Campi elettromagnetici: ambiente e salute

Campi elettromagnetici ambiente e salute

 Gli studi di carattere storico, di epistemologia e di sociologia della scienza, relativi agli ultimi trenta anni hanno mostrato che la metodologia scientifica non è qualcosa d’immutabile, ma dipende fortemente dal clima culturale – così ben espresso dal sostantivo tedesco Zeitgeist – in cui si sviluppa: è in questo contesto che devono essere collocati modelli e teorie, e gli stessi dati forniti dalla ricerca sperimentale.

Tutto ciò ha un riscontro nell’attuale dibattito scientifico riguardante i possibili effetti dei campi elettromagnetici artificiali sulla salute dell’uomo.

In questa situazione, diversamente dallo studio delle dinamiche di un microrganismo pericoloso per la salute in cui, nel conflitto uomo-natura, il “buono” (genere umano) ed il “cattivo” (microrganismo) sono chiaramente distinguibili, la materia è complicata dalla presenza di un terzo soggetto: l’industria che produce o si serve dei dispositivi elettromagnetici.

Negli U.S.A. le potenti industrie dell’energia elettrica e delle telecomunicazioni, insieme alle istituzioni militari, sono i principali produttori o utilizzatori dei campi elettromagnetici artificiali e, contemporaneamente, gli sponsor di quasi tutta la ricerca su quest’argomento.

In Italia i principali responsabili dell’inquinamento elettromagnetico sono l’ENEL (Ente Nazionale per l’Energia Elettrica), le FS (Ferrovie dello Stato), la RAI (Radiotelevisione Italiana), le radio e le televisioni private, le società di telefonia mobile e le installazioni militari.

Questi colossi si confrontano con una piccola, ma agguerrita, schiera di ricercatori indipendenti, alcune associazioni ambientaliste e di privati cittadini riuniti in comitati.

Esistono due modelli dell’interazione tra i campi elettromagnetici ed i sistemi biologici; il primo importato dagli U.S.A. e a tutt’oggi accettato come unica metodologia scientifica valida da una parte del mondo accademico italiano e dall’Istituto Superiore di Sanità prende in considerazione solo gli effetti acuti o a breve termine. Il secondo tiene in considerazione anche gli effetti a lungo termine o cronici: che si riscontrano ad esempio negli abitanti del comune di Potenza Picena (Marche) e di Rocca di Papa ( Lazio).

In generale, lo sviluppo delle tecnologie elettromagnetiche ha prodotto nella popolazione in generale un conflitto tra:

  • vantaggi associati all’utilizzo di queste tecnologie;
  • preoccupazione per l’impatto sanitario causato dal loro utilizzo.

Pensiamo ad esempio al telefono cellulare, che per noi è diventato uno strumento indispensabile, l’importante è saperlo usare in modo appropriato.

Nella valutazione soggettiva del rischio connesso all’uso delle tecnologie elettromagnetiche concorrono due aspetti:

  1. il primo, è legato all’aspetto psicologico e cognitivo dell’individuo, quindi abbastanza soggettivo;
  2. Il secondo è legato al ruolo dei mass media che essendo sponsorizzati dall’industria, non solo hanno tutto l’interesse a non fornire nessuna informazione sui rischi connessi al loro utilizzo, ma quelle rare volte che se ne parla, tendono a minimizzare o negare l’esistenza di pericoli per la salute umana.

Ed è questo il mio ruolo come divulgatrice scientifica, quello di fare una corretta informazione in modo chiaro e semplice attraverso i libri che scrivo, il web e le conferenze che sono un momento di incontro e di confronto.

Perché solo la conoscenza ci rende davvero liberi di fare le nostre scelte in modo più consapevole e più responsabile, e ci permette di tutelate al meglio ciò che ha di più caro: la nostra salute

Autrice: Dott. Francesca Pulcini

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