Microbiota: un mondo nel mondo

Microbiota

Negli ultimi tempi si sta parlando moltissimo di microflora normale, o microbiota, e di microbioma, dell’importanza dei probiotici e prebiotici per la salute dell’uomo e degli altri animali.

Un mondo vastissimo e complesso, intrigante, fantastico e incredibile, di cui purtroppo ancora poche persone ne sono a conoscenza. La stessa scienza ne è solo agli inizi della comprensione. Sull’argomento ci sarebbe da scrivere all’infinito, ma vediamo ora di toccare i punti salienti in modo sintetico.

La medicina naturale ha sempre dato grandissima importanza a una microflora normale (flora batterica benefica) efficiente e integra, affermando che la salute dell’organismo dipende prevalentemente da un intestino in salute e funzionante, da un sistema immunitario forte.

Finalmente con i mezzi di sperimentazione avanzati della scienza moderna, si può studiare con precisione e approfondimento questo universo sconfinato dei microorganismi che vivono in simbiosi con l’organismo umano e animale.

I ricercatori stanno lavorando sul microbioma da almeno un decennio, come ad esempio nel progetto “Human Microbiome Project” (iniziativa dei National Institutes of Health statunitensi per identificare e caratterizzare i microrganismi e il loro rapporto con lo stato di salute e di malattia dell’uomo), e solo ora si cominciano a diffondere i primi risultati importanti. La strada del microbioma è ancora lunga, ma vale la pena percorrerla fino in fondo, per il bene dell’umanità e dell’intero nostro pianeta.

Microbiota è il termine con cui oggi ci si riferisce alla flora batterica. Ma cos’è esattamente, e da cosa è composto?

Il microbiota è un vero e proprio ecosistema composto da batteri, virus e miceti, che vive in simbiosi con l’ospite, collaborando e svolgendo importanti funzioni per la vita e il benessere dell’uomo e degli animali.

Questa microflora normale non si trova solamente nell’intestino, ma anche sulla pelle, in bocca, nelle vie respiratorie e nell’apparato urogenitale.

Per capire la valenza del microbiota umano, e del suo impatto sulla vita umana, basta pensare che nell’intestino sono circa 100 trilioni i microbi che lo compongono, un numero cioè 10 volte superiore a quello delle cellule dell’organismo: si stima che il loro peso complessivo sia intorno a 1,5-2 kg.

La prima colonizzazione avviene già durante il parto naturale del neonato e poi con l’allattamento al seno.

Nel lattante, attraverso il latte materno e l’ambiente esterno, inizia così a formarsi il sistema immunitario e il microbiota che lo caratterizzerà poi per tutta la vita. Ogni persona e ogni popolazione hanno il loro peculiare microbiota, anche se vi sono alcune specie di microrganismi comuni a tutti.

Per “Microbioma” invece ci si riferisce al patrimonio genetico del microbiota e alle sue interazioni ambientali. Secondo alcuni ricercatori il microbioma ha una tale influenza sulla fisiologia dell’uomo da essere considerato parte del suo genoma (è l’insieme dei geni del DNA).

Recentemente molti studi hanno infatti rilevato come questi microrganismi possono direttamente influenzare lo sviluppo del sistema immunitario, l’insorgenza di malattie autoimmuni, la risposta alle lesioni delle cellule epiteliali, il bilancio energetico (HMP, Human microbiome project).

Probiotici

Per Probiotici, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), si intendono quei microrganismi vivi in coltura che sono in grado di apportare benefici per la salute dell’ospite.

In genere si pensa ancora che gli integratori di probiotici (un tempo chiamati “fermenti lattici”) servano solamente quando si ha la dissenteria, o dopo una cura antibiotica, ma in realtà sono molto di più.

Sono una valida arma capace di rafforzare il sistema immunitario. Agiscono aiutando la crescita e il riequilibrio della microflora batterica intestinale, collaborando per contrastare la proliferazione dei batteri “cattivi”.

I probiotici però hanno dei limiti, non sono certo una panacea capace di sconfiggere tutti i mali. Una grande parte dei microrganismi benefici presenti nell’intestino sono anaerobici (vivono solamente in assenza di ossigeno), e non è possibile coltivarli in un ambiente fuori dell’ospite con presenza di ossigeno. Per ora sono solamente poche decine i ceppi che si possono riprodurre e trovare negli integratori. Mentre sono state identificate sino ad oggi tra le 500 e 1.000 specie microbiche che colonizzano l’apparato digerente. Da qui si può comprendere che i probiotici che si utilizzano per l’integrazione non sono certo sufficienti per andare a ripristinare completamente una microflora gravemente compromessa, o riparare totalmente i danni provocati dall’uso ripetuto di antibiotici e altri medicinali.

Ma come si dice…meglio poco che nulla! I probiotici rimangono comunque un importante aiuto per ripristinare e correggere le varie disbiosi (alterazione della flora batterica intestinale) che causano o aggravano una lunga lista di malattie.

Fra quelli più conosciuti e importanti si evidenziano i bifidobatteri e i lactobacilli.

Ogni ceppo è specifico per colonizzare l’intestino tenue, il crasso, il colon, le vie genitourinarie.

Per ogni problematica quindi si devono integrare determinate specie di probiotici adatti per il caso.

Prebiotici

Per Prebiotici ci si riferisce a quelle sostanze presenti negli alimenti che non vengono assorbite dall’organismo (es. l’inulina e il lattulosio) ma che sono il nutrimento per alcuni batteri benefici, stimolandone la crescita e l’attività.

Negli ultimi anni molti sono gli studi fatti sull’importanza dei prebiotici per la salute della flora batterica intestinale (1).

Sembra essere abbastanza semplice modulare e rafforzare il microbiota intestinale attraverso l’uso costante dei prebiotici.

Ma ecco alcuni alimenti ricchi di sostanze prebiotiche: la cicoria, il topinambur, i legumi, le cipolle, i porri, le patate, gli asparagi, i fiocchi d’avena, le banane. Questi cibi non dovrebbero mai mancare nei pasti quotidiani.

Il microbiota è capace di condizionare la salute degli esseri viventi, il suo equilibrio è strettamente legato all’alimentazione, allo stile di vita e allo stress. Ne alterano inoltre l’omeostasi (condizione di mantenimento costante delle funzioni interne di un organismo) anche medicinali come gli antibiotici, i cortisonici, gli inibitori di pompa protonica (antiacidi), gli antinfiammatori, gli psicofarmaci.

Sembra incredibile, ma la microflora normale ha un ruolo chiave nell’equilibrio e nella salute dell’ospite. Fra i suoi compiti più importanti vi è inoltre la sintesi di nutrienti essenziali come la vitamina K, la Vitamina B12, la tiamina, riboflavina e niacina, la digestione di componenti vegetali come i polisaccaridi. Promuove le funzioni del sistema nervoso enterico, produce batteriocine (sostanze prodotte da alcuni batteri in grado di uccidere miratamente altri batteri, sono innocue per l’uomo) per contrastare gli agenti patogeni. E tanto altro ancora.

Una sua alterazione determina inoltre processi infiammatori che possono provocare patologie come il diabete di tipo 2, l’obesità, la sindrome metabolica e malattie degenerative e autoimmuni.

Ecco perché è così importante e vitale mantenere in salute l’intestino, mangiando correttamente, tenendo uno stile di vita sano, cercando di evitare il più possibile situazioni di stress prolungato e non abusando di farmaci e alcolici.

Un aiuto valido per mantenere integro il microbiota è avere un’alimentazione ricca di cibi prebiotici e di cibi fermentati, associando un’integrazione di validi ceppi di probiotici umani specifici.

Questo può essere inoltre un efficace metodo anche per manipolare il microbioma.

Autrice: Naturopata Anna Valeria Sabatini

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