La nostra scuola aiuta i nostri figli?

Scuola

La mattina mi capita di osservare ragazzi, carichi dei loro pesanti zaini, recarsi a scuola senza entusiasmo. Basta fermarsi a parlare un po’ con loro per cogliere tra le loro parole insoddisfazione, disinteresse o al contrario ansia e preoccupazione legate al loro andamento scolastico.

Due diversi modi di reagire davanti a una scuola che è molto orientata al completamento dei programmi e alla valutazione dei risultati raggiunti, dimenticando spesso, però, la sua missione principale: trasmettere il gusto dell’apprendimento, allargare le menti e fornire strumenti utili alla crescita e alla vita futura.

Non è mia intenzione attraverso queste poche righe fare un processo alla nostra scuola, ma vorrei solo offrire un piccolo spunto di riflessione sui metodi adottati. Le giornate in classe sono scandite dall’avvicendarsi di docenti che come dei veri dispensatori di sapere forniscono ai giovani una grande quantità di nozioni, che vengono poi verificate attraverso interrogazioni e /o prove scritte.

Ma quanto spazio viene lasciato ai professori affinché possano conoscere veramente la persona che hanno davanti? Vengono messi nella condizione di poter comprendere i loro alunni, per trovare con maggior facilità la modalità i più adatta per aiutarli a dare il meglio di sé?

Albert Einstein disse: “Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui penserà tutta la sua vita a credersi stupido”.

La necessità che ha la scuola di ottemperare a degli obiettivi prefissati, tende a farla funzionare secondo modelli standard, che non valorizzano la diversità, la creatività e non favoriscono l’emergere delle potenzialità insite in ogni individuo.

Ci sono, in realtà, professori illuminati che si adoperano a tal fine, il punto è che tutto ciò è lasciato troppo all’iniziativa personale, quello che auspico è che venga fornita un’adeguata formazione ai futuri insegnanti e che l’istituzione scuola possa aprirsi maggiormente alla sua vocazione originaria e diventi sempre più consapevole del ruolo che svolge all’interno della nostra società.

 

Autrice: Dott.ssa Monica Ruffino

photo credit: WFULawSchool Professor Mark Hall via photopin (license)

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