Genziana: 15 proprietà, benefici e usi

genziana

La genziana maggiore, Gentiana lutea della famiglia delle Gentianaceae che comprende circa 400 specie, è una pianta erbacea perenne con un robusto rizoma verticale, bruno-giallastro all’esterno e giallo vivo all’interno.

Si distingue dalla genzianella, anche se possiede proprietà simili.

Può arrivare ad 1,5 m, ma nei primi anni sviluppa solo una rosetta di foglie basali; è molto comune nei pascoli e prati delle zone montane alpine, fino a 2200 m, e più rara in quelle appenniniche.

Le foglie basali sono ovali-ellittiche mentre quelle del fusto sono opposte a due a due, cosa che permette di distinguerla dal Veratro velenoso (attenzione) che ha foglie alterne.

I fiori sono gialli riuniti in fascetti e il frutto è una capsula ovale-oblunga che si apre, a maturità, in due parti; i semi sono ovali e di colore bruno chiaro.

Le radici si raccolgono in primavera e in autunno, si tagliano in pezzi di alcuni cm e si dividono a metà per il lungo. Si conservano in recipienti chiusi, di vetro, dopo essere state ben essiccate al sole.

15 Proprietà e benefici della genziana

  1. La genziana contiene iridoidi come genziopicroside, gentisina, amarogentina. La genziopicrina costituisce il principale componente amaro isolato sin dal 1862.Contiene alcaloidi come la  genzianina e acidi fenolici come l’acido caffeico che sono utili come antipiretici perché agiscono sulla termoregolazione. Sono contenuti oli essenziali, mucillagini e la gentisina che è la sostanza colorante gialla.  I secoiridoidi (principi amari) sono le sostanze utili nell’inappetenza  perché stimolano i recettori gustativi  che fanno della genziana una tra le piante più efficaci come digestivo.
  2. In Cina, il gentiopicroside è un composto isolato dalla Gentiana lutea, Qin Jiao in cinese, rappresenta uno dei più comuni farmaci con attività antivirale, antinfiammatoria, analgesica ed antiepatotossica (1).
  3. La Genitana rigescens e la Gentiana macrophilla contengono, come la lutea, gentiopicroside (genziopicrina) e sono due erbe utilizzate per trattare l’ittero e altre malattie epatiche e biliari nella medicina tradizionale cinese che le utilizza da migliaia di anni (2).
  4. Alcuni studi, condotti sui topi e che necessitano di ulteriori ricerche, hanno indagato l’effetto anti-artritico e anti-reumatoide della genziana. I glicosidi iridoidi dai fiori della Gentiana macrophilla Pall, hanno prodotto  dei miglioramenti nell’artrite indotta dal collagene nei ratti (Journal of Ethnopharmacology 2016 ).
  5. I principi amari della Genziana sono utili per stimolare e bilanciare la secrezione dei succhi gastrici e biliari, la cui carenza è causa di sonnolenza, mal di testa, fermentazioni intestinali, flatulenza e per aiutare, migliorando l’assimilazione del cibo, la ripresa di convalescenti e soggetti deboli e anemici.
  6. Tra i principi amari contenuti, l’amarogentina è responsabile del sapore amaro della genziana, il composto naturale più amaro mai isolato!
  7. L’altra proprietà della Genziana, grazie al suo principio attivo, il genziopicroside, è quella di essere un buon febbrifugo, soprattutto nel caso di febbri malariche o ricorrenti, poiché stimola le difese dell’organismo agendo sui meccanismi della termoregolazione.
  8. Attualmente la Genziana, come preparazione galenica, è impiegata come amaro-tonico ed eupeptico (favorente la digestione). In terapia è utilizzata come eccitante dell’appetito, nella dispepsia e nella ipocloridria.
  9. Come antimalarico può essere associata alla chinina e può trovare particolare indicazione nei casi di chinino resistenza.
  10. Alcuni studi sugli estratti di genziana la considerano antiossidante, fungistatica (che impedisce lo sviluppo di funghi) e stimolante le difese immunitarie (studio eseguito sui ratti: Perfumi M., Santoni G., Acta Phytotherapeutica 1996).
  11. È nota e famosa come digestivo, gli alcaloidi contenuti nella genziana esercitano un’azione tonica sull’apparato digerente stimolando la secrezione salivare e biliare.
  12. La genziana trova utilizzo nelle difficoltà digestive dovute ad insufficienza di succhi gastrici, in questi casi si può bere il decotto: una tazza 30 minuti prima dei pasti.
  13. È utile la tisana in caso di inappetenza, senso di pienezza e aria nella pancia, sempre mezz’ora prima dei pasti.
  14. Come febbrifugo viene consigliata, dagli erboristi, la tintura madre. Messèguè ne “Il mio erbario” scrive della genziana: “Già gli antichi la somministravano, credendo che guarisse i morsi di serpenti (non ci credo), per curare disturbi del fegato e dell’intestino (sono completamente d’accordo), contro parassiti di ogni genere (è certo), come stimolante generale delle funzioni digestive (l’ho verificato io stesso), come febbrifugo e come diuretico (ve lo garantisco). Noi moderni abbiamo aggiunto a questo elenco di virtù quella di aumentare la secrezione salivaria (il che ne fa un ottimo aperitivo), di tonificare l’insieme dell’organismo (come tutte le piante amare) e di aumentare i globuli bianchi, validi difensori contro tutti i germi infettivi.”
  15. La genziana è aperitiva e digestiva, è utile nelle disappetenze, nelle convalescenze, nella scarsa produzione di succhi gastrici, nelle febbri.

Come usare la genziana:

gentiana lutea

  • La tisana: anche se per le radici e i rizomi la forma più utilizzata è il decotto, alcuni testi riportano anche la tisana che si ottiene versando 150 ml di acqua bollente su 2 g di radice grossolanamente frantumata, far riposare per 10 minuti e filtrare.
  • Decotto: si ottiene mettendo 2 g di radice grossolanamente frantumata in 150 ml di acqua fredda. Si porta a ebollizione e si lascia bollire a fuoco lento per 25/30 minuti, spegnete e coprite per 10 minuti quindi filtrate.
  • Alcolato: iI montanari preparavano numerose varietà di alcoolati a base di genziana (anche con l’aggiunta di qualche bacca di ginepro o scorza di arancio amaro o chiodi di garofano) mettendo a macerare un segmento di radice , circa 5 cm, in un litro di buona grappa. Dopo un mese era pronta.
  • Tintura vinosa: non poteva mancare la macerazione in vino (l’industria utilizza principalmente alcol per produrre amari digestivi) che si ricava lasciando a macerare in 100 ml, di buon vino, 3 g di radici per 8 giorni.
  • Tintura madre: per la preparazione della tintura madre si lasciano a macerare le radici, vecchie di 5 o 6 anni e raccolte in autunno, per tre settimane in una miscela di alcol alimentare e acqua.

Si trova già preparata nelle erboristerie, molto spesso in miscele con altre erbe come la melissa, l’angelica, la liquirizia, la menta e il finocchio.

Tutte le preparazioni sono molto amare.

Ecco la ricetta di Messèguè: “Fate macerare in un grosso vaso di grès, al fresco, un pugno di radici di genziana in un bicchiere di acquavite. Il giorno dopo aggiungetevi un litro di vino bianco e lasciate macerare sino alla fine della settimana. La domenica, all’ora dell’aperitivo, servitene un bicchierino ai vostri amici. Se qualcuno di essi offre di gotta, o vede spuntare all’orizzonte una brutta influenza, vi ringrazierà.”

Il consiglio del naturopata per un integratore a base di genziana…

DIGENZYM AB

In casi di digestione lenta e gonfiori addominali, digenzym AB grazie ad i contenuti a base di a presenza di zenzero, anice, curcuma, noce mallo e genziana risulta uno degli integratori alimentari a base di genziana più efficace e da noi consigliato. Per ulteriori informazioni visitate questo link.

Acqua di genziana per pelli grasse

La genziana ha un’azione tonica sulle ghiandole sebacee diminuendone la secrezione.

L’acqua di genziana si ottiene seguendo le indicazioni del decotto, si fa raffreddare e si applica sul volto con uno spruzzino, lasciando che l’acqua venga assorbita. In alternativa si utilizza la tintura madre, opportunamente diluita in quattro parti di acqua ed in questo caso si utilizza un batuffolo di cotone imbevuto da applicare sul viso pulito.

Curiosità e la storia della genziana

L’uso della genziana, come erba medicinale digestiva, era conosciuta dagli Egizi, dai Greci e dai Romani. Deve il suo nome a Genzio, il re dell’Illiria.

Veniva utilizzata per disinfettare le ferite, per eliminare i vermi intestinali e per “l’isteria femminile”, come un tempo si chiamavano i dolori mestruali. Nel 1885 un erborista americano lanciò sul mercato la bevanda Moxie, a base di genziana per curare: “esaurimenti nervosi, perdita di virilità e imbecillità”. Non ebbe successo come medicinale e fu venduto come bevanda dissetante con esito positivo.

La genziana è utilizzata come aromatizzante negli amari, come il Fernet Branca, e negli aperitivi come l’Aperol.

In Francia ve ne sono diverse specie, fra cui la stupenda Gentiana acaulis color zaffiro:  la genzianella.

La genziana è nota, come fiore di Bach, sotto il nome di Gentian. Gentian è il fiore dell’amarezza, della sfiducia, del pessimismo e dello sconforto dovuto al credere di non avere possibilità di successo, che le cose andranno male.

Controindicazioni ed avvertenze prima dell’uso:

La genziana non è consigliata a chi soffre di acidità di stomaco o ulcere perché aumenta la produzione di succhi gastrici. Evitare in casi di ipersensibilità verso i componenti e in pazienti affetti da gastrite, ulcera peptica, ernia iatale, esofagite. Alti dosaggi possono provocare sintomi come nausea e vomito, irritare lo stomaco o produrre l’effetto contrario cioè ostacolare la digestione. E’ controindicata in chi è affetto da ipercloridria; in persone sensibili e con mal di testa ricorrenti, la genziana può acuire il mal di testa. Alle donne in gravidanza perché, tradizionalmente, veniva usata per indurre le mestruazioni. In allattamento e ai bambini. La genziana può aumentare la gastrolesività di altre erbe o farmaci.

“Una radice grossa come un pugno vi basterà per un intero anno e sappiate che la genziana impiega da 10 a 15 anni per raggiungere la fioritura: non distruggete una specie …” così scrive Messèguè.

Proprio in virtù del saccheggio perpetrato è diventata una pianta protetta e la raccolta è vietata perché rischia l’estinzione.

La possiamo trovare in erboristeria.

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