Carni rosse e cancro: le carni lavorate fanno male?

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E’ dei giorni scorsi la notizia, diffusa dalla OMS (World Health Organization o Organizzazione mondiale della sanità) , che consumare salsicce, insaccati e carni rosse lavorate nuoce alla salute ed é alla base di malattie degenerative, quali il cancro.

I pericoli delle carni processate: c’è una relazione tra carni rosse e cancro?

Vediamo insieme alcune proprietà , pregi e controindicazioni di questo alimento, per fare chiarezza e scegliere consapevolmente come desideriamo alimentarci.

E’ doveroso premettere che in passato, nella tradizione dei nostri nonni , le carni erano un alimento per pochi, da consumare in piccole quantità e destinate ad un utilizzo legato ai periodi di festa, alle celebrazioni , per festeggiare occasioni importanti. Dopo la seconda Guerra mondiale la arn è diventata simbolo di ricchezza, sempre più diffusa, anche a buon mercato ed ha creato desiderio nell’uomo , che ha sentito l’esigenza di mangiarla anche come riscatto , dopo tante privazioni , per necessità di affermare uno status symbol .

Oggigiorno, disponendo di un’alimentazione varia, la carne andrebbe consumata come un contorno e dovrebbe essere utilizzata poco alla volta, per non aumentare le tossine nel corpo. A livello di apporto proteico sarebbe sufficiente consumarne 100 gr a settimana, per poter smaltire le scorie che il corpo assume, mentre oggi , purtroppo ne facciamo un utilizzo eccessivo.

E’ vero che le concentrazioni di vitamina B12 si trovano soprattutto nelle carni e nelle frattaglie è tuttavia anche vero che la cottura prolungata porta a distruggere le vitamine che la carne possiede.

Cosa contengono le carni rosse?

  • Acqua al 60 – 70% secondo l’età e il metodo di allevamento
  • Proteine dal 10% al 25%
  • Sali minerali tra cui ferro, fosforo, potassio
  • Vitamine B1, B2, B12, P , però , essendo termolabili, si perdono se si prolunga la cottura e si alza la   temperatura.
  • Lipidi, grassi saturi, apportatori di colesterolo e causa di invecchiamento precoce.
  • Glucidi quasi assenti, ad eccezione del fegato che contiene glicogeno per il 4,5%-

Perché la carne risulta difficile da digerire?

L’uomo è principalmente un animale onnivoro a base cerealicola e nella sua alimentazione rientrano i semi a base oleosa e la frutta. Le motivazioni che portano ad una difficoltà di digestione della carne sembrano risiedere nella lunghezza del nostro intestino, per cui   la carne staziona nell’intestino per molto tempo  e questo   determina un principio di stagnazione delle scorie, che si depositano nel corpo e non vengono espulse velocemente. Questo spiegherebbe anche la maggiore incidenza di cancro del colon nei grandi consumatori di carne , rispetto ai vegetariani.

Gli animali carnivori invece hanno l’intestino corto ed eliminano le scorie costantemente.

Cosa e quali sono le carni rosse lavorate?

Per “carni rosse lavorate” si intendono tutte le carni , tra cui salsicce, hot dogs, wurstel e carni in scatola, che hanno subito una trasformazione attraverso processi di salatura, fermentazione, affumicatura per aumentarne il sapore e incrementarne la conservazione. Sono processi che stimolano   la produzione di enzimi proteici , liberando composti quali indolo, cadaverina, putrescina , i cui nomi, poco edificanti, già ci dicono quali possono essere le reazioni che avvengono durante i processi di lavorazione.

Qual è l’energia della  carne?

Le carni hanno un’energia   contraente , riscaldante , acidificante e costruttiva . I sostenitori di un’alimentazione carnivora affermano che se usata con parsimonia dona energia e rafforza l’organismo. Coloro che invece la demonizzano sostengono che   le carni producono acidosi   cellulare, cioè mancanza di ossigeno nel corpo, avvalorando gli studi dello scienziato tedesco Otto Heinrich che già nel 1931 aveva compreso che “privando una cellula del 35% del suo ossigeno per 48 ore è possibile trasformarla in un cancro”

Un consumo smodato di carne porta ad un aumento di acidi urici, oltre a “stressare” fegato, reni e creare uno stress emozionale.

Tutto questo può determinare un inevitabile calo energetico. Consumare troppa carne infatti ci rende iperattivi, ipereccitabili ,  affatica il sistema nervoso e l’apparato digestivo , inoltre porta l’energia vitale in basso e può favorire l’insorgere di disturbi quali gastriti, emorroidi, ipercolesterolemia oltre ad aumentare le probabilità di tumori all’intestino e colon, ma anche sviluppare diabete , una maggiore incidenza di ipertensione e sindromi metaboliche, rispetto a chi predilige i vegetali.

E la carne alla griglia?

La tanto amata carne alla   griglia , così come le carni salate, conservate ed affumicate purtroppo sviluppano sostanze “pericolose” perché nel processo di cottura si liberano idrocarburi. A tal riguardo già nel 2007 gli oncologi italiani avevano avvisato circa il rischio riguardante patologie derivate dal consumo di carni rosse soprattutto nelle parti carbonizzate, che determinano fattori di rischio importanti per l’insorgere di neoplasie.

Se desideriamo consumare carne meglio allora mangiarla in tartare lasciandola riposare 15 minuti nel succo di limone per le sue note proprietà antibatteriche o al sangue che risulta più digeribile.

Non ignoriamo inoltre l’apporto di sostanze tossiche che derivano dalla morte dell’animale

L’irrigidimento fisiologico dell’animale porta acido lattico, ma è il processo di frollatura che inizia la trasformazione delle proteine che si scindono e possono facilmente trasformarsi in sostanze tossiche,  oltre alle tossine “da paura” che sviluppa l’animale nel momento dell’uccisione e che vengono poi ingerite con il consumo.

Gli insaccati fanno male?

Gli insaccati contengono spesso polifosfati di sodio e potassio ma anche nitriti e nitrati di sodio e potassio che hanno la funzione di mantenere   le carni rosse e di impedire la formazione di botulino, la cui proliferazione sviluppa una tossina letale per l’uomo. Nitrati e nitriti possono, nello stomaco, incontrare le ammine e dar luogo a composti organici “nitrosammine” il cui effetto è mutageno e cancerogeno . Alimenti ricchi di nitriti sembrano   provocare inoltre una diminuzione di linfociti T e B con abbassamento delle difese immunitarie.

Occorre uno stile alimentare consapevole.

Alcune persone interrogate circa le loro abitudini alimentari , sostengono che mangiare affettati non sia mangiare carne, così come coloro che dicono che mangiare pasta ripiena di carne, oppure pasta al ragù non sia equivalente a mangiare carne, tuttavia il ragù di carne non viene fatto con la carne?

Se mangiamo pasta privilegiamo allora le verdure , quindi optiamo per un primo con le verdure di stagione , i broccoli, le cime di rapa,   o un gustoso risotto al radicchio.

Cosa mangiare al posto della carne rossa?  

Se desideriamo consumare carne, prediligiamo le carni bianche (pollo, tacchino, coniglio)  limitandone l’uso ad 1 volta la settimana  ed implementiamo l’uso di cereali e paste integrali quali farro, orzo, avena, cereali senza glutine miglio, mais, riso, grano saraceno, quinoa, amaranto , proteine vegetali legumi, come per esempio lenticchie che contengono ferro in abbondanza, anche se in parte non assimilabile, calcio, sodio, potassio, rame, zolfo ; fagioli per l’alto contenuto di fosforo, potassio, ferro, calcio ; ceci che sono più digeribili e stimolanti dei succhi gastrici e del pancreas, ma anche piselli, cicerchie, fave, lupini, fieno greco.

Ricordiamo di aggiungere, ad ogni pasto, generose porzioni di verdure cotte e crude di stagione, possibilmente biologiche , biodinamiche o di produttori di cui conosciamo l’integrità e genuinità del prodotto.

Consumiamo frutta fresca di stagione e frutta  essicata , come per esempio fichi, castagne, uvette, albicocche, preferibilmente di provenienza biologica , perché l’industria alimentare usa   irrorarla di conservanti per la relativa conservazione e semi oleosi quali noci, mandorle, pinoli , ricchi di minerali come magnesio, potassio e ferro, vitamine del gruppo A , E ed alcune del gruppo B , i cosidetti “grassi buoni “ cioè Omega 3 ed Omega 6. Utilizziamo semi di sesamo che contengono una buona dose di calcio , ma anche semi di zucca, di lino, di girasole che possono essere aggiunti alle nostre insalate arricchendole di sapore .

Diventare consumatori consapevoli significa conoscere, documentarsi, leggere le etichette degli alimenti e prendersi la responsabilità della propria alimentazione e della propria salute. Il consumo o meno di carne bianca o rossa che sia, rientra nello schema di credenze di ognuno di noi, nei valori filosofici ed etici della cultura della carne e degli animali, nel valore conviviale del cibo, ognuno può avere le proprie motivazioni , tuttavia non possiamo più far finta di non sapere cosa , un consumo eccessivo di carne, può provocare nell’organismo umano.

Autore: Dott.ssa Antonella Anceschi, naturopata.

 

photo credit: Sausages via photopin (license)
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