I sintomi di sensibilizzazione al cibo possono essere sporadici o leggeri all’inizio, ma possono poi diventare più persistenti col tempo. Inizialmente si può avere una sensazione di ebbrezza, si può avere una forte attrazione verso quell’alimento che può successivamente portare a diversi esiti tra i quali una reazione depressiva.

In caso di intolleranze alimentari si possono verificare le seguenti reazioni:

  • Reazioni cutanee: eczema, macchie pruriginose, secchezza e orticaria.
  • Reazioni a livello cefalico: cefalea, emicrania, vertigini, paura dell’altezza, sensazioni irreali come fluttuazione nell’aria, sensazione di un campanello o di un fluido nelle orecchie, mal di orecchie, sensibilità alla luce, prurito noioso agli occhi, lacrimazione; instabilità emotiva, riso nervoso; frequente bisogno di schiarirsi la gola o tosse, rinite, irregolarità della voce.
  • Reazioni gastrointestinali: mal di stomaco o gonfiore, stitichezza o diarrea, indigestione, nausea, vomito, ritenzione idrica, enuresi specialmente nei bambini allergici ai lecca-lecca o alle bevande colorate.
  • Sintomi collegati al petto: bronchiti, battiti cardiaci più forti o irregolari, difficoltà respiratoria, ipertensione.
  • Dolori muscolari e articolari: fastidi o dolori diffusi e spesso migranti, gonfiore alle articolazioni, spasmi muscolari, debolezza, un progredire successivo verso il reumatismo o l’artrite.
  • Sintomi generali: scarsa capacità di concentrazione, incapacità di chiarezza di pensiero, mancanza di energia, irritabilità e tristezza che può trasformarsi in depressione.

Reazioni di intolleranza per alcuni cibi:

  1. Stimolanti – Molte persone possono diventare dipendenti da alcuni alimenti stimolanti come il caffè, il tè, l’alcol, la nicotina, lo zucchero o magari accorgersi di avere una respirazione più accelerata ogni volta che fanno uso di questi alimenti.
  2. Quando un allergene arriva allo stomaco, scatena una “guerra”, viene rilasciata istamina che obbliga l’intero organismo a liberare un flusso di elementi biochimici. Il risultato è una sensazione di ebbrezza che facilmente può farci diventare dipendenti di quell’alimento.
  3. Latte – è possibile avere una reazione allergica dal latte freddo, ma spesso non avviene con quello caldo; questo fatto è dovuto ad un allergene che viene distrutto con il calore.
  4. L’allergia nei confronti della carne di manzo non va di pari passo con l’allergia sl latte e il formaggio contiene degli allergeni completamente diversi da quelli del latte. Quindi se si ha un’allergia nei confronti del latte si può anche essere in grado di mangiare il burro, perché i grassi del latte e le sue proteine sono diverse.
  5. Arachidi e simili – per il sistema immunitario tutti i tipi di arachidi sono simili e, se si dovesse sviluppare un’allergia nei confronti di uno di essi, sarebbe facile poi svilupparla anche per gli altri.
  6. Noci in persone piuttosto sensibili, possono causare un gonfiore della lingua e della gola. Anche la cioccolata è un tipo di seme e così potrebbe essere inclusa in questa categoria.
  7. Pesce – le persone allergiche ai pesci con le spine (sgombri, merluzzo, aringhe) possono anche non presentare allergie nei confronti dei pesci con cartilagine, come per esempio tipi di razza o di pescecane, dal momento che l’antigene è diverso. Ugualmente per i crostacei con o senza articolazioni hanno antigeni differenti. I crostacei spesso causano allergie perché possiedono sistemi enzimatici contenenti rame e una sostanza chiamata emocianina che è un potente antigene e produce in numerose persone orticaria o malessere generale.
  8. Carne – la carne di maiale spesso determina fastidi in persone asmatiche mentre il manzo in persone affette da artrite reumatoide. Gli adulti con eczema spesso non possono mangiare affatto la carne, perché questa provoca in loro una reazione.
  9. Lievito – alcune persone non sono in grado di mangiare il pane lievitato a casa, ma può capitare che le stesse persone possano tollerare invece il pane che proviene dal negozio; questo perché in esso l’allergene è stato denaturato da una temperatura molto più alta rispetto a quella del forno di casa.
  10. Frutta e Verdura – le reazioni allergiche nei confronti di frutta e verdura sono spesso dovute soltanto ai prodotti chimici con i quali sono stati trattati, ma anch’essi hanno propri antigeni. Le carote e il sedano crudi possiedono un antigene comune nei confronti del quale alcune persone sono sensibili. Questo antigene viene distrutto durante la cottura, così tutti possono mangiare questi alimenti cotti. La buccia dell’arancia e i semi della mela contengono antigeni che a volte possono causare problemi. Le cipolle, i porri e l’aglio possiedono antigeni che determinano delle reazioni molto forti: spesso inoltre più è forte il gusto di un alimento e più è attivo l’antigene posseduto.
  11. Glutine – Diversa dalla celiachia, l’intolleranza al glutine comporta una particolare sensibilità a questa sostanza con conseguenze di forti disagi, spesso a volte erroneamente associati con la celiachia.I sintomi dell’intolleranza al glutine si possono manifestare in molte parti del corpo, e possono inoltre portare anche a reazioni autoimmuni e all’aumento dei livelli di infiammazioni.
    Molto spesso condurre una dieta ad eliminazione è l’unico modo per essere completamente sicuri che il glutine ne sia la causa.

    Una soluzione per chi proprio non può rinunciare completamente al glutine viene offerta da Glutenam, un integratore a base di Tolerase G, enzima in grado di degradare la Gliadina, frazione proteica che in soggetti con sensibilità al glutine non riescono ad assimilare e in conseguenza capace di fornire supporto in tale campo.

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Come prevenire le intolleranze alimentari

Quando mangiamo, i globuli bianchi si allineano lungo la parete intestinale e, sembra che il cibo crudo non scusi il danneggiamento dei globuli bianchi così come fanno i cibi cotti. Mangiare Le crudites prima di un pasto è una buona abitudine e ci aiuta anche a dimagrire.

Mangiate cibi crudi prima di quelli cotti.

Il latte è un alimento dal quale con facilità si può diventare dipendenti, specialmente se si soffre già di debolezza intestinale, dal momento che il latte può venire assunto anche in piccole dosi giornaliere come nel tè o caffè.

Evitate di diventare schiavi di qualsiasi cibo cercando di non mangiare gli stessi alimenti ogni giorno.

Anche il frumento è un cibo dal quale si può diventare dipendenti. Il pane, la pasta, le torte, i dolci, biscotti, pizze, cereali per la colazione contengono tutti frumento. È perciò molto difficile eliminare completamente il frumento dalla dieta, perché nascosto sotto diverse forme. Si può però limitarli e usare cereali che possono essere assunti al posto del frumento; migliorando così la nostra alimentazione.

Seguite una dieta molto varia, usando il più possibile pesce, frutta e verdura di stagione. E usate, per quanto è possibile, cibi integrali biologici piuttosto che cibi molto raffinati e trattati chimicamente.

Naturopata Angela Gimelli
Autore

Vivo a Genova dove svolgo la libera professione di Naturopata. Nella mia vita sono sempre stata attenta a tutto ciò che è "natura" ed ho seguito i più svariati corsi sull'argomento. Ho conseguito il diploma di Naturopatia presso la Scuola Superiore di Naturopatia di Genova affiliata Universite' Europeene Jean Monnet. Ho approfondito con varie specializzazioni come Cristalloterapia e Aromaterapia e attualmente sono Wellness Advocate Doterr