Qual è il vostro rapporto con la fiducia?

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Qual è il vostro rapporto con la fiducia?

Aristotele, qualche secolo fa, arrivò ad affermare una grande verità, stabilendo come caratteristica fondamentale dell’uomo la sua dimensione di «animale sociale». L’essere umano, in effetti, ha sempre conosciuto in tutta la sua portata la necessità del contatto con l’altro, dapprima per la semplice condivisione di risorse materiali e per ricevere supporto nella lotta per la sopravvivenza su questo pianeta, ma in seguito, e con un peso sempre più crescente nel tempo, per la costruzione della sua identità, in cui sentimenti ed emozioni condivisi giocano un ruolo determinante.

Alla nascita ogni uomo sperimenta la mancanza di autonomia e il bisogno dell’altro: di una figura di riferimento che si prenda cura di lui, lo nutra, lo protegga dai pericoli e si occupi della sua crescita…e questa è solo la prima manifestazione della nostra reciproca interdipendenza!

Eppure tutti, prima o poi, abbiamo concesso solo a fatica la nostra fiducia a qualcuno, oppure abbiamo sofferto, vedendocela negata da altre persone…come è possibile che si verifichi ciò, nonostante quanto detto finora?

Bowlby – padre della teoria dell’attaccamento – ci offre una parziale risposta, confermando la tendenza umana, profonda e radicata, a cercare la vicinanza e il contatto di altri individui con cui stabilire relazioni emotivamente significative e insegnandoci anche come la qualità del legame che si viene a creare tra il caregiver (madre, padre…) e il bambino sia destinata a lasciare un segno sui futuri rapporti di quest’ultimo e sulla sua attitudine a riporre fiducia negli altri.

Un’ulteriore suggestione, utile alla nostra riflessione, proviene dall’etologia e dal pensiero evoluzionistico: osservando il regno animale, infatti, possiamo rilevare come i cani, ad esempio, studino reciprocamente i loro comportamenti, per capire cosa possano aspettarsi l’uno dall’altro: un possibile pericolo o una proficua alleanza?

Se ben riposta, la fiducia può in sostanza portare vantaggi e ridurre lo stress: ci aiuta infatti a gestire le relazioni, consentendone uno sviluppo progressivo, per arrivare infine a permetterci di abbassare le difese e di godere pienamente della persona che abbiamo davanti a noi…

 

Autrice: Dott.ssa Monica Ruffino

photo credit: Trust via photopin (license)

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