, e in sovrappeso se lo oltrepassi del 10-20%. In Italia esistono un milione e centomila bambini tra i 6 e gli 11 anni con problemi di eccesso ponderale[1]. Il 12% dei bambini risulta obeso, mentre il 24% è in sovrappeso, quindi più di un bambino su tre[2] è interessato dal problema.

Il sovrappeso infantile è stato per molto tempo medicalizzato, considerato cioè materia esclusiva dei medici

Solo recentemente lo si è iniziato a considerare come una conseguenza di uno stile di vita errato. Questa nuova consapevolezza ha aperto la porta a riflessioni di tipo educativo, permettendoci di intravedere la possibilità di utilizzare strumenti diversi – e forse anche più efficaci – per fronteggiare quella che ormai sta diventando un’emergenza.

I bambini di oggi trascorrono buona parte del loro tempo libero davanti alla televisione o ai videogiochi, senza considerare le ore passate sui banchi di scuola e quelle dedicate ai relativi compiti svolti a casa. La loro è una vita eccessivamente sedentaria, il triste risultato è quello che le statistiche ci riportano. La natura stessa dei nostri piccoli richiede al contrario la possibilità di muoversi, affinché essi possano sperimentare il loro corpo e il mondo che li circonda: ciò garantisce un buon sviluppo psicomotorio e il mantenimento di uno stato di salute ottimale.

I genitori, in tutto questo, hanno un ruolo molto importante: attraverso la loro attività educativa possono infatti modificare in modo significativo lo stile di vita dei propri figli. Una buona abitudine, ad esempio, potrebbe essere quella di limitare il libero accesso al frigorifero a qualsiasi ora del giorno, oppure quella di non tenere in casa merendine piene di zuccheri. Inoltre, sarebbe davvero utile aumentare l’attività fisica dei nostri ragazzi, scegliendo magari di non accompagnarli ovunque con l’auto e stabilendo un limite massimo riguardo l’utilizzo di televisione e/o videogiochi.

 

Autore: Dott.ssa Monica Ruffino

[1] OKkio alla Salute, Ministero della Salute, 2010

[2] Quaderni del Ministero della Salute, n.10 luglio/agosto 2011

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