In primavera le proprieta’ dei germogli ti fanno il pieno di energia

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Con l’arrivo della primavera il nostro organismo si prepara ad una vera e propria rinascita. Un’ottima categoria di cibi ancora poco conosciuti che possono aiutare questo processo di rinnovamento dei nostri tessuti troviamo i germogli, ovvero i semi germogliati di cereali, legumi, ed altri vegetali, che costituiscono veri e propri concentrati di vitamine, enzimi,  oligoelementi  e fibre

germogli assicurano un ridotto apporto energetico e un elevato contenuto di acidi grassi insaturi.

Insomma, una miracolosa concentrazione di  principi nutritivi, purché consumati crudi. I germogli costituiscono un esempio della straordinaria capacità della natura di produrre energia, ed ognuno di noi può sfruttare  questa capacità per procurarsi (a basso costo) cibi freschi, ricchi di principi nutritivi  e di facile digestione.

Già alcuni popoli dell’antichità utilizzavano i chicci di grano germinati e i germogli sviluppati come “cibo rigeneratore e terapeutico” e ne hanno tramandato l’uso.  Si dice che  già nel “Grande Erbario della Medicina Cinese” il germoglio di soia venisse raccomandato per varie tipologie di disturbi come  i dolori alle ginocchia, crampi, disturbi digestivi, macchie sulla pelle ecc.

Quali virtù possiedono i germogli?

I germogli sono quindi un cibo prezioso ed anche noi occidentali oggi ne apprezziamo  la loro grande ricchezza nutrizionale:  facili da preparare, gustosi, e – dettaglio non trascurabile – economici, i germogli sono una miniera di principi nutrizionali che, in un mondo pervaso da cibi raffinati, sterilizzati, con additivi di ogni genere, costituiscono un fattore di prevenzione e di difesa dei processi vitali dell’organismo.
Se consideriamo che il mantenimento ed il potenziamento delle difese naturali dell’organismo, e quindi la difesa della salute, richiedono prima di tutto un’alimentazione sana, equilibrata e ricca di vegetali freschi e genuini, diventa evidente l’importanza del consumo di germogli di semi biologici di vario tipo.
I semi di cereali o legumi allo stato crudo sono immangiabili ed indigesti; essi quindi devono essere cotti per renderli commestibili ed assimilabili: il calore, infatti, trasforma gli amidi in carboidrati più semplici, le proteine in frammenti più solubili, e così è possibile utilizzarli per la nostra alimentazione. Con il calore però, la “vita” presente allo stato latente nel seme scompare: infatti, un seme dopo la cottura non è più capace di germogliare. La germogliazione permette di mangiare crudi quegli stessi semi, cosi trasformati in cibi ricchi, vitali e nutrienti, in cui l’energia potenziale contenuta nel seme si libera e si trasforma in energia assimilabile dall’organismo.

Un miracolo della natura

Dopo che il seme è stato messo in ammollo ha inizio la germinazione, cioè l’attivazione e la rivitalizzazione del germe del seme, detto embrione, che rappresenta la giovane piantina e contiene appunto in embrione tutte le parti essenziali della futura pianta. Durante questa fase, quando il germoglio è ancora piccolissimo ed è racchiuso all’interno del tegumento, quindi non ancora visibile, avvengono profonde modificazioni nella struttura del chicco e nella sua composizione biochimica. Le successive reazioni biochimiche legate al processo di germinazione rendono il germoglio più ricco di sostanze nutritive e più digeribili di quelle contenute nel seme.

Come prepararli ?

Il metodo più semplice per autoprodurre germogli è quello di acquistare un apposito germogliatore, facilmente reperibile nei negozi di prodotti biologici. In genere è consigliabile metterli a bagno durante la notte . Al mattino i semi vanno risciacquati, disposti nuovamente sul piano del germogliatore  e lasciati germogliare.  I semi  vanno innaffiati (e quindi sciacquati) o in alcuni casi (es. germogli di crescione o rucola) solo bagnati con uno spruzzino) due volte al giorno. Si ripete il procedimento per 3-5 giorni, a seconda dei semi scelti, finché i germogli avranno raggiunto una lunghezza di 3-4 centimetri, I tempi di germinazione possono variare al variare della temperatura, oltre che dipendere dal tipo di seme scelto. Utilizzare quantità di semi non troppo elevata, perché si ha un’ottima resa e anche per avere sempre un prodotto fresco e vitale.
Una volta ottenuti, i germogli vanno sciacquati delicatamente, eliminando eventuali bucce dei tegumenti e semi non germogliati; si lasciano scolare per qualche minuto per poi metterli in un contenitore di vetro con coperchio evitando possibilmente le buste di plastica. Per conservarli possono essere riposti in frigo dove per qualche giorno, una settimana al massimo, avendo però l’accortezza di sciacquarli ogni due giorni.

Quali germogli scegliere?

Vista  l’importanza di inserirne vari tipi nella propria alimentazione, vediamo quali semi possiamo far germogliare. Vanno bene quasi tutti i semi, ma i più indicati e sperimentati sono i germogli di cereali e di legumi come frumento, segale e orzo, miglio, riso integrale, avena, soia verde (fagiolo mungo), ceci, fagioli, lenticchie,  ma anche qualunque altro seme commestibile come gli alfa-alfa (erba medica), la fantasia ci potrà essere d’aiuto. I germogli di soia e ceci prima del consumo devono essere sbollentati, perché contengono ancora sostanze tossiche che solo la cottura può eliminare. Da evitare i semi delle solanacee (es. patata, pomodoro) perché contengono sostanze tossiche non eliminabili. E’ ovviamente preferibile utilizzare semi di coltivazione biologica, cioè ottenuti senza uso di concimi chimici di sintesi, di diserbanti, e altri veleni.

Come utilizzarli

I germogli possono essere consumati “tal quali”, preferibilmente crudi  in quanto anche una breve cottura può alterarne la ricchezza vitaminica. Da soli, in insalata, conditi con un po’ di olio extravergine d’oliva biologico e sale marino integrale, oppure uniti a verdura o frutta, anche nella preparazione di frullati  o centrifughe, oppure aggiunti alle minestre di verdura  pochi minuti prima di servirle a tavola. Buon appetito!

Claudio Monteverdi

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