Miglio, un cereale senza glutine per chi soffre di celiachia e ipertiroidismo

Miglio-cereale-glutine

Il miglio è un prezioso cereale dalle origini molto antiche e tutt’oggi largamente impiegato in tutto al mondo grazie alla totale mancanza di glutine, che lo rende un alimento frequentemente consumato da chi soffre di celiachia. Ricco di vitamine, le sue proprietà spaziano dalla cura dei capelli fragili al fine di prevenirne la caduta sino al combattere la debolezza della madre in gravidanza.

Il Miglio: un cereale senza glutine dalle immense proprietà terapeutiche

Il Miglio (Panicum Miliaceum) Si tratta di un cerale utilizzato dall’uomo fin dall’antichità, è ormai certo che era coltivato fin dal lontano neolitico, cioè fin dalla preistoria.
Largamente usato in ambito alimentare dagli antichi romani nonché nel medioevo, era considerato un valido sostituto della carne e oggi la ricerca scientifica a dimostrato l’ottimo valore biologico delle sue proteine; molto utilizzato e coltivato anticamente grazie al fatto che resiste allo stoccaggio molto più tempo degli altri cereali.
Pianta oggi quasi dimenticata nell’emisfero occidentale, i paesi maggiori produttori sono concentrati in Africa e in Asia. Ricca di silicio (acido silicico) sostiene e migliora gli annessi cutanei:  epidermide, capelli, unghie tessuti connettivi,  in virtù anche del contenuto di aminoacidi solforati; inoltre tutti gli organi che richiedono silicio come polmoni, ghiandole surrenali, (Vedi Equiseto) traggono beneficio da questo alimento.

Il miglio e la celiachia.

Il miglio non contiene glutine, di conseguenza è adatto ai celiaci ma non adatto alla panificazione tradizionale.

Il miglio nella magrezza eccessiva da ipertiroidismo.

La ricerca biochimica ci informa che il miglio contiene sostanze capaci di inibire l’enzima perossidasi tiroidea la cui attività coinvolge la sintesi di ormoni tiroidei; quindi un utilizzo regolare e quantitativamente significativo potrebbe ridurre l’attività tiroidea, il che potrebbe essere utile nei soggetti affetti da leggero ipertiroidismo, ma al contrario risultare poco auspicabile nei soggetti ipotiroidei.

Il miglio è definito dal Valnet nutritivo e rivitalizzante. I consigli di utilizzo vanno dalla debolezza alla gravidanza, allo stress intellettivo all’anemia.

Grazie al notevole contenuto vitaminico : Vit B1, B2, B6, PP ( 6 mg%g pari al 40% del fabbisogno giornaliero RDA) acido folico (antianemico) vit E e K; e minerale: Calcio, ferro( 4 mg%g pari 30% del RDA), magnesio, fosforo, potassio, sodio, zinco, e oligoelementi, il miglio ha certamente una funzione nutritiva eccellente anche perché il contenuto proteico (11%) fornisce una buona qualità di proteine, migliori di quelle del frumento.

I grassi nel miglio (4,25%) contengono tutta la gamma dai saturi ai polinsaturi (nettamente prevalenti), lecitina e colina.

Notevole il contenuto di lecitina, contenuta in grandi quantità anche nel tuorlo (  dal greco lekithos ) delle uova da sempre demonizzate per gli ipercoleterolemici dalla medicina ufficiale. Le lecitine sono molecole organiche che contengono fosforo, acidi grassi polinsaturi, e molecole quali colina, inositolo che hanno un tropismo spiccatamente epatico. Nel complesso si tratta di fosfolipidi che complessivamente hanno un’attività positiva sul metabolismo epatico e nervoso.

INDICE GLICEMICO = 70

Attenzione l’indice glicemico non è basso quindi nei soggetti diabetici o iperglicemici va usato con moderazione.

Miglio da utilizzare senz’altro per la cura dei capelli.

Utilizzato da sempre e consigliato per irrobustire i capelli e per la loro caduta, il miglio deve questa fama essenzialmente al contenuto di aminoacidi solforati e al silicio.

Autore: Dr. Walter Bottai

 

 

 

l

5 / 5 (1 votes)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.