Ritorno alle radici: le piante spontanee per l’alimentazione e salute

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Ritorno alle radici: le piante spontanee per l’alimentazione e salute

Ritorno alle radici. Le piante spontanee per l’alimentazione e la salute” è un libro di facile consultazione che avvicina i lettori alla conoscenza e all’uso delle piante selvatiche, facilmente reperibili nelle nostre campagne.

Ponendo in primo piamo l’importanza della biodiversità, gli Autori rivolgono una particolare attenzione alle piante spontanee ad uso alimentare e medicinale e ricostruiscono un affascinate universo vegetale alla luce delle antiche tradizioni popolari e delle moderne conoscenze scientifiche.

E’ un itinerario nel mondo dei simboli, delle leggende e delle superstizioni, accompagnati da santi, eroi e personaggi mitologici, dove si riscoprono usanze e antichi rimedi della medicina popolare.

Ma Ritorno alle radici è anche un percorso di conoscenza e consapevolezza utile per tutti coloro che vogliono imparare a gestire la propria salute attraverso una corretta alimentazione, incentrata, soprattutto, sulla qualità e varietà dei cibi vegetali.

In questo contesto, le piante selvatiche, oltre ad essere gustose e facili da cucinare, rappresentano una grande risorsa nutrizionale e medicinale.

Il ritorno ai saperi e ai sapori tradizionali e all’apprezzamento delle risorse naturali locali, rappresenta uno stimolo a impegnarsi nella costruzione di un mondo eco-sostenibile.

Le erbe spontanee sono un patrimonio ereditato dalle generazioni passate, una grande ricchezza biologica e culturale che merita di essere valorizzata a vantaggio di tutti.

Il volume è strutturato in due sezioni, una di carattere introduttivo e generale, l’altra di approfondimenti tematici inquadrati in una prospettiva interdisciplinare, dove ampio spazio è dedicato a 80 erbe spontanee.

Per ognuna di queste piante vengono fornite indicazioni aggiornate sugli aspetti botanici, mitologici, storici, antropologici, e soprattutto sugli usi alimentari e medicinali che hanno suscitato e suscitano particolare interesse; il tutto corredato da numerose e affascinanti immagini fotografiche (140 foto a colori).

Si possono trovare anche molti consigli e suggerimenti pratici per preparare in casa vini, aceti e oli aromatici.

 

Mangiare secondo natura

Le piante selvatiche sono facili da utilizzare e vantano una serie di requisiti positivi, tra cui una distribuzione geografica costante, una facile reperibilità e un alto valore nutrizionale, dovuto all’abbondanza di fitocomposti che esercitano un effetto benefico sulla salute.

Alcune di esse vengono raccolte a primavera, prelevando le rosette basali, ancora tenere, prima dello sviluppo del fusto, per essere consumate cotte, lessate in acqua, condite con olio crudo, limone o aceto oppure ripassate in padella con olio o burro. Altre trovano impiego allo stato crudo, da sole o miscelate tra loro, in un’ampia varietà di misticanze: un terreno ideale per creare ed esaltare sinergie o compensare eccessi di sapori.

Anche le radici, i germogli, i frutti e i semi sono sottoposti a ferree regole di raccolta e preparazione

Piante come il Timo, l’Origano, la Santoreggia, la Menta, la Mentuccia e il Finocchio sono dotate di proprietà stomachiche e digestive. Invece il Tarassaco, la Bardana, il Cardo mariano, l’Asparago, l’Ortica, la Parietaria e la Piantaggine sono ricercate per le loro virtù depurative, drenanti e disintossicanti.

Molte “erbe di campo”, come la Cicoria, il Caccialepre, l’Aspraggine, il Crespino, il Lattugaccio e la Radicchiella, contengono principi amari che svolgono un’azione digestiva e stimolante della funzionalità epatica.

La Melissa è apprezzata per risolvere problemi di origine nervosa e per combattere la tensione premestruale, il gonfiore e i dolori addominali.

Senza dimenticare le piante e i frutti selvatici ricchi di sostanze antiossidanti, capaci di contrastare l’invecchiamento cellulare, come varie specie di Aglio selvatico, il Rosmarino, la Pimpinella, la Rosa selvatica, il Corniolo, l’Olivello spinoso, il Mirtillo, la Fragola e il Giuggiolo.

Anche alcune piante notoriamente velenose vantano un uso culinario consolidato nel tempo; ad esempio i germogli di Brionia, Tamaro e Vitalba possono essere consumati senza pericolo, purché ci si attenga ai dettami della tradizione (giuste dosi e precise modalità di preparazione).

 

 

 

Ritorno alle radici: le piante spontanee per l’alimentazione e salute, autori: Sandro Di Massimo e Maurizio Di Massimo

 

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